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Generale, sindacalista e politico: chi è Antonio Pappalardo

Attualmente è leader del Movimento Liberazione Italia, una delle tante sigle dei "forconi"

Generale, sindacalista e politico: chi è Antonio Pappalardo

Il generale, politico e sindacalista Antonio Pappalardo è come un fiume carsico: appare, scompare e riappare da anni nella scena politica italiana. L'ultima volta pochi giorni fa, protagonista in piazza di uno scontro con il padre di Di Battista e per manifestare, da leader del Movimento Liberazione Italia, una delle tante sigle dei "forconi", il dissenso contro "i cialtroni che occupano le istituzioni".

Nato a Palermo nel 1946, figlio di un brigadiere, Antonio Pappalardo intraprende la carriera militare nei carabinieri. Diventa negli anni presidente del Cocer, il sindacato delle Forze armate. Decide quindi di scendere in politica: è eletto come indipendente nelle liste del Psdi nel 1992. Vice presidente della commissione Difesa, Pappalardo viene nominato sottosegretario alle Finanze nel governo Ciampi. Condannato da un tribunale militare per aver diffamato il comandante generale dell'Arma, condanna annullata poi nel 1997 dalla Cassazione, è costretto a dimettersi. Nel 1994 si presenta alle elezioni europee come indipendente nelle liste di Alleanza Nazionale, ma i risultati non saranno significativi.

La lettera "eversiva"- Rientrato tra i carabinieri, balza agli onori delle cronache per una lettera diffusa all'interno dell'Arma dove si augura la nascita di un nuovo tipo di Stato, dal momento che i partiti tradizionali, secondo lui, hanno abdicato alla loro funzione. Il documento non passa inosservato e Pappalardo viene sollevato dal Comando del II Reggimento Carabinieri di Roma.

Congedato, Pappalardo tenta di nuovo l'avventura politica, candidandosi al Senato alle elezioni politiche del 2008 con il Movimento per le autonomie di Raffaele Lombardo. Non sarà eletto. Nel 2011 aspira a diventare sindaco di Palermo, ma la sua lista viene esclusa dalle elezioni. Fonda allora nel 2016 il Movimento Liberazione Italia avvicinandosi ai "forconi" e partecipando attivamente alle proteste. Il resto è storia di questi giorni.

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