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Michela Persico sulla sicurezza a Torino: "Ho il terrore di portare mio figlio al parco"

La giornalista denuncia sui social il degrado e l'insicurezza nei luoghi pubblici della città piemontese: "Siamo spaventati, io come le altre mamme"

24 Ott 2026 - 11:00
 © Instagram

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Prima ancora che da giornalista, parla da madre. Michela Persico non usa mezzi termini nel video diffuso sui social e racconta di non sentirsi al sicuro nella sua Torino quando porta il figlio Tommaso negli spazi che dovrebbero servire al tempo libero di tutti: "Sono incaz** nera con la mia città". A turbarla è la presenza di ragazzi giovanissimi che, a suo dire, mettono a disagio chi sta intorno. Parole che arrivano in un momento delicato, con l'opinione pubblica scossa dalle proteste dei giorni scorsi, in cui sono finiti coinvolti anche molti adolescenti, a volte minorenni.

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"Vi sembra normale?": la paura di Michela Persico

 Lo sfogo è quello di una mamma spaventata e arrabbiata: "Vi sembra normale che io debba essere terrorizzata a portare mio figlio al parco giochi?". Persico descrive un posto "invaso" da ragazzi giovanissimi che "fanno questo branco e si divertono a guardarti e a terrorizzarti".  Tra gli episodi citati "una volta tirano un sassolino, un'altra una spallata, un'altra ti guardano male, e noi alla fine torniamo a casa", ha spiegato la conduttrice e influencer parlando dell'impotenza provata. Scene che, racconta, si ripetono identiche in altri punti della città, dal Parco del Valentino alle giostre. L'unica via d'uscita, a quel punto, è appunto tornare a casa: "Siamo spaventati, io come le altre mamme".

La giornalista allarga poi lo sguardo all'educazione, che "deve essere data dal giorno uno in cui entrano nella società, quando vanno alle elementari". Troppo spesso, osserva, i genitori tendono a giustificare i figli, senza capire che andrebbero anche rimproverati quando serve, perché imparino cosa significhi rispettare gli altri. "Questi ragazzi sanno che nessuno farà niente. Purtroppo viviamo in una società dove non si prendono provvedimenti".

Il senso di impotenza

 In risposta al suo sfogo sono arrivati tantissimi messaggi, a dimostrazione di quante persone si siano riconosciute nel suo malessere, anche se era stata lei stessa a ipotizzare che quelle parole non avrebbero avuto alcun seguito.

"Tutti fatti in serie con 'sta tuta a mezzo cu*o, col cappellino storto, la sigarettina 'a-bruh, a-bbrah, a-brih...' Vai a scuola e impara a parlare, prima di tutto! Questa è la società di oggi", ha tuonato Persico. Che ha quindi concluso: "Quindi io lo so che il mio sfogo non servirà a una mazza, ma visto che io rappresento le mamme comuni mortali che ci sono in giro a Torino e che hanno il mio problema e al massimo lo possono esporre al vicino di casa, io ai social, nel bene o nel male, lo dico anche se so che non servirà a niente. Detto ciò, vado a prendere Tommy e che Dio me la mandi buona".

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