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Il cantante bolognese presenta a Londra il suo decimo album di inediti, in uscita il 23 ottobre. Una svolta musicale che sfida le regole commerciali (e l'algoritmo) dopo 27 anni di carriera per un disco "pieno di vita e di speranza"
di Emanuela Griglié© Ufficio stampa
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Libertà. Rischio. Karma. Sono parole ricorrentissime alla presentazione di Cesare Cremonini del nuovo album “Amateur” davanti alla stampa italiana, che per l’occasione lo ha raggiunto a Londra dove questo lavoro ha preso vita e forma: è stato infatti registrato in gran parte nell'iconico Studio 13 di Damon Albarn. “Londra era necessaria”, spiega il cantante, parlando del disco – il decimo di inediti della carriera – in uscita il 23 ottobre, in cui cambia passo e si concede di tornare esordiente. “Volevo allontanare il più possibile questo disco da me e dalla mia storia precedente: per questo ho scelto Londra. Qua non sono nessuno, volevo rimpicciolire, parlare di musica senza condizionamenti”, spiega. Ed è sempre qui che martedì sera ha presentato i brani dal vivo, al prestigioso O2 Shepherd’s Bush Empire, un palcoscenico storico dove si sono esibiti in passato artisti come Prince, Bob Dylan, i Rolling Stones, gli Who, David Bowie. E dove lo hanno accompagnato i protagonisti musicali che hanno collaborato all’album: Malika Ayane, Salmo, Fabri Fibra. Al sax - strumento che Cesare ha iniziato a studiare negli ultimi anni - c'è Donny McCaslin, virtuoso californiano già al fianco di David Bowie nel suo album di congedo, “Blackstar”, al fianco del batterista Zach Danziger e di una superband con pianoforte, tastiere e una sezione fiati di sei elementi. "È la prima volta che presento un nuovo album dal vivo e non ci sono le mie canzoni famose per il pubblico", esordisce. Ma non sembra fare la differenza, nel teatro gremito l’accoglienza per i brani inediti è caldissima: ci sono i fan di sempre, che lo hanno seguito fino a Londra, alcuni famosi come l'amico Valentino Rossi C'è la fidanzata, "il mio meraviglioso amore Caterina". Ma c'è soprattutto la musica e c'è lo spettacolo. E nella balconata si vede anche Elisa, che gli ha regalato un brano, "Cavalli da corsa" e che lui ringrazia commosso: "E non puoi capire che meraviglioso quadro sei".
“Sarà un disastro commerciale”, è un’altra frase che il cantante, 46 anni, ripete spesso, quasi a modi mantra parlando di questo lavoro. Di certo c’è che dopo 27 anni di carriera e una sfilza di super successi, Cremonini non ha paura a cambiare marcia, allontanarsi dalla zona di comfort, reinventarsi con un disco che, tra l'altro, arriva a pochissimo dalla fine del precedente tour negli stadi, realizzato – come ci tiene a precisare – senza Intelligenza artificiale, nato e finito in sei mesi senza che fosse pianificato. “Di solito ci metto due anni. Invece questo è stato un parto rapito e fluido. Sono emozionato e felice come un esordiente, come un amateur, appunto. Le mie precedenti canzoni mi sembrano ora tutti degli errori bellissimi che servivano per arrivare qua. Io credo nel karma della musica. L’algoritmo oggi non ci permette di guardare oltre, rende tutto uguale. Ci hanno raccontato che il digitale avrebbe liberato la musica, ma è una grande sciocchezza. L’ha ingabbiata”.
Con "Amateur" l’ex Lunapop va decisamente controcorrente, leva la maschera da pop star da stadi e si abbandona a un’intuizione, sceglie il suono, sfida le regole commerciali, insegue lo stupore, abbraccia sonorità più rock. “Vorrei riconnettere la musica all’immaginazione, alla fantasia, che sono le basi dell’empatia. Se mi chiedi come posso interagire con questo mondo difficile che abbiamo davanti, quello che posso proporre come ricetta è: ricominciare a sentire. Non voglio che questo disco sia uno specchio, ma che sia una porta. Una bellissima porta in cui sto invitando tutti a entrare, un invito premuroso e gentile”. “Un disco come questo è un grande rischio – sottolinea ancora -, penso sarà uno dei più grandi fallimenti della mia carriera e della musica italiana. Ma bisogna essere anche contenti dei fallimenti se portano libertà. Io non sono mai stato libero, quasi nessuno lo è. La libertà è una conquista, una lotta dolorosa. Con questo album inseguo proprio questo, che per me vuol dire sentirmi in connessione con la musica. Per questo, anche, studio il sassofono”. Il sax è infatti l’altro grande protagonista di questa avventura. “Se c’è questo disco è perché ho iniziato a studiare il sax. Sono un dilettante ma sul palco ci vado con Donny McCaslin, sassofonista di David Bowie”.
La prima pagina di "Amateur" è una seduta di analisi, un confronto con l’ego, l’immagine di sé, e i condizionamenti esterni. “Sono cresciuto per 24 anni con un manager che mi ha tenuto veramente schiacciato, colui che mi scoprì nel '96. Sapeva trasformarmi in un cavallo da corsa. Mi ha forgiato: alimentando l’ambizione, mi ha provocato però anche una grandissima insicurezza in me stesso, una ferita che sanguina continuamente. Sto cercando un mondo dove posso vivere senza quella crepa. E la vicinanza con la musica mi dà l’illusione che ci possa riuscire. Come il campione che deve vincere tutte le volte Wimbledon, ma poi si rende conto che il tennis non è solo una coppa, ma amare il gioco”.
Nella canzone che da il titolo all'album, Cremonini affonda i piedi nel blues, non ha bisogno di ritornelli: il nodo centrale arriva con l’incontro con Salmo, che gli indica quale strada percorrere. In “Paparazzi”, al singolo già uscito, si aggiunge una nuova strofa con la voce di Fabri Fibra e l’assolo di Donny McCaslin prende il posto di quello della chitarra elettrica. Ne “Il giardino di sassofoni” c’è un contributo di Morgan, un arrangiamento che gli ha donato dopo aver sentito il brano. In “Cose molto piccole” c’è il ritorno dopo 16 anni in coppia con Malika Ayane (con cui fu anche sentimentalmente legato): “Che per me è sempre Mali”, spiega Cesare Cremonini , “lei ha una voce unica nel saper cantare le cose semplici: come il risotto al pomodoro, piatto che pure cucina benissimo. Una grande artista dell’immaginario non urlato, del miracolo del dettaglio. La nostra amicizia non si è mai interrotta, tornare in studio con lei è stato molto naturale. Era la femminilità che serviva per riequilibrare l’energia del disco”. In "Disturbo mentale" (dedicato senza filtri al tema difficile della sofferenza psichica), compare poi un misterioso Sig: nome del personaggio dal teschio dorato alla Damian Hirst e sorta di alter ego virtuale del cantante bolognese che domina pure la copertina su sfondo arancione dell'album. “Sig rappresenta tutto quell’ego, ambizione, fuliggine che un essere umano deve portarsi dietro per arrivare fino a qua. Ho voluto dargli immagine e fisicità”.
Undici brani per un disco che si chiude con una ballata, "Athena", in cui il graffio jazz dell'assolo di McCaslin spicca a titolo di gran finale. "In fondo - conclude - a 46 anni non ho ancora capito cosa posso fare. Ma non lo vedo come un limite. So che posso imparare ancora, che sono bravo a imparare. Vorrei restare uno studente che vive di passioni. Un Amateur, appunto: colui che fa qualcosa perché la ama".
© Greg Williams
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