Halloween, cinque "fantasmi" da esorcizzare quando si cerca lavoro
Dai "buchi" nel CV all'incubo di uno stipendio inadeguato, fino al terrore di cambiare carriera: i consigli di Gianluca Bonacchi, Talent Strategy Advisor di Indeed, su come affrontare le paure in ambito professionale
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Un "buco" nel CV da motivare, il dubbio di non essere all'altezza, il timore di negoziare lo stipendio o di fare la scelta sbagliata. Anche nella ricerca di un lavoro non mancano i momenti da brivido. In occasione di Halloween, Gianluca Bonacchi, Talent Strategy Advisor di Indeed, ha condiviso cinque consigli per superare queste paure e vivere la ricerca del lavoro con più serenità.
L'incubo del "buco" nel CV
Disoccupazione, congedo parentale, problemi di salute, ma anche un anno sabbatico o un percorso di riqualificazione: le ragioni di una pausa possono essere molte. Il timore, però, è che quella parentesi pesi più delle competenze. Ecco il consiglio di Gianluca Bonacchi: "Un percorso professionale non è sempre lineare e un periodo senza impiego non riassume né le competenze, né il potenziale di un candidato. L'importante è presentare il proprio percorso con trasparenza e mettere in risalto ciò che si è appreso o sviluppato nel tempo: un corso di formazione, un'attività di volontariato o un progetto personale sono solo alcuni dei modi in cui si sviluppano nuove competenze. Non si tratta di giustificare ogni interruzione, ma di dimostrare che alcune di queste ci hanno permesso di sviluppare competenze utili al ruolo per il quale ci stiamo candidando".
La sindrome dell'impostore
Titolo di studio, anni di esperienza, padronanza di uno strumento o competenze tecniche. Di fronte a una lunga lista di requisiti, alcuni candidati preferiscono rinunciare prima ancora di candidarsi. Come sottolinea Bonacchi, "un'offerta di lavoro descrive un profilo ricercato, ma non tutti i requisiti hanno lo stesso peso. Se una posizione vi interessa e rispondete ai suoi requisiti principali, non escludetevi in partenza. Mettete in evidenza le vostre competenze trasferibili con esempi concreti e dimostrate la vostra capacità di imparare. Se una qualifica è indicata come indispensabile, invece, è meglio concentrare le energie su opportunità più in linea col vostro profilo".
Il tabù dello stipendio
Affrontare il tema della retribuzione in un colloquio può provocare sudori freddi: come esprimere le proprie aspettative senza temere di compromettere la candidatura? Il consiglio di Bonacchi: "La trasparenza salariale aiuta chi cerca lavoro a orientarsi e a prendere decisioni informate, e oggi le aziende devono essere trasparenti sullo stipendio (o sulla fascia retributiva) fin dalla pubblicazione dell'offerta di lavoro. Prima di un colloquio, informatevi sulle retribuzioni per ruoli simili, tenendo conto della professione, esperienza e area geografica".
"Guardate, ad esempio, le recensioni di altri dipendenti pubblicate su Glassdoor o Indeed. Se lo stipendio è indicato nell'offerta, utilizzate questa informazione come punto di partenza del dialogo; se non lo è, non esitate a porre la domanda al recruiter. L'obiettivo non è richiedere una cifra arbitraria, ma confrontarsi sulla base di informazioni concrete per verificare che le aspettative di ciascuno siano compatibili. Affrontare il tema con chiarezza fin dall'inizio aiuta a costruire una relazione di fiducia", aggiunge Bonacchi.
Azienda dei sogni... o da incubo?
Dietro un employer brand accattivante, i candidati possono temere di scoprire una cultura aziendale, uno stile di management o condizioni di lavoro ben lontane dalle loro aspettative. "Il colloquio è un'opportunità anche per il candidato per valutare l'azienda. Preparate domande concrete sulle mansioni quotidiane, sugli obiettivi dei primi mesi, sull'ambiente di lavoro o sulle opportunità di crescita", evidenzia Bonacchi. "Consultate le informazioni pubbliche disponibili e le recensioni dei dipendenti, ricordando che raccontano esperienze individuali. Infine, prestate attenzione alla coerenza tra quanto dichiarato dal recruiter e quanto descritto nell’annuncio di lavoro. Avere chiare le vostre priorità aiuta a scegliere con consapevolezza", aggiunge.
Il salto nel buio
A 35, 40 o 50 anni, l'idea di cambiare lavoro può far temere di dover rinunciare all'esperienza maturata, al proprio status o al proprio livello retributivo per ripartire dal basso. Per Bonacchi "cambiare lavoro non significa ripartire da zero. Nel corso della propria carriera si sviluppano competenze che possono rivelarsi preziose in altre funzioni o settori: gestire un progetto, coordinare un team, risolvere problemi, comunicare o negoziare. Il primo passo è identificare le competenze trasferibili per poi capire in quali professioni possono fare la differenza. Una formazione mirata, un'esperienza complementare o un primo incarico nel nuovo ambito possono aiutare a colmare eventuali lacune. Un cambio di carriera si costruisce passo dopo passo, facendo leva su ciò che si sa già fare".
Consiglio evergreen: non lasciate che le paure prendano il sopravvento
La ricerca di un lavoro comporta inevitabilmente un po' di incertezza, ma non per questo bisogna subirla. Acquisire maggiore consapevolezza delle proprie competenze, pianificare le proprie mosse e porre le domande giuste consente di riprendere in mano le redini della propria carriera. È l'antidoto per affrontare le paure della ricerca di lavoro. Anche ad Halloween.
