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10/10/2006

Il giudice vieta il libro di Vialli

Accolta la causa per danni di Pasqualin

L'autobiografia di Gianluca Vialli "The italian job", già uscito in Inghilterra non potrà essere venduto in Italia, nemmeno in lingua inglese. A decretarlo è una sentenza del tribunale di Vicenza che dà ragione a Claudio Pasqualin, ex procuratore del calciatore, che aveva citato per danni Vialli reo di averlo accusato, in un capitolo del libro, di avergli creato guai con il fisco ai tempi del suo passaggio al Chelsea.

Ormai l'unico modo per poter leggere la discussa autobiografia di Gianluca Vialli è quello di recarsi in Inghilterra per acquistarla. Il tribunale civile di Vicenza ha infatti accolto l'istanza presentata da Claudio Pasqualin, ex procuratore del giocatore, nell'agosto scorso in cui citava per danni l'ex calciatore juventino. La querelle è scoppiata a causa di un capitolo all'interno di "The italian job", questo è il titolo della biografia già uscita in Inghilterra da qualche mese, in cui Vialli racconta la differenza tra il calcio inglese e quello italiano, e del rapporto con il suo ex procuratore, accusato di avergli creato guai con il fisco ai tempi del suo passaggio al Chelsea. A Pasqualin l'accusa non è andata giù ed ha agito per vie legali nel tentativo, poi riuscito, che il libro non venisse pubblicato in Italia, nemmeno in lingua inglese.

C'è solo un modo per sbloccare la situazione: che dall'edizione originale del libro venga depennato il capitolo in questione, dal titolo "If it sounds too good to be true". Solo in questo caso "The italian job" potrà essere in vendita nelle librerie italiane. Il tribunale vicentino ha anche condannato Vialli e la sua casa editrice, "The Random House Group Limited" a pagare a Pasqualin i 4600 euro di spese legali. Soddisfatto della sentenza l'ex procuratore, un po' meno Vialli che ha solamente affermato "aspettiamo di leggere le motivazioni". "Il tribunale ha stabilito che le frasi utilizzate da Vialli - ha spiegato Pasqualin - erano lesive per la mia reputazione. E' stata riconosciuta la fondatezza delle mie critiche e delle mie richieste, anche risarcitorie. I giudici hanno impedito a Vialli di pubblicare una versione distorta dei fatti". Staremo ora a vedere se Gianluca Vialli sarà disposto a rimettere mano alla sua prima opera letteraria.