L'INTERVISTA

Valditara a Skuola.net: "Presto istituti tecnici e professionali saranno licei, metteremo un limite agli stranieri in classe"

Il ministro dell'Istruzione e del Merito ha illustrato al portale studentesco le novità e gli obiettivi dell'anno scolastico al via, dalle nuove Indicazioni Nazionali all'educazione all'affettività e benessere psicologico

11 Set 2026 - 14:41
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Skuola.net

© Skuola.net

Il ritorno a carta, penna e libro, ma anche l'introduzione definitiva dell'Intelligenza artificiale, il potenziamento delle competenze linguistiche così come di quelle emotive, passando per il divieto di insegnamento delle teorie gender fino alle elementari, senza per questo rinunciare all'educazione affettivo-sessuale. Queste sono solo alcune delle principali novità, alcune già note, che attendono il mondo della scuola al rientro tra i banchi. A illustrarle agli studenti è direttamente il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in una intervista esclusiva rilasciata al direttore del portale Skuola.net, Daniele Grassucci.

Le notizie però non si fermano qui: nelle prossime settimane vedranno la luce provvedimenti legislativi per evolvere gli istituti tecnici e professionali in licei e per fissare un limite del 30% alla presenza di stranieri in classe, per evitare le scuole "ghetto". Un limite, quest'ultimo, già fissato da una circolare che tuttavia all'atto pratico viene a volte ignorata, come anche accaduto con un precedente "invito" ai docenti a limitare l'assegnazione dei compiti sul registro elettronico fuori orario scolastico e l’affollamento di verifiche in un singolo giorno. "Ne manderemo un'altra ancora più stringente, perché le circolari vanno rispettate", avverte Valditara. "In essa ribadirò che non si possono assegnare i compiti alle 8 di sera per la mattina dopo. Devono essere scritti sul diario, sul diario cartaceo".

Le novità di sistema: "licealizzazione" degli istituti e integrazione degli stranieri - Sulle riforme strutturali, come anticipato, l'annuncio forte riguarda gli istituti tecnici e professionali. L'obiettivo del ministro è quello di cambiargli nome: "Presenterò una proposta in questo senso in un prossimo decreto legge. Credo fermamente che la scuola costituzionale, che mette alla pari tutti i ragazzi, non possa più distinguere tra il liceo e l'istituto. Saranno tutti chiamati licei, non perché si faccia lo stesso tipo di insegnamento, ma perché hanno tutti pari dignità".

Un'azione decisa anche in vista anche dell'integrazione degli alunni stranieri, con il limite del 30% per classe - per ora sancito da regole "di settore" - che diventerà ugualmente legge. Inoltre, il piano prevede anche "mille docenti che abbiamo assunto nell'insegnamento dell'italiano agli stranieri di primo arrivo, cioè a quei ragazzi che non sanno neanche dire buongiorno e buonasera".

Spazio, poi, al dialogo con la rappresentanza studentesca. Il ministro, che ha coinvolto le Consulte già in occasione dei vertici Unesco, del G7 e del G20, vuole aprire un canale sempre più diretto. E lancia un appello: "Avrei tanto piacere di mettermi a disposizione di voi giovani, affinché tramite Skuola.net possiate farmi arrivare domande, richieste di chiarimenti, e io sarò qui a darvi delle risposte".

Maturità 2027, nessun cambiamento in arrivo - Una notizia importante Valditara la dà pure ai futuri diplomandi, promettendo stabilità. Per la Maturità 2027, dunque, non ci saranno sorprese: "No, non cambierà nulla. La riforma dello scorso anno è una riforma strutturale", rassicura il Ministro, garantendo un quadro stabile per l'ultimo anno.

Educazione sessuale e contrasto alla violenza di genere - Sull'educazione sessuale e all'affettività, Valditara smentisce la cancellazione delle lezioni: la conoscenza biologica e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili restano un obiettivo formativo, così come l'educazione al rispetto contro la violenza di genere.

