il sondaggio

Italiani adulti ma non autonomi: 7 su 10 ricevono ancora aiuti dalla famiglia

I 35-55enni si sentono maturi, ma continuano a dipendere economicamente dai genitori. Il valore medio degli aiuti supera i 19.800 euro

10 Feb 2026 - 11:40
 © Istockphoto

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Gli italiani tra i 35 e i 55 anni si dichiarano adulti, ma l'autonomia resta un traguardo incompiuto. Un recente sondaggio Moneyfarm condotto su un campione rappresentativo di 604 persone tra i 35 e i 55 anni, rivela che, nonostante il 96% del campione si percepisca come pienamente maturo, la dipendenza dalla famiglia di origine rimane una costante, sia sul piano economico che pratico. Una contraddizione che fotografa una generazione che ha raggiunto la maturità anagrafica, ma fatica a conquistare quella finanziaria.

Adulti a 27 anni ma solo sulla carta

 L'ingresso nel mondo degli adulti viene collocato in media a 27 anni, con tappe precise: il primo impiego stabile per il 37% degli intervistati, l'uscita dalla casa dei genitori per il 29%, la convivenza o il matrimonio per il 24% e la nascita dei figli per il 22%. Quest'ultimo evento rappresenta il vero spartiacque per chi diventa genitore, segnando un punto di svolta nella percezione della propria maturità.

La realtà economica racconta però una storia diversa. Il 72% degli intervistati ha ricevuto almeno una volta nella vita adulta un aiuto economico importante dalla famiglia di orine: per l'acquisto della casa, dell'auto o per le spese del matrimonio. Quasi la metà del campione ha beneficiato di supporto anche per spese di media entità, come cure mediche o sanitarie. Ancora più significativo: tre italiani su dieci hanno ricevuto contributi per spese ordinarie quali bollette e spesa alimentare. Il valore medio complessivo degli aiuti supera i 19.800 euro, con differenze territoriali marcate: oltre 20mila euro al Centro-Nord contro quasi 12mila euro al Centro-Sud.

I nonni come ammortizzatore sociale

 Accanto all'aiuto finanziario, esiste una rete di sostegno quotidiano altrettanto rilevante. Il 57% dei genitori riceve aiuto dalla famiglia di origine nella gestione dei figli, confermando il ruolo centrale dei nonni come ammortizzatore sociale informale. Altri supporti frequenti riguardano la preparazione dei pasti (36%), la gestione di commissioni e pratiche amministrative (28%) e la cura della casa (21%). Un welfare familiare che compensa le fragilità del sistema di protezione sociale.

L'imbarazzo di chiedere aiuto

 Il rapporto con l'aiuto familiare genera sentimenti ambivalenti. Un quarto degli intervistati ammette di essersi sentito in imbarazzo nel chiedere supporto economico, sensazione particolarmente diffusa tra le donne. La prospettiva futura è divisa: il 52% guarda avanti con fiducia, ma il 48% si dichiara poco o per nulla ottimista. Quasi la metà del campione ritiene di poter aiutare i propri figli nella stessa misura in cui è stata aiutata, ma oltre uno su cinque teme di poter fare molto meno dei propri genitori.

L'eredità non cambia la vita

 Anche le aspettative sull'eredità ridimensionano l'idea di un futuro economicamente sereno. Il 41% degli intervistati si aspetta di ricevere un'eredità, a cui si aggiunge un 18% che l'ha già ricevuta. Tuttavia, solo il 7% crede che potrebbe cambiare la propria vita in modo significativo, mentre per il 36% rappresenterebbe un miglioramento marginale e per il 44% non farebbe alcuna differenza concreta. Un italiano su otto teme addirittura che l'eredità possa portare più problemi che benefici, e il 35% non si aspetta di riceverne alcuna.

"Quello che emerge è il ritratto di una generazione adulta dal punto di vista identitario, ma ancora fortemente intrecciata, sotto il profilo materiale, alla famiglia di origine", ha commentato Andrea Rocchetti, Global Head of Investment Advisory di Moneyfarm. "Questa continua a rappresentare un pilastro di welfare informale, compensando fragilità economiche, caro vita e difficoltà di accesso alla casa. Proprio per questo diventa cruciale affiancare al supporto familiare una pianificazione finanziaria consapevole e di lungo periodo, in grado di favorire una progressiva autonomia economica".