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Quando crollò il tetto della sua scuola a S.Giuliano aveva 10 anni, ora Pia spiega lʼimpegno contro i sismi

Sopravvissuta al disastro, adesso studia geologia per combattere la paura del terremoto e diffondere la cultura della prevenzione

Quando crollò il tetto della sua scuola a S.Giuliano aveva 10 anni, ora Pia spiega l'impegno contro i sismi

"I terremoti purtroppo sono una caratteristica naturale del Centro Italia. Anche questa volta bisogna trovare la forza di ripartire da zero". Parole piene di determinazione e speranza quelle di Pia Antignani che, nel 2002, fu tirata fuori dopo cinque ore dalla macerie della scuola elementare "Jovine" di San Giuliano di Puglia, crollata a causa del terremoto. Oggi ha 24 anni, studia geologia per combattere la paura e, intervistata da Tgcom24, parla dell'importanza della prevenzione sismica.

Da dove possono ricominciare le popolazioni del Centro Italia, considerando che quella è una zona a grosso rischio sismico?
Ci sono archivi storici che risalgono alla fine del 1200 e che parlano di terremoti ancora più devastanti di quelli avvenuti recentemente. In epoche passate i nostri antenati sono ripartiti da zero pur non essendo progrediti tecnologicamente, quindi possiamo e dobbiamo farlo anche noi che oggi abbiamo tutti i mezzi a disposizione. Bisogna vivere questa situazione con serenità e non come una tragedia. Il terremoto purtroppo è un evento caratteristico della zona umbro-marchigiana che, nonostante le avversità, è sempre risucita a tenere viva la propria cultura e le proprie tradizioni.

Sono stati fatti degli errori nella gestione di questa emergenza che è iniziata con la scossa del 24 agosto?
Dopo il terremoto di Amatrice è calato il silenzio. Succede sempre così: prima il boom mediatico a ridosso dell'evento e poi il nulla. Per quanto riguarda Protezione Civile e organi competenti non c'è nulla da appuntare, la macchina operativa post-terremoto si è adoperata abbastanza bene. A mio parere a mancare è la divulgazione scientifica costante, la cultura della prevenzione sismica

Quant'è importante la prevenzione in Italia?
Credo che in un Paese ad alto rischio sismico come il nostro sia fondamentale. È paradossale non dare priorità alla prevenzione. Quando piove noi apriamo l'ombrello per ripararci. Lo stesso principio dovrebbe essere applicato per i terremoti: nelle zone notoriamente sismiche dovrebbero esserci controlli di routine, le costruzioni antiche dovrebbero essere messe in sicurezza.    

Dal momento che l'ha scelto come argomento della sua tesi deduco che il tema le stia molto a cuore...  
Sarà anche l'indirizzo della specialistica che farò per completare i miei studi. Quella del geologo è una figura a cui non viene dato molto spazio, spesso viene subordinata a tutte le altre figure professionali che operano sul territorio. Il Consiglio Nazionale dei geologi dibatte ogni giorno su questo aspetto: per fare una buona prevenzione, è necessaria una cooperazione. Funziona un po' come per i puzzle: se non si mettono insieme tutti i tasselli, non viene fuori il disegno. La divulgazione scientifica è uno dei più forti deterrenti contro la paura dei terremoti: fin quando ci sarà ignoranza in materia, si vivrà con il terrore.   

È per questo motivo che ha scelto di studiare geologia?
Dopo quello che mi è successo è stato quasi istintivo, ho scelto di non vivere nell'ignoranza. Grazie ai miei studi sono riuscita a superare la paura del terremoto. Certo è che chi vive queste tragedie non dimentica, il dolore lo porta dentro di sé per tutta la vita.


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