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La Diretta

Tangenti Lombardia, la "zarina" resta in carcere: il gip dice no ai domiciliari

Intanto Roberto Maroni annuncia un nuovo piano anti corruzione: "Se nonostante tutti i controlli è successo quello che è successo, cʼè qualcosa che non va", ha spiegato

Tangenti Lombardia, la "zarina" resta in carcere: il gip dice no ai domiciliari

Rimane in carcere Maria Paola Canegrati, la "zarina" dell'odontoiatria lombarda, arrestata nell'ambito di un'inchiesta in cui si ipotizzano mazzette in cambio di appalti. Il gip ha infatti respinto la richiesta di arresti domiciliari. Intanto il governatore Roberto Maroni ha ipotizzato un nuovo piano anticorruzione. "Se nonostante tutti i controlli è successo quello che è successo, c'è qualcosa che non va", ha spiegato.

Maroni: "Siamo di fronte a un sistema, serve nuovo piano anti corruzione" - Maroni ha quindi spiegato di ritenere necessario un nuovo piano anti corruzione dato che "quello che c'è non basta più". Il governatore lombardo ha quindi sottolineato che nuove misure non sono state precedentemente messe in atto, per esempio quando fu arrestato il vicegovernatore Mario Mantovani, perché "la vicenda Mantovani era episodica, qui invece siamo di fronte ad un sistema, ed è molto molto più grave".

Maroni: "Pronti a creare un'Autorità regionale anti corruzione" - Tra le varie misure presenti nel piano anti corruzione, nelle intenzioni di Maroni, dovrebbe rientrare anche un'autorità regionale anti-corruzione, sul modello dell'Anac nazionale guidata da Raffaele Cantone. Il nuovo organismo sarà preposto a "svolgere attività di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell'illegalità nella Regione e negli enti del sistema regionale". Il progetto di legge dovrebbe essere esaminato in Consiglio regionale "entro il 15 marzo".

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