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22/6/2007

Feist, fenomeno pop dal Canada

Nelle radio con "My Moon My Man"

Tutti in cerca di un tormentone estivo. Chi si affida alla tv con il Festivalbar e chi invece ascolta le radio in cerca di un brano che entri subito in testa. E piano piano sta avanzando una cantautrice canadese dal pop raffinato e immediato. E' Feist (vero nome Leslie Feist) che sta scalando le hit radiofoniche con il singolo "My Moon My Man", tratto dall'ultimo disco "The Reminder". La sua musica? Spazia dal folk all'indie.

Feist (Afp)

Ma Feist non è proprio un'esordiente. Il suo primo album risale al 1999 con "Monarch (Lay Your Jewelled Head Down)" e si è imposta all'attenzione della critica con "Let It Die" del 2004. Feist inizia a cantare da piccolissima in un coro, dall'età di sei anni. Poi a quindi anni entra in una band e comincia a "urlare come Eddie Vedder - ha confessato a Rolling Stone -. Ho dovuto smettere di cantare per un anno. E' stata la mia fuga dalla melodia, ascoltavo solo musica strumentale".

Nel 2000 Feist entra in contatto con Peaches e Gonzales e appare come vocalist nel disco "The Teaches of Peaches". Poi va a vivere per due anni a Berlino con Gonzales e Peaches e comincia a scriverei brani per "Let It Die".  E' nel 2000 a Parigi che fa un incontro importante per la sua carriera. Conosce i Kings of Convenience e partecipa al secondo disco della duo norvegese "Riot on an Empty Street". Nella capitale francese Feist registra "Let It Die" (dai ritmi pop ma anche jazz) tra il 2002 e il 2003 e si fa conoscere al grande pubblico, grazie anche alla pubblicità del profumo Lacoste che sceglie uno dei brani del disco "Mushaboom".

Intorno a questo brano c'è anche un piccolo aneddoto: in realtà lo voleva McDonald's e aveva offerto alla cantautrice ben un milione di dollari, ma Feist ha rifiutato. Impegnata anche nel sociale l'artista contribuisce alla causa UNICEF con il brano "Do They Know It's Hallowe'en?". Il 2006 è l'anno in cui Feist riunisce i collaboratori Gonzales, Mocky, Jamie Lidell e Renaud Letang per un disco di remix dal titolo "Open Season". Tra i premi e i riconoscimenti dati alla cantautrice tre Juno Award (gli Oscar musicali canadesi) vinti nel 2006 come album alternativo dell'anno (per "Let It Die"), artista dell'anno e videoclip dell'anno ("One Evening" di George Vale).