il segnale partito da Pisa

Internet, 40 anni fa l'Italia si connetteva per la prima volta

Il primo ping inviato dal sistemista Antonio "Blasco" Bonito agli Stati Uniti ha collegato il nostro Paese con il resto del mondo

30 Apr 2026 - 17:36
 © Ansa

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È il 30 aprile 1986, a Pisa sono le 22:22. Da un computer del Centro Universitario Nazionale di Calcolo Elettronico parte un segnale diretto a Roaring Creek in Pennsylvania. La risposta è concisa: "Ok". Così l'Italia si connette a Internet. Sono trascorsi 40 anni dal primo collegamento del nostro Paese alla rete globale, un evento che, all'epoca, era passato in sordina a causa del disastro di Chernobyl che aveva colpito l'Europa. 

Il difficile percorso del segnale

  Dalla sede del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa all'Italcable di Frascati, fino al Centro Spaziale del Fucino in Abruzzo e, infine, al satellite Intelsat V verso il computer degli Stati Uniti. Questo l'intricato percorso del segnale che, come spiega un articolo pubblicato sul sito dell'Università di Padova, dal CNR di Pisa viaggiò alla velocità di 64 kbit al secondo, attraverso un cavo della Sip, la compagnia che aveva il monopolio statale per le telecomunicazioni.

In totale, fra andata e ritorno, il segnale percorse più di 140mila chilometri. A mandare quel messaggio, un semplice, "Ci sei?", era il sistemista Antonio "Blasco" Bonito. Insieme a lui, collaborarono all'impresa anche Stefano Trumpy e Luciano Lenzini, che colse il potenziale di ARPANET, la rete da cui Internet sarebbe nato.

Il computer che comunicò con l'America

 Nella sala del CNR di Pisa era posizionata una macchina di dimensioni importanti, il BBN Butterfly Gateway. Grande più o meno quanto un frigorifero, il computer era stato prodotto da Bolt Beranek and Newman, l’azienda del Massachusetts che negli anni Sessanta aveva messo a punto i primi nodi di ARPANET. Questo enorme computer aveva il compito di trasportare i dati secondo il protocollo TPC/IP, un insieme di protocolli di comunicazione che stabilisce le regole con cui i computer, gli smartphone e i server si scambiano dati attraverso le reti di tutto il mondo.

Il ruolo di Enrico Fermi nell'era pre-Internet

 "A quarant'anni dall'arrivo di Internet in Italia è motivo di orgoglio ricordare che il Consiglio nazionale delle ricerche ha avuto un ruolo pionieristico nel costruire le basi scientifiche e tecnologiche della trasformazione digitale del Paese", ha detto il presidente del CNR, Andrea Lenzi. Va ricordato, però, un fatto precursore dell'avvento del web: un finanziamento, nel 1954, di 150 milioni di lire dalle Province e dai Comuni di Pisa, Lucca e Livorno, accompagnato da una lettera di Enrico Fermi all'allora rettore dell'Università di Pisa, Luigi Avanzi.

Nella lettera, Fermi suggeriva di utilizzare quei soldi per costruire una macchina calcolatrice elettronica. Da quella intuizione nacque la Calcolatrice Elettronica Pisana, inaugurata nel 1961 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Fu uno dei primi grandi calcolatori europei, oggi conservato al Museo degli Strumenti per il Calcolo dell'ateneo pisano e base di una comunità di ricerca che portò, nel 1965, alla nascita del Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico, oggi Istituto di Informatica e Telematica.

Dal primo dominio italiano a oggi

 Un anno dopo l'ingresso dell'Italia nell'Etere, nel 1987, comparve il primo dominio Internet nostrano, cnuce.cnr.it, con quel ".it" che figura tutt'ora sui siti italiani. Sono passati quarant'anni da quel segnale, che ci accompagna ancora, nei messaggi, nelle mail e nelle telefonate che ci scambiamo.

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