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Voucher, governo al lavoro per evitare il referendum. Renzi: messi dalla sinistra

Sul tavolo ci sarebbe un decreto che ridimensionerebbe notevolmente lʼuso dei buoni lavoro esteso dal Jobs Act . E il Pd prepara gli emendamenti

Voucher, governo al lavoro per evitare il referendum. Renzi: messi dalla sinistra

Una data c'è: il 28 maggio dovrebbero tenersi i referendum su voucher e appalti promossi dalla Cgil. Ma il condizionale è d'obbligo perché il governo starebbe lavorando su un decreto che farebbe superare di fatto i quesiti referendari. In particolare, l'intenzione è un notevole depotenziamento dello strumento voucher esteso dal Jobs Act e limitarlo all'uso familiare-domestico. Da una riunione a Palazzo Chigi tra il premier Paolo Gentiloni, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti e il presidente della commissione Lavoro Cesare Damiano è emersa l'intenzione di far arrivare il testo trasformato già venerdì in Consiglio dei ministri in un decreto legge ed entrerebbe così subito in vigore.

La tabella di marcia dovrebbe procedere celermente: entro oggi i dem in commissione presenteranno emendamenti che recepiscono le nuove indicazioni del governo; il testo poi modificato sarà fatto proprio dal governo e poi la parola passera alla Camera e al Senato per la conversione. A quel punto la Commissione potrebbe annullare il referendum perché, di fatto, ne cadrebbe la sua motivazione. Intanto, Matteo Renzi, prende le distanze perché se dovesse andare in porto la consultazione referendaria e dovesse vincere il sì, sarebbe una seconda debacle difficile da reggere, soprattutto in vista primarie. E allora, l'ex premier, si smarca: "Non sono stati una mia invenzione - avrebbe confidato ai suoi fedelissimi - ma sono stata un'invenzione dei governi di sinistra". Sarà, ma di fatto con il Jobs Act si è avuta un'impennata fuori controllo dell'utilizzo dei buono lavori. Ecco perché il governo ha in mente un decreto per depotenziarli e riportali almeno ai livelli precedenti al 2014.

Gentiloni: quadro fragile ma non tirerò a campare "Non mi rassegno a un governo e a una maggioranza che tirano a campare. Non è così e non lo sarà". Paolo Gentiloni, a tre mesi dall'assunzione del suo incarico, incontra i deputati del Pd riuniti in assemblea e fa il punto sul futuro dell' esecutivo, che giudica al riparo. Ventila una "correzione" delle norme sui voucher e annuncia che si darà "obiettivi ambiziosi che vanno oltre l'attuazione del programma di riforme". Poi critica "la denigrazione delle istituzioni" che definisce "una delle malattie del nostro Paese e una delle cause della crisi italiana".

Rosato (Pd): ipotesi abolizione totale voucher o solo per famiglie - "Stiamo ragionando su due strade, due emendamenti: uno per l'abolizione totale dello strumento dei voucher, uno per riservarlo solo alle famiglie". Così il capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato al termine della riunione dei deputati sui voucher, le cui proposte di modifica sono in esame in commissione Lavoro a Montecitorio. "Il nostro obiettivo è superare il referendum, perché sul tema del lavoro riteniamo non utile lo scontro - continua - Stiamo valutando quale sia lo strumento più efficace. In ogni caso stiamo pensando a strumenti alternativi, da una parte per le famiglie, dall'altra per le aziende per garantire che anche queste ultime abbiano uno strumento più semplice. Ma non è questo in discussione oggi".

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