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L'ex première dame racconta la dipendenza dall'alcol e la malattia, tenuta segreta per quattro anni: "Volevo continuare a esistere come donna"
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Carla Bruni torna a parlare dei momenti più difficili della sua vita, dalla dipendenza dall'alcol al tumore al seno diagnosticato nel 2019. L'ex première dame si racconta nel libro Merci pour le non ("Grazie per il no") della cantante francese Elisa Tovati, ripercorrendo gli anni degli eccessi, la decisione di smettere di bere e il lungo silenzio sulla malattia. Una confessione in cui non nasconde le proprie fragilità: "Non ne sono ancora uscita del tutto", ammette parlando della dipendenza.
I problemi con l'alcol risalgono agli anni della giovinezza, quando Bruni lavorava come modella e calcava le passerelle internazionali. Quello che inizialmente sembrava un piacere si era trasformato in un modo per sfuggire alle proprie emozioni. "Per molto tempo, la dipendenza dal tabacco e dall'alcol è stata un vero e proprio sostegno per me. Mi permetteva di anestetizzare certe emozioni, certi dolori, e di andare avanti", racconta, secondo quanto riportato da Paris Match.
A spingere l'ex super modella verso la sobrietà è stata anche la figlia Giulia Sarkozy, 15 anni, che le ha chiesto di affrontare una sfida: rimanere sobria per dodici mesi. Un ruolo importante lo ha avuto anche il marito ed ex presidente francese Nicolas Sarkozy che Bruni descrive come una presenza sempre protettiva nei suoi confronti. Persino durante gli anni all'Eliseo, racconta, il consumo di alcol era diminuito perché accanto a lui si sentiva al sicuro.
La battaglia, però, non è finita. "L'unica vera cura contro le dipendenze è l'astinenza, la sobrietà", spiega, aggiungendo di voler rimanere vigile: "Non voglio trasmettere questa malattia ai miei figli".
Nel libro Bruni affronta anche un altro capitolo doloroso: il tumore al seno diagnosticato nel 2019, del quale ha parlato pubblicamente soltanto nel 2023, in occasione di una campagna di sensibilizzazione sulla prevenzione. Per quattro anni ha preferito mantenere il riserbo: "Non volevo essere ridotta a questo. Non volevo essere vista come una malata. Volevo continuare a esistere come artista, come donna, come essere vivente", confessa.
© IPA | Claudia Schiffer, Eva Herzigova, Naomi Campbell, Carla Bruni e Kate Moss in passerella a Parigi nel 1994 per le collezioni prêt-à-porter di Chanel
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Una scelta che, con il tempo, ha mostrato anche il suo lato più difficile. "Ma nasconderlo ti isola", riconosce l'ex première dame. Dopo la diagnosi ha affrontato un percorso di terapia ormonale, concluso alla fine del 2025. Oggi, raccontando la propria esperienza, torna su quella solitudine che per anni aveva scelto di affrontare lontano dagli occhi del pubblico.