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La Diretta

Speranza a Renzi: "Noi siamo il Pd e costruiremo unʼalternativa possibile"

La minoranza del partito avverte il premier: "Vogliamo lavorare dentro il Pd". Cuperlo accusa: "Il premier ha bloccato la rottamazione e dato il via libera al trasformismo"

Speranza a Renzi: "Noi siamo il Pd e costruiremo un'alternativa possibile"

"Noi non restiamo nel Pd. Noi siamo il Pd". Con queste parole Roberto Speranza, al convegno della minoranza Pd, riafferma con forza l'identità di Sinistra riformista chiudendo la tre giorni di Perugia. "Senza di noi - ribadisce -, senza questa cultura politica, senza queste storie e passioni, il Pd non esiste più, se non c'è questo pezzo. Vogliamo vivere fino in fondo questo partito e costruire dentro il Pd un'alternativa concreta e possibile".

Insomma, Speranza sottolinea che è sbagliato chiedere se la minoranza abbia intenzione di restare nel Pd, il punto è che la minoranza "è il Pd". "Vogliamo costruire dentro il Pd un punto di vista veramente alternativo, un'alternativa possibile dentro al Pd. Un'alternativa nell'agenda di governo e nella prospettiva politica del Pd".

Cuperlo: il partito rischia di camminare al contrario" - Dure le critiche di Gianni Cuperlo, che dichiara: "Alle sfide dei diritti e dell'etica pubblica, molti hanno pensato che si dovesse rispondere con un partito nuovo come il nostro. Oggi questo partito non rischia soltanto di mancare l'obiettivo ma di marciare nella direzione opposta. Io dico 'rischia', noi ci battiamo perché questo non accada, lascio da parte i cahier de doleance che si leggono sui giornali. Ci sono delle critiche, alcune aspre, altre quasi in punta di piedi come ha fatto D'Alema l'altro giorno...".

"Il trasformismo che fa girare..." - Sul premier, Cuperlo aggiunge: "Matteo Renzi ha bloccato l'opera della rottamazione sulla soglia del palazzo: ha tolto di mezzo qualcuno, ma non ha rinnovato, anzi, ha peggiorato, l'arte di selezionare l'elite, come si vede a occhio nudo. E ha tolto agibilità al suo partito, lasciando che a primeggiare fosse l'opportunismo, o peggio il trasformismo. Io l'avevo studiato sui libri di storia il trasformismo italiano e non avevo mai vissuto dal vivo, concept live, la dimensione del trasformismo che è molto, molto significativo e fa anche girare molto le palle".

Inoltre, l'ex presidente Pd ironizza così sulle esortazioni di Renzi: "Ho l'impressione a volte che quello 'state uniti a prescindere' possa finire come quell'altro, lo 'stai sereno' che da quella volta è diventata una delle maledizioni più pesanti che si possano rivolgere a un interlocutore che non ci sta a sentire". E aggiunge: "Solo la banalità può ridurre tutto al duello tra gli ottimisti e chi non lo è. Tra chi fa e chi rema contro. Ogni posto di lavoro in più è una buona notizia, come la legge sulle dimissioni in bianco o il superammortamento. Ma se siamo la sinistra il punto non è lo zero virgola: è responsabilità di chi governa vedere le patologie, come il divario che si allarga tra Nord e Sud, e trovare le soluzioni capaci di tenere unito il Paese".

"Se il premier il sindacato lo cita solo per dire che la pacchia è finita, se liquida il dialogo con le forze sociali come folklore viene meno il compito della sinistra e della stessa politica".

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