Quanto vale davvero vincere i Mondiali? Il boom del Pil per Spagna e Argentina (e la sconfitta delle città ospitanti)
Chi alza il trofeo guadagna lo 0,5% in crescita extra. Ma mentre la Fifa si gonfia le casse, a pagare di tasca propria sono tifosi e città ospitanti
di Filippo Di Chio© Afp
Le lacrime dei gioia, i coriandoli, la coppa dorata alzata in cielo, l'obiettivo di una carriera finalmente raggiunto. Le piazze di un Paese gremite, inondate di canti e bandiere. Vincere i Mondiali significa tutto questo. Ma anche molto altro, soprattutto per le casse del Paese vincitore. Spagna e Argentina non si giocano solo il trionfo in una Coppa del mondo - e gli annessi 30 "americanissimi" anelli messi in palio dall'organizzazione made in Usa - bensì una vetrina senza paragone per la loro economia. Tanto da poter impattare in maniera non trascurabile sul Pil di chi festeggerà.
Come funziona l'effetto-Mondiali e qual è l'impatto sul Pil
A rivelare e stimare con precisione l'effetto-Mondiali è stato l'economista Marco Mello in uno studio pubblicato sull'Oxford Bulletin of Economics and Statistics. Secondo il docente dell'università scozzese di Aberdeen, vincere la Coppa del Mondo di calcio si tramuta in una crescita aggiuntiva del Pil quantificabile in "almeno lo 0,48%" sulla crescita stimata nei due trimestri successivi. Una fiammata economica che potrebbe rimpinguare le casse statali di Madrid e Buenos Aires con qualche miliardo in più. Non solo a causa di una maggiore spesa interna sulla scia dei festeggiamenti, ma soprattutto per l'impatto che alzare la coppa dorato ha agli occhi del mondo intero. Che a livello economico si traduce, come scrive Il Sole 24 Ore, in una più intensa dinamica dell'export.
Quanto guadagnerebbero le economie di Argentina e Spagna: i calcoli
Ma a quanto ammonterebbe questa lieve accelerata della crescita, destinata nel giro di qualche mese a svanire? Facciamo due calcoli, prendendo come periodo d'esame i dodici mesi. Il Pil dell'Argentina nel 2025 è stato quantificato intorno a 683,10 miliardi di dollari. Le stime per il 2026 parlando di una crescita al +2,8% che porterebbero la ricchezza albiceleste a 702,3 miliardi con un incremento di 19,13 miliardi. In caso di vittoria di Leo Messi e compagni, secondo il modello elaborato da Mello la crescita schizzerebbe al +3,3%, segnando un incremento di 22,5 miliardi e guadagno netto di poco più di 3 miliardi rispetto alle stime 2026.
Discorso analogo anche per la Spagna, aiutata però da un Pil quasi doppio rispetto a Buenos Aires. I 1.906 miliardi del 2025 dovrebbero diventare 1.960 il prossimo anno (anche qui crescita del +2,8%). Applicando il "coefficiente Coppa del Mondo", l'incremento aumenterebbe da 54 a 62,9 miliardi, con una differenza di quasi 9 miliardi di dollari. È difficile però dire con certezza se l'impatto sul Prodotto interno lordo rispetterà concretamente i calcoli. L'Argentina e la Spagna sono rappresentanti di due modelli economici molto distanti: la prima punta molto sull'export di materie prime, la seconda è trainata dalla domanda interna. Probabile dunque che l'effetto-Mondiali possa essere accentuato per i sudamericani e lievemente attenuato per gli iberici.
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Lionel Messi festeggia la vittoria dei Mondiali in Qatar, nel 2022
Quanto ci hanno guadagnato la Fifa e le tv: doppiati i Mondiali in Qatar
Ma quando si parla di soldi e di Mondiali, non è possibile evitare l'argomento Fifa. Se nel 2022 in Qatar la Federazione aveva incassato la cifra record di 7,6 miliardi di dollari, secondo le prime previsioni di Deutsche Bank Research l'edizione 2026 potrebbe quasi arrivare a doppiare quegli introiti, avvicinandosi ai 13 miliardi. Frutto dolcissimo di una edizione ampliata a 48 squadre, distribuita su tre Paesi e venduta a peso d'oro alle emittenti televisive di tutto il mondo.
Prezzi talmente esorbitanti che, anche se ufficiosamente, la Fifa ha adottato il sistema americano delle partite "a quattro quarti" inserendo due pause idratazione. E permettendo così un prezioso stacchetto pubblicitario di tre minuti. Contando che 30 secondi di spot sono stati venduti tra i 200mila e i 300mila dollari dall'americana Fox nelle partite dei gironi, arrivando a sfiorare il milione di dollari durante le partite degli Stati Uniti. Per la finale, in assoluto l'evento televisivo più guardato al mondo, probabile che il listino sia salito ulteriormente. E non di poco.
I portafogli vuoti dei tifosi e i "prezzi americani"
Ma quando da una parte i ricavi salgono, dall'altra c'è sempre qualcuno che ci perde. In una indagine sulla Coppa del Mondo 2026, la Bbc ha sottolineato come primi "sconfitti" i tifosi. I prezzi dei biglietti sono stati - per aperta ammissione del presidente della Fifa, Gianni Infantino - allineati alle cifre americane. Che sono ben distanti da quelle del calcio di tutto il resto del mondo.
I biglietti per la finalissima di New York erano venduti a minimo 33mila dollari, ma sui mercati secondari sono arrivati a toccare i due milioni di dollari. Lo stesso presidente Donald Trump ha ammesso che "non avrebbe pagato" un biglietto mille dollari per guardare allo stadio Paraguay-Stati Uniti, partita d'apertura per i padroni di casa. Ma sono lievitati spesso anche i biglietti dei mezzi di trasporto: quelli della ferrovia New Jersey Transit sono schizzati dai 12,90 dollari (andata e ritorno) fino a 150 dollari.
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La marea dei tifosi olandesi prima di una partita dei mondiali a Kansas City
I veri sconfitti dei Mondiali: il "calo netto" degli alberghi e le promesse vuote della Fifa
Eppure, forse, quelli che hanno subito la peggiore sconfitta dei Mondiali sono stati gli albergatori e le imprese locali. Alla vigilia della Coppa del Mondo, in un marasma di proclami in pompa magna, la Fifa aveva stimato che all’economia globale sarebbero stati aggiunti circa 41 miliardi di dollari, di cui 17 solo all'economia statunitense grazie alla creazione di 185mila posti di lavoro. Peccato che, come hanno sottolineato dall'Oxford Global Projects, si sia trattato di una fiammata di assunzioni specifica per coprire le necessità dell'evento, senza sicurezza lavorativa per il futuro di medio o lungo termine.
Non solo. La presenza di un evento tanto grande quanto caotico come i Mondiali, ha spinto centinaia di migliaia di turisti a cambiare la destinazione del loro viaggio. Sia le associazioni di albergatori del Canada che quelle americane hanno denunciato un "andamento nettamente inferiore rispetto agli anni precedenti". Anche perché nelle singole città il torneo "non ha generato 40 giorni consecutivi di hotel al completo", ma ha comunque inciso in maniera devastante sul turismo per oltre l'80% degli operatori alberghieri. Per molti la Coppa del Mondo non solo è stata un "non-evento", ma peggio: un evento dannoso.
