LO STUDIO DI IPSOS COST OF LIVING MONITOR 2026

Italia Paese di fragilità economica e sfiducia nel futuro: solo il 30% dei cittadini dichiara di non avere difficoltà con le proprie finanze

Gli italiani tra i più pessimisti d'Europa sulle prospettive economiche future: giocano un ruolo soprattutto inflazione, redditi bassi e caro-vita

28 Ott 2026 - 14:55
 © Istockphoto

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La maggior parte degli italiani "tira avanti", fa fatica ad arrivare a fine mese o a bilanciare facilmente entrate e uscite: solo il 30% dichiara di vivere comodamente e di riuscire a gestire la propria situazione economica senza particolari difficoltà. L'immagine che esce dell'Italia dall'Ipsos Cost of Living Monitor 2026 è quella di un Paese caratterizzato da una diffusa fragilità economica e da aspettative estremamente negative per il futuro.

Complice la situazione di incertezza e instabilità nel presente, le preoccupazioni maggiori si riversano proprio sulle prospettive dei prossimi anni, con l'Italia tra i Paesi europei che hanno le aspettative più negative sul reddito disponibile, sul tenore di vita e sul ritorno a livelli di inflazione considerati normali. Lo studio, quindi, delinea il profilo di un Paese che non si percepisce tra quelli più colpiti da una crisi economica conclamata, ma in cui la serenità finanziaria riguarda soltanto una minoranza della popolazione.

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L'inflazione preoccupa più di tutto

 Il principale elemento di preoccupazione continua a essere l'inflazione. Il 78% degli italiani ritiene che il ritorno a livelli considerati normali richiederà ancora diversi anni o potrebbe non verificarsi mai. Si tratta di uno dei segnali più evidenti della difficoltà con cui le famiglie guardano al futuro economico del Paese. Le aspettative per i prossimi dodici mesi confermano questa tendenza. Il 70% degli italiani prevede un aumento dell'inflazione, il 54% una crescita della disoccupazione, il 59% un aumento della pressione fiscale e il 55% un incremento dei tassi di interesse.

Pessimismo anche su redditi e qualità della vita

 Il pessimismo emerge con particolare chiarezza quando gli italiani valutano la propria situazione personale. Solo il 17% si aspetta un aumento del proprio reddito disponibile nei prossimi dodici mesi, mentre il 33% prevede una riduzione. Le aspettative negative superano nettamente quelle positive, evidenziando una diffusa percezione di vulnerabilità economica. Anche sul tenore di vita prevale la sfiducia: appena il 16% ritiene che la propria qualità della vita migliorerà nel prossimo anno, mentre una quota significativamente superiore teme un peggioramento. Il dato suggerisce che molti italiani non solo percepiscono difficoltà nel presente, ma faticano anche a immaginare un miglioramento delle proprie condizioni economiche.

Guerre e tensioni internazionali alimentano la sfiducia

 Per gli italiani, il costo della vita continua a essere influenzato soprattutto da fattori esterni e geopolitici. L'87% indica guerre e conflitti internazionali come una delle principali cause dell'aumento dei prezzi, davanti alla situazione dell'economia globale, alle politiche governative e ai tassi di interesse. Una lettura che rafforza la percezione di dinamiche difficilmente controllabili e contribuisce ad alimentare l'incertezza sul futuro.

Energia, carburanti e alimentari

 Le famiglie italiane non si aspettano un alleggerimento dei costi essenziali nei prossimi mesi. Tre italiani su quattro prevedono un aumento delle bollette energetiche e della spesa alimentare, mentre il 77% si aspetta ulteriori rincari dei carburanti, uno dei valori più elevati rilevati a livello internazionale. La percezione prevalente è che le principali voci di spesa continueranno a esercitare pressione sui bilanci familiari, limitando la capacità di risparmio e riducendo ulteriormente il potere d'acquisto.

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