L'IA divora i libri cartacei: prima li sfrutta e poi li distrugge, ecco perché
I volumi acquistati vengono letteralmente "dati in pasto" ai modelli di Intelligenza artificiale he li usano per appendere e migliorarsi. Peccato solo che poi li distruggano, un po' per necessità e un po' per mera convenienza
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Da mesi in tutto il mondo sta accadendo qualcosa di molto strano. I magazzini delle librerie di tutto il mondo ricevono, a orari assurdi, copiosi ordini per fondi di magazzino che sembravano non interessare a nessuno. Un libraio australiano qualche settimana fa si è visto richiedere dallo stesso compratore un manuale di meccanica del suolo degli anni '70, un libro a tema ciclismo del 2010 intitolato Born to Thunder: Champions of New Zealand Cycling, una raccolta di poesie australiane del 1982 e una storia locale di un sobborgo di Melbourne. Il libro di poesie è stato venduto per nove dollari dopo essere rimasto sullo stesso scaffale per vent'anni. L'acquirente ha preso tutto senza trattare sul prezzo, come si fa di solito. A partire dall’inizio di maggio, un negozio online tedesco di libri antichi ha invece cominciato a ricevere ogni notte tra le tre e le cinque di notte ingenti ordinazioni, in modo automatizzato e sistematico. Il libraio, vedendo il testo delle mail tutte uguali, si è insospettito e ne ha parlato con i colleghi su un forum online dedicato agli antiquari, raccogliendo moltissime segnalazioni identiche.
Assorbire libri come Cell in Dragon Ball
Era ormai chiaro che qualcosa non quadrasse.Il sito statunitense 404 Media ha indagato venendosene fuori con un'ipotesi spaventosa e credibile insieme: le aziende di intelligenza artificiale starebbero acquistando in tutto il mondo tonnellate di vecchi libri e manuali fuori catalogo, per usarne i testi come dati di addestramento per le proprie IA. Non ci sono tuttavia solo i video di volumi squartati e ridotti a blocchi di fogli da scannerizzare a corroborare questa supposizione, ma anche quanto accaduto di recente. A inizio anno infatti il Washington Post aveva scoperto un piano di Anthropic, l’azienda che sviluppa il chatbot Claude, che sembrava uscita direttamente da un film di fantascienza distopica "scansionare e poi distruggere tutti i libri del mondo". Il progetto era noto internamente col nome di Project Panama ed era ovviamente stato mantenuto segreto dall'azienda. Anthropic ad ogni modo non sarebbe sola, visto che un altro recente articolo del Telegraph ha accusato la Silicon Valley di distruggere milioni di libri rari e di "fare a pezzi gli originali". Ma perché le società di intelligenza artificiale farebbero tutto questo?
Alle IA piace la carta stampata
“L’ipotesi è questa: bisogna possedere fisicamente i libri e distruggerli dopo averli letti, per poter sostenere che non rimanga in circolazione alcuna copia ‘pirata’ e che assorbirli rientri quindi nel fair use”, ha affermato il libraio tedesco per spiegare la presunta logica alla base del distruttivo modus operandi. I chatbot funzionano d'altra parte proprio grazie a tantissimi testi trasformati in dati di addestramento per le IA. Pur di far crescere il proprio Frankenstein le aziende responsabili hanno setacciato tutto ciò che c'era su internet, arrivando a prendersi anche i libri recenti scaricabili illegalmente in formato Epub. Ma la fame insaziabile delle macchine non si è ancora fermata, costringendo certe realtà a depredare pure il mercato fisico. D'altra parte nessuna intelligenza artificiale può migliorarsi assorbendo le informazioni di un'IA concorrente, che magari l'ha già processata a modo suo. Sarebbe come copiare il tema del vicino di banco su Dante e sperare che questo valga come aver letto tutta l'opera del Sommo Poeta. Bisogna piuttosto andare alla fonte, costi quel che costi.
Pericolo States
Per evitare cause milionarie con gli editori e trovare dati "puliti" dagli influssi delle colleghe IA, le aziende hanno iniziato a incetta di opere fuori catalogo, preferendo quei volumi su cui i diritti d'autore sono scaduti o meno rigidi. A settembre del 2025,la solita Anthropic aveva patteggiato pagando circa 1,5 miliardi di dollari con scrittori e case editrici ma tanti sono i contenziosi ancora aperti. Ragion per cui queste realtà si stanno guardando in giro, cercando vecchi volumi su cui nessuno pare interessato a rivalersi. Il problema è particolarmente sentito negli Stati Uniti, dove le leggi sul copyright sono meno strette che in Europa. Negli Usa è stato infatti stabilito che comprare libri, digitalizzarli e distruggerli equivale solo a un cambio di formato, ed è quindi legale. In più le leggi States proteggono l'assorbimento dei libri da parte dell'IA, in quanto questo processo porterebbe alla creazione di contenuti nuovi e diversi da quelli da cui si "ruba".
Come in un futuro distopico
Le macchine distruggono infine i libri anche per ragioni squisitamente pragmatiche. In ambito informatico ed editoriale il procedimento è chiamato "destructive scanning" (scansione distruttiva) e serve a ottimizzare i tempi. Per digitalizzare migliaia di pagine senza distorsioni e ad altissima velocità infatti gli scanner a piano fisso (quelli dove si gira pagina per pagina a mano) sono troppo lenti. È molto più veloce tagliare la rilegatura del volume, separare le singole pagine e farle passare in scanner ad altissima risoluzione capaci di acquisire centinaia di facciate al minuto. Così, mentre una libreria irlandese chiamata Kennys ha segnalato proprio ieri un ordine "assurdo" di 5mila titoli poco conosciuti all'Irish Times, iniziamo a capire quale sarà la fine di questi libri. Difficile non farsi prendere dallo sconforto ed abbracciare possibili scenari apocalittici, sentendo vicino quel futuro distopico immaginato da Ray Bradbury nel suo capolavoro letterario Farenheit 451. L'uomo ha iniziato davvero a bruciare i libri e le conseguenze potrebbero essere ancora più tragiche di quelle contenute in un romanzo sci-fi.