Viene però introdotto il consenso informato dei genitori su temi sensibili come il gender alle medie e superiori, mentre questo viene vietato alle elementari: "Quello che noi non vogliamo - e per questo è una legge di libertà che valorizza la scelta delle famiglie e protegge i più piccoli - è che si insegnino nelle nostre scuole elementari o agli asili le teorie di genere", spiega il ministro. Per i più grandi, alle medie e alle superiori, "decideranno i genitori con il consenso informato se queste tematiche dovranno essere affrontate a scuola o no". Inoltre, tali temi saranno trattati "soltanto da esperti - psicologi, psichiatri, scienziati - che affronteranno scientificamente queste problematiche".

Compiti e verifiche sotto controllo - Ma la quotidianità scolastica resterà comunque scandita da lezioni e verifiche. Con un dettaglio di non poco conto. Per evitare stress, il Mim ribadisce - così come detto più volte tramite circolari e inviti ai docenti - che il registro elettronico non dovrà essere un assillo serale. Sempre nella stessa ottica, oltre alla prescrizione di non assegnare consegne durante il pomeriggio sfruttando il registro elettronico, Valditara sprona gli insegnanti "a non concentrare le interrogazioni e le verifiche nello stesso giorno. Se tu dai tre verifiche di matematica, italiano e inglese nello stesso giorno, è evidente che la preparazione non sarà affrontata con la serenità necessaria per assorbire le nozioni".

Nuovi programmi: più Storia, Italiano e Matematica, insieme all'IA - Il ministro è poi tornato sulla novità più sostanziale, che si noterà sin dai primi giorni, con i nuovi programmi - frutto delle già citate Indicazioni Nazionali - per scuola dell'infanzia e primi anni di elementari e medie. "Sono un po' una rivoluzione culturale", spiega Valditara. "Innanzitutto noi ridiamo importanza, centralità a uno studio serio dell'Italiano, valorizzando grammatica e sintassi".

La grande scommessa, però, riguarda la matematica: "Ne abbiamo dato una prima prova in occasione dell'ultimo esame di Maturità allo scientifico. Il tema è proprio quello di avvicinare i giovani alle materie Stem, alla matematica, e quindi di far sì che anche chi non si sente portato verso la matematica possa appassionarsi, partendo dalla realtà per capire la teoria". Si punterà, inoltre, a valorizzare le facoltà umane tradizionali, in una scuola “che rivaluti carta, libro e penna, perché dobbiamo rivalutare l'intelligenza umana nell'era dell'Intelligenza artificiale".

Una IA che, nei piani del ministro, deve essere accompagnata in ambiente scolastico con consapevolezza. Il ministero ha, perciò, previsto uno stanziamento di circa 200 milioni di euro - la metà dei quali per formare i docenti ed estendere assistenti virtuali per personalizzare la didattica - chiedendo di introdurre i concetti base degli algoritmi già alle elementari.

Vita di classe: continua l’impegno su cellulari, psicologo, affettività e condotta - Entrando più nel cuore della vita di classe, a un anno dallo stop ai cellulari a scuola, Valditara si dice soddisfatto: "Il bilancio è stato molto positivo, da tanti punti di vista. Innanzitutto perché grandi nazioni, che sono state all'avanguardia nella digitalizzazione e nell'uso del cellulare a scopo didattico, ci hanno seguito". I ragazzi, a detta del ministro, hanno riscoperto soprattutto il piacere di stare insieme: "Per fortuna che abbiamo vietato i cellulari, perché abbiamo recuperato la socialità nell'intervallo, siamo tornati a guardarci negli occhi, a parlarci insieme".

Per la salute mentale, debutta il progetto AscoltaMI, che prevede il supporto psicologico con "cinque sedute gratuite di psicologia online con esperti" per gli alunni di terza media e del primo biennio delle superiori.

Infine, il ministro è voluto tornare sulle nuove regole sul comportamento, con l'entrata a pieno regime delle attività solidali al posto delle vecchie sospensioni passive: "Le norme sulla condotta che abbiamo rafforzato e le attività di cittadinanza solidale, che hanno sostituito le vecchie sospensioni - che significavano starsene a casa a non fare nulla -, vanno proprio in questa direzione, cioè responsabilizzare alla cultura del rispetto". Un'azione decisa a tutela delle vittime, per rimettere al centro della scuola il valore del rispetto per l'altro.

Ti potrebbe interessare

videovideo