L’ignoranza finanziaria pesa sulle piccole imprese: i 10 consigli per cambiare rotta
Il 15% dei microimprenditori risponde correttamente a meno della metà delle domande sui concetti di base, il 40% si ferma al livello intermedio. Le difficoltà maggiori riguardano il costo dei prestiti e il capitale di rischio
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L’ignoranza finanziaria entra anche nelle aziende di chi, ogni giorno, lavora con i soldi. Può rendere più difficile valutare quanto costa un prestito o capire il rischio di un investimento. E riguarda una parte dei piccoli imprenditori italiani: il 15% risponde correttamente a meno della metà delle domande sui concetti finanziari di base, mentre il 40% si ferma a una preparazione intermedia. Solo il 45% raggiunge la fascia più alta. A fotografare le competenze è un’indagine della Banca d’Italia su 5mila titolari di microimprese fino a nove addetti.
Le lacune che pesano sui conti
Il punto debole riguarda soprattutto il rapporto tra durata dei prestiti e costo del credito: risponde correttamente il 61% degli intervistati. Sul capitale di rischio la quota arriva al 63%, mentre per dividendi e rapporto rischio-rendimento si avvicina all’80%. Le difficoltà risultano più marcate tra i titolari meno istruiti e nelle attività con fatturato più basso.
Dietro questi concetti ci sono decisioni concrete. Una rata del mutuo più bassa, per esempio, va valutata insieme alla durata del finanziamento e all’importo complessivo da restituire. La capacità di gestire il proprio lavoro, quindi, deve accompagnarsi agli strumenti per comprenderne le conseguenze economiche. "La finanza non dovrebbe essere considerata una materia per soli addetti ai lavori", osserva Valerio Marchetti, Senior Private Banker e Area Manager di Fineco Bank, presentando il podcast "Finansia Zero" con il giornalista Filippo Poletti. Scegliere un finanziamento o decidere come impiegare la liquidità significa già fare finanza. "Il primo passo è quindi trasformare l’ignoranza finanziaria da un limite invisibile in una competenza da costruire", sottolinea Marchetti.
Quel 55% comprende preparazioni diverse
Il test di Bankitalia comprende otto domande sulle conoscenze di base. Nella fascia degli imprenditori con le conoscenze minori rientra chi fornisce da zero a tre risposte corrette; nel livello intermedio chi ne dà da quattro a sei. Per raggiungere quello elevato ne servono almeno sette. Il 55% che resta sotto la fascia alta comprende dunque sia chi presenta lacune profonde sia chi possiede una preparazione intermedia. Il punteggio complessivo di alfabetizzazione finanziaria, che considera anche comportamenti e atteggiamenti, è pari al 74% del massimo.
Conoscere la finanza aiuta a decidere
L’indagine rileva un’associazione tra conoscenze più solide e abitudini finanziarie migliori. Rispetto al 2021, sulle 17 domande confrontabili, l’alfabetizzazione media cresce del 2%, soprattutto grazie ai progressi nei comportamenti e negli atteggiamenti. Una maggiore preparazione è inoltre associata alla propensione ad adottare tecnologie avanzate, che richiedono di valutarne i ritorni economici. "La vera sfida, dunque, non è soltanto imparare a investire, ma imparare a decidere", afferma Marchetti.
Dieci consigli per cambiare rotta
Marchetti propone un decalogo completo per affrontare con maggiore consapevolezza le decisioni sul denaro:
1. Partire dagli obiettivi: prima di scegliere un prodotto finanziario, chiarire a che cosa serviranno i soldi e quando saranno necessari. Gli strumenti devono adattarsi alle esigenze personali e familiari.
2. Esaminare le promesse di rendimento: una performance prospettata va letta insieme alle condizioni e ai rischi. Chiedere spiegazioni è il primo passo per valutare una proposta.
3. Evitare di seguire la folla: comprare per entusiasmo e vendere perché tutti scappano può allontanare dai propri obiettivi. Anche andare sempre controcorrente richiede una motivazione concreta.
4. Guardare ai rischi meno visibili: l’inflazione può erodere il potere d’acquisto. Concentrare il patrimonio in un’unica attività può renderlo più vulnerabile.
5. Dare agli investimenti un tempo coerente: la durata deve essere compatibile con le proprie necessità. La costanza aiuta a seguire un piano, mentre il trascorrere del tempo, da solo, non garantisce rendimenti.
6. Preparare il passaggio generazionale: trasmettere un patrimonio significa anche condividere le conoscenze costruite negli anni. Affrontare il tema in anticipo permette di rendere più chiari gli obiettivi della famiglia.
7. Distinguere la prudenza dall’immobilità: una riserva liquida serve per gli imprevisti. La sua dimensione va però valutata in base alle necessità, considerando gli effetti dell’inflazione.
8. Riconoscere la paura di perdere: le perdite possono pesare sulle emozioni più dei guadagni equivalenti. Tenerne conto aiuta a evitare decisioni impulsive nei momenti di tensione.
9. Cominciare dai giovani: familiarizzare presto con risparmio e previdenza permette di costruire competenze prima delle scelte economiche più impegnative.
10. Pretendere trasparenza sui costi: capire quanto si paga e per quale servizio consente di confrontare le offerte e valutare la qualità della consulenza.
