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Foibe, Mattarella: "Europa della pace è la risposta a quellʼorrore"

Il presidente della Repubblica: "La strage di italiani e le sofferenze di migliaia di famiglie sono cicatrici dei feroci crimini della guerra"

"L'Europa della pace e del rispetto delle identità culturali, è la risposta agli orrori del '900, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione". Lo ha detto Sergio Mattarella in occasione del Giorno del Ricordo. "La strage di italiani e le sofferenze di decine di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare Trieste e l'Istria, sono cicatrici dei feroci crimini nella Seconda Guerra Mondiale", ha aggiunto.

Foibe, la strage dimenticata: migliaia le vittime in Venezia Giulia, Istria e Dalmazia

La tragedia delle Foibe (profonde cavità naturali a imbuto rovesciato particolarmente diffuse sul Carso) avvenne in due fasi: la prima in Istria, subito dopo l' 8 settembre '43. Alla reazione popolare jugoslava contro il fascismo si unirono allora vendette private, anche di matrice etnica, con esecuzioni sommarie e, in qualche caso, alcune vittime furono gettate vive nelle foibe. La seconda fase avvenne durante i 40 giorni di occupazione jugoslava di Trieste, Gorizia e altre località della Venezia Giulia.
Sul numero di infoibati non si hanno certezze: alcuni storici della destra hanno parlato di decine di migliaia di vittime, ma questa tesi, contestata dalla maggior parte degli storici, è contraddetta anche da gran parte dei documenti storici disponibili e dal materiale rinvenuto negli archivi dell' ex Jugoslavia.
La foiba di Basovizza, alle spalle di Trieste, divenne l'inghiottitoio più "sfruttato" dalle truppe di occupazione jugoslave. Gli storici oggi concordano sulle cifre: per i due periodi si va da un minimo di duemila a un massimo di quattromila civili italiani, militari o semplici oppositori del regime comunista jugoslavo, uccisi e fatti sparire in queste cavità carsiche al termine di processi sommari e del tutto irregolari. Ma dopo la guerra solo poche centinaia di salme poterono essere recuperate e riconosciute.

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"L'Italia - ha proseguito il Capo dello Stato - con la sua accoglienza ha testimoniato con forza ai propri concittadini, originari delle terre del confine orientale e vittime delle dure conseguenze del conflitto mondiale, la solidarietà e la vicinanza alla tragedia che hanno subito".

"Ai familiari delle vittime, ai sopravvissuti di quegli anni, ai loro familiari, rinnovo i sentimenti di fratellanza della Repubblica. Reiterare la memoria di quei fatti, contribuire ad una lettura storica corretta e condivisa - ha sottolineato Mattarella - è il contributo prezioso di tante associazioni degli esuli e delle comunità giuliano-dalmate e istriane, base di una autentica riconciliazione che allontani per sempre la sofferenza delle spaventose violenze del passato, delle criminali pulizie etniche, dei lutti indelebilmente impressi nelle nostre comunità".

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