La Bce alza i tassi di interesse di un quarto di punto, ecco di quanto saliranno i mutui variabili
La decisione è in linea con le attese degli investitori. Nel 2026, secondo l'analisi di Facile.it, previste rate in aumento fino a 53 euro
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La Banca centrale europea ha deciso un nuovo aumento dei tassi di interesse ufficiali per l'area euro, come lo scorso giugno sempre nella misura di 0,25 punti percentuali. Pertanto, i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,50%, al 2,65% e al 2,90%, con effetto dal 16 settembre 2026. La decisione è stata comunicata al termine del Consiglio direttivo, che si è svolto in trasferta a Berlino (la sede istituzionale è a Francoforte). Si tratta del livello più elevato dall'aprile del 2025, quando la Bce ridusse i tassi al 2,25%. La decisione era attesa con quasi certezza dagli investitori. E avviene in un contesto di rinnovati rincari di carburanti e petrolio. Ad agosto l'inflazione media dell'eurozona ha segnato una accelerazione al 3,3% annuo.
Rischi al rialzo sull'inflazione
Per l'area euro, spiega la Bce al termine del Consiglio direttivo, "le prospettive restano molto incerte, con rischi orientati al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica. Riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari formulati dai nostri esperti illustrano l'ampia gamma di esiti per l'evoluzione della crescita e dell'inflazione in base a diverse ipotesi sull'intensità e sulla durata dello shock, nonché sugli effetti indiretti e di secondo impatto".
L'analisi e le previsioni sui mutui
Secondo l’analisi di Facile.it, con il nuovo rialzo dei tassi di interesse la rata di un mutuo variabile standard (126.000 euro in 25 anni) salirà di circa 17 euro, passando dagli attuali 614 a 631 euro.
Da gennaio a oggi la rata è già cresciuta di 36 euro (era pari a 578 euro all’inizio dell’anno) e, con il nuovo aumento della BCE, entro fine 2026 l’incremento complessivo raggiungerà i 53 euro. Con questi valori, secondo l'analisi di Facile.it, nel 2027 i mutuatari con un finanziamento a tasso variabile standard spenderanno oltre 600 euro in più di interessi.
"A causa del perdurare della situazione di crisi in Medio Oriente, i prezzi delle materie prime continuano a crescere, il che sta determinando un aumento significativo dell’inflazione", spiegano gli esperti di Facile.it. "Per queste ragioni, come si aspettava il mercato, la Banca Centrale Europea è intervenuta con un nuovo aumento dei tassi nella riunione di oggi".
Si profila un ulteriore intervento
Le brutte notizie non finiscono qui, perché il rialzo di oggi potrebbe non essere l’ultimo intervento sui tassi, tanto è vero che, se si guarda ai futures sugli Euribor, si scopre che il mercato si aspetta almeno un secondo aumento entro la metà del 2027, forse addirittura un terzo prima della chiusura dell’anno.
I futures aggiornati alla prima settimana di settembre prevedono che l’indice Euribor a tre mesi, oggi pari al 2,67% e valore di riferimento per i mutui variabili, arriverà entro giugno 2027 al 3,10%. Tradotto in valori assoluti, significa che la rata passerebbe dagli attuali 614 euro a oltre 650 euro.
Cresce l’importo medio richiesto, calano le surroghe
Nei primi otto mesi del 2026, come emerso dall’Osservatorio Facile.it – Mutui.it l’importo medio richiesto è stato pari a 139.599 euro, dato in aumento dell’1,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, a copertura del 74% del valore dell’immobile oggetto di mutuo (pari, sempre in media, a circa 206mila euro).
Cala invece l’età media dei richiedenti, che passa dai 40,5 anni dello scorso anno ai 39 di oggi; limitando l’analisi alle sole richieste di mutuo prima casa, l’età media scende al di sotto dei 37 anni. Diminuisce anche il peso delle surroghe, che passa dal 26% al 17%.
Gli italiani preferiscono il tasso fisso
Il tasso fisso si conferma quello preferito dagli italiani (93% delle richieste), ma va notato che, rispetto allo scorso anno, la quota di chi ha optato per il variabile è salita dall’1% al 7%, spinta dalle buone condizioni offerte a inizio anno per questo prodotto, che però, negli ultimi mesi, ha visto ridursi il vantaggio economico.
Meglio risparmiare col variabile o la certezza del fisso?
Secondo l’osservatorio di Facile.it, le migliori offerte sul mercato continuano a rimanere quelle a tasso variabile, ma la distanza con i fissi è minima e la possibilità che gli indici risalgano nei prossimi mesi è concreta. Dati alla mano, tuttavia, prendendo a campione un finanziamento da 126.000 euro con piano di ammortamento in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile, i migliori tassi variabili disponibili online partono da un TAN pari a 2,65%, con una rata iniziale di 575 euro.
Si tratta di circa 32 euro in meno rispetto alle migliori offerte a tasso fisso, che invece partono da un TAN pari a 3,15% e una rata di 607 euro. Anche i tassi fissi nelle ultime settimane stanno risentendo negativamente dello scenario internazionale; l’aumento del rendimento dei titoli di Stato americani e, a cascata, di quelli europei, sta determinando un incremento degli IRS, valori di riferimento per i tassi dei mutui. Nonostante questo, però, l’offerta continua a restare competitiva, grazie anche alla scelta degli istituti di credito di contenere, o in alcuni casi annullare del tutto, gli spread applicati ai finanziamenti.
