Milano Cortina 2026, la bandiera Ue confiscata a un bambino diventa un caso
Il vessillo sequestrato in quanto simbolo politico. La Fondazione: "Ci rammarichiamo per quanto accaduto". Critiche da Italia Viva e Azione
© ansa
Diventa un caso la bandiera dell'Unione europea confiscata durante i Giochi di Milano Cortina 2026 a un piccolo tifoso giunto nell'arena milanese di Santa Giulia per assistere alla semifinale di hockey femminile tra Usa-Svezia, vinta dagli Stati Uniti. Il ragazzino era lì per seguire il match assieme ai compagni di scuola.
Il caso della bandiera dell'Ue confiscata
Secondo quanto emerso, gli addetti alla sicurezza, nel controllare lo zaino del bambino di 12 anni, hanno notato la bandiera dell'Europa e hanno spiegato che non era possibile introdurre il vessillo nell'impianto sportivo. Secondo la Carta olimpica si tratterebbe infatti di un simbolo politico e non rappresenterebbe una nazione. Dunque per il Comitato Olimpico Internazionale non sarebbe possibile per i tifosi sventolarla sugli spalti. La bandiera sarebbe stata inizialmente confiscata salvo poi essere restituita al giovane tifoso con la raccomandazione di non esporla durante la gara.
Sulla vicenda è intervenuta la Fondazione Milano Cortina 2026.
La Fondazione Milano Cortina: "Bandiera non vietata"
"Il Comitato organizzatore - è scritto in una nota - è a conoscenza dell'episodio che ha coinvolto un giovane spettatore durante la semifinale di hockey su ghiaccio, in cui una bandiera è stata confiscata durante i controlli all'ingresso. La bandiera non era vietata dal regolamento della sede e la situazione non è stata gestita nel modo corretto, soprattutto considerando l'età dello spettatore. Ci rammarichiamo per quanto accaduto e abbiamo provveduto a contattare la famiglia".
Il caso è diventato in brevissimo tempo anche una questione politica con i commenti di diversi esponenti tra cui Carlo Calenda di Azione e Enrico Borghi e Ivan Scalfarotto di Italia Viva.
Calenda: "Gesto stupido e inaccettabile"
"Al Comitato olimpico devono aver perso definitivamente il senno" ha commentato Calenda. "Queste Olimpiadi sono iniziate con il divieto per un atleta ucraino di indossare un casco con le foto dei suoi colleghi morti per difendere la loro patria dall'aggressore russo. E ci hanno spiegato che questa è una regola olimpica. Idiota secondo me. Oggi c'è stata un'ulteriore alzata di ingegno: togliere la bandiera della Ue a un bambino perché hanno detto che non rappresenta un Paese ma è una bandiera politica come quella della pace. Un gesto stupido, inaccettabile, immorale".
Italia Viva: "Occasione di festa diventa momento paradossale"
Per Borghi e Scalfarotto invece "Dopo la vicenda inqualificabile della sanzione all'atleta ucraino che voleva ricordare i suoi compatrioti morti per la libertà, l'ottusità del protocollo del Cio ha colpito ancora. In questo caso, almeno, la burocrazia si è alla fine piegata e ha consentito al ragazzino di tenere la bandiera, ma senza mostrarla".
Secondo Iv, "un'occasione di festa si è trasformata in un momento paradossale: quel drappo blu con le stelle gialle, che ci rappresenta tutti, è diventato una cosa che ai giochi olimpici non si può esporre, che va nascosta perché "simbolo politico". Con il paradosso ulteriore per cui il vessillo dell'Unione è presente nei palazzetti di Milano-Cortina, e davanti a tutti gli uffici pubblici della città".
Le scuse della Fondazione e l'invito a Roma
Il direttore operativo della Fondazione Andrea Francisi ha telefonato il padre del 12enne per porgere le proprie scuse. "Francisi si è sincerato della situazione del piccolo, ha chiesto l’indirizzo per spedirci un pensiero", ha affermato l'uomo.
Il precedente
Un precedente, anche se di genere diverso, è accaduto durante le Olimpiadi estive di Rio 2016 quando la fiorettista Elisa Di Francisca sventolò lo stendardo Ue sul podio dell'argento, tra i complimenti di Bruxelles e i mugugni degli organizzatori.
