Cellulari, italiani fedeli al vecchio SMS: 23 milioni lo usano ancora
Nell'era della messaggistica istantanea, il testo "vecchio stile resta vivo": le chat piacciono perché meno invasive, ma nasce un nuovo galateo digitale
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Nonostante il dilagare di WhatsApp, gli italiani non abbandonano il caro vecchio SMS. Mentre la comunicazione corre veloce tra chat, vocali ed emoji, resta forte un legame con il messaggio di testo tradizionale: semplice, diretto e ancora oggi utilizzato da milioni di persone. Le app di messaggistica istantanea sono ormai parte integrante della vita quotidiana, ma il loro utilizzo racconta molto più di una semplice evoluzione tecnologica. Secondo un'indagine commissionata da Facile.it a mUp Research, gli italiani usano questi strumenti, soprattutto, per comunicare con amici e famigliari, ma sempre più spesso anche per lavoro.
Il 44% degli intervistati - pari a oltre 17 milioni di persone - dichiara, infatti, di utilizzare le chat anche in ambito professionale, con percentuali che superano il 50% tra i 25 e i 44 anni. Segno evidente che la messaggistica non è più solo informale, ma è diventata un canale strutturato di comunicazione. A guidare la preferenza verso i messaggi rispetto alle telefonate è soprattutto la percezione di minor "impegno": oltre la metà degli italiani (55,5%) sceglie di scrivere, perché lo ritiene meno invasivo. Non solo. Il 45% apprezza la possibilità di lasciare al destinatario il tempo di rispondere con calma, mentre altri sottolineano il valore della comunicazione scritta, che resta e può essere riletta.
Pesano anche fattori economici e personali: inviare messaggi costa meno e, per molti, parlare al telefono è tutt'altro che piacevole. Quasi un italiano su cinque ammette apertamente di non sopportare le telefonate. Ma se i vantaggi sono evidenti, non mancano le irritazioni. In cima alla lista dei comportamenti più odiati c'è il classico "visualizzato senza risposta", che infastidisce quasi un intervistato su due. Seguono le catene di Sant'Antonio e i messaggi indesiderati di natura politica o commerciale.
Tra le altre abitudini poco gradite spiccano l'inserimento forzato nei gruppi, l'uso eccessivo di messaggi spezzettati o ripetitivi e gli audio troppo lunghi. Anche dettagli apparentemente banali, come scrivere tutto in maiuscolo o rispondere solo con un'emoji, contribuiscono a definire quello che ormai è un vero e proprio galateo digitale. Eppure, in questo scenario dominato dalla messaggistica istantanea, gli SMS resistono. Il 59,9% degli italiani, circa 23 milioni di persone, dichiara di utilizzarli ancora. Certo, spesso in modo sporadico, ma non mancano 3,6 milioni di utenti abituali.
Le ragioni? In molti casi si tratta di una scelta obbligata: quasi la metà li usa quando il destinatario non è raggiungibile tramite app. Altri li preferiscono per la praticità delle risposte rapide preimpostate o per comunicare con persone meno avvezze alla tecnologia, come gli anziani. In un mondo sempre più connesso, dunque, la comunicazione non cancella il passato ma lo integra. Tra chat, notifiche e vecchi messaggini, gli italiani continuano a scrivere, adattando strumenti diversi a esigenze diverse.
