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Sardegna, ha rischiato di rimanere in sedia a rotelle in seguito a un incidente stradale: due anni e mezzo dopo percorre il cammino di Santa Barbara

"Mi sono salvata per miracolo, i medici non mi davano molte speranze di riprendere a camminare normalmente. Io però non mi sono arresa", racconta

Dopo essere rimasta gravemente ferita a causa di un incidente d'auto, i medici le avevano detto che forse non avrebbe potuto più camminare, eppure lei non si è arresa. Dopo una lunga riabilitazione e un periodo in sedie a rotelle, si è rialzata e, a circa due anni e mezzo dall'incidente, ha percorso 200 chilometri del cammino di Santa Barbara, un percorso di 500 chilometri suddiviso in 30 tappe nel territorio del Sulcis Iglesiente Guspinese, in Sardegna. E' la storia della 35enne fotografa sarda Michela Medda. "Mi sono salvata per miracolo, i medici non mi davano molte speranze di riprendere a camminare normalmente. Io però non mi sono arresa", ha raccontato la giovane al sito locale Youtg.net.

Era il 1 settembre 2018 quando da uno scontro frontale nel rettilineo per San Gavino Monreale (Sud Sardegna) Michela usciva con una gamba a pezzi. "Frattura scomposta esposta pluriframmentaria del femore sinistro, il femore si è sgretolato ed è letteralmente uscito dalla gamba - ha spiegato a La Nuova Sardegna - Io continuavo a non rendermi conto della gravità della situazione. Credevo che sarebbe bastato il gesso. Poi ho iniziato a realizzare. Ma non mi sono mai arresa. Anche quando i medici mi hanno detto che forse non avrei più potuto camminare e che il trekking dovevo scordarmelo. Anzi, in quel momento ho deciso che avrei affrontato nuove sfide".

 

"C'era la possibilità che rimanessi in sedia a rotelle. I medici me lo dicevano apertamente", ha detto al quotidiano. Dopo un intervento di osteosintesi, però, ha iniziato la riabilitazione e a febbraio del 2019 ha mollato le stampelle, mentre in primavera già camminava. "Non come prima, perché questo è impossibile: in seguito all'operazione la gamba sinistra è diventata leggermente più corta, senza il plantare la zoppia è più evidente. Sono rimasta invalida al 30 per cento e sento dolori a volte lancinanti quando mi alzo. Ma ho imparato a convivere con quelli e con le cicatrici, ormai fanno parte di me", ha aggiunto.

 

Il cammino di Santa Barbara - Una delle sfide di cui si parlava prima è proprio il cammino di Santa Barbara, del quale Michela ha percorso 200 chilometri. "Ho deciso di farlo per dimostrare alla mia gamba che, anche se con qualche difficoltà e dolore, può fare le stesse cose che fanno le altre gambe (e anche di più)", ha detto a Youtg.net. Il percorso si è concluso un po' prima perché "in Sardegna stava per scattare la zona arancione e io non potevo continuare. Ma ritornerò, la sfida va completata. L'ho promesso a me stessa nei giorni più bui", ha concluso.

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