Speciale Il caso Epstein
Rogatoria inviata a Washington

Jeffrey Epstein, la procura di Roma apre un'indagine per violenza sessuale | La richiesta agli Usa: "Vogliamo anche i file segreti"

Inchiesta aperta dopo l'esposto di Differenza Donna. Sotto la lente i soggiorni del finanziere in Italia e le sue amicizie tra l'élite del Bel Paese

05 Set 2026 - 10:14
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Un fascicolo nuovo, un'indagine con l'ipotesi di violenza sessuale. È quella aperta dalla procura di Roma su Jeffrey Epstein e sugli Epstein Files. Da Capri a Milano, da Roma alla Costiera Amalfitana: i tentacoli del jet set del finanziere pedofilo, arrestato per traffico di minori e morto suicida in una cella a Manhattan nel 2019, si sono allungati fino in Italia. Lo dicono le decine di migliaia di pagine desecretate dall'amministrazione Trump sulla spinta del Congresso, e in cui compaiono diversi riferimenti al nostro Paese. Ciò che però non è chiaro è se qualcuno - tra gli imprenditori, i politici e gli accademici italiani arrivati a contatto con Epstein - abbia partecipato in qualche forma e misura a quel sistema infernale di sfruttamento minorile e violenze sessuali su giovani donne. 

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L'obiettivo dell'indagine e la rogatoria per i documenti ancora segreti

 Chiarire se persone in territorio italiano o italiani all'estero siano stati coinvolti in reati di natura sessuale: è questo, secondo quanto riferisce La Repubblica, l'obiettivo del nuovo fascicolo approdato sul tavolo del procuratore aggiunto Maurizio Arcuri a piazzale Clodio. Che non si è solo limitato ad avviare una nuova indagine, ma ha raggiunto Washington con una precisa rogatoria. L'obiettivo è ottenere dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti tutta la documentazione a loro disposizione in merito ai crimini e ai presunti reati commessi da Jeffrey Epstein e dai suoi sodali. Tutti i file già resi pubblici, ma anche tutti quelli che - per un motivo o per un altro - negli anni le amministrazioni Usa non hanno mai reso disponibili pubblicamente. 

L'origine dell'indagine romana: "Diversi italiani nei file"

 L'indagine avrebbe preso spunto da un esposto presentato il 26 marzo dall'associazione Differenza Donna, che aveva chiesto alla procura capitolina di indagare appunto su possibili reati transnazionali di violenza, tratta e sfruttamento sessuale di donne e minori. Ovviamente connessi a Epstein. Secondo quanto emerso dai documenti americani, infatti, ci sarebbero diverse "ricorrenze di soggetti italiani" e riferimenti "significativi e non episodici" a soggiorni e spostamenti sul territorio nazionale.

Le altre inchieste europee su Epstein

 La richiesta ai magistrati era fare un passo in più, e dunque verificare se - in quei soggiorni o tra quelle amicizie del finanziere - si siano verificati alcuni degli innumerevoli casi di abusi su giovani e giovanissime ragazze. Quella di Roma diventa così solo l'ultima indagine aperta oltreoceano sulla rete di Jeffrey Epstein: già Parigi, Oslo e Varsavia hanno agito. E ovviamente la Gran Bretagna, dove l'ex principe Andrea e l'ex ambasciatore Peter Mandelson hanno già iniziato a pagare pegno. 

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