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Minneapolis, due testimoni: "Alex Pretti era disarmato quando è stato ucciso dall'Ice"

La donna che ha filmato la sparatoria: "Era disarmato quando è stato ucciso"

25 Gen 2026 - 08:03
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Due testimoni oculari hanno dichiarato sotto giuramento che Alex Pretti, l'infermiere di 37 anni ucciso da un agente Ice a Minneapolis sabato scorso, non brandiva alcuna arma al momento della sparatoria, contraddicendo le affermazioni di funzionari dell'amministrazione Trump secondo cui la vittima si sarebbe avvicinata armata. Lo riporta il "Guardian". Una dei testimoni, che ha filmato la sparatoria, ha raccontato che Pretti stava cercando di aiutare un'altra persona quando è stato bloccato e poi colpito da più agenti, senza alcun segno di arma da fuoco. Il secondo testimone, un medico residente vicino alla scena, ha confermato di non aver visto Pretti brandire armi e di essere stato inizialmente impedito di prestare soccorso. Secondo quanto riportato, la vittima presentava almeno tre ferite alla schiena, una al torace e una possibile al collo. Le testimonianze contraddicono le dichiarazioni di funzionari federali che avevano definito Pretti un "uomo armato" che avrebbe minacciato gli agenti. 

"Non l'ho visto toccare nessuno di loro"

  Una dei testimoni, una donna che ha filmato la sparatoria da dietro Pretti, ha raccontato di essere arrivata sulla scena mentre si recava al lavoro come animatrice per bambini, spiegando di voler documentare le azioni dell'Ice nella comunità. La donna ha testimoniato di non aver mai visto alcun segno che Pretti impugnasse una pistola: "Gli agenti hanno tirato l'uomo a terra. Non l'ho visto toccare nessuno di loro - non era nemmeno girato verso di loro. Non sembrava che stesse cercando di resistere, solo di aiutare la donna ad alzarsi. Non l'ho visto con una pistola. Lo hanno buttato a terra. Quattro o cinque agenti lo avevano a terra e hanno iniziato a sparargli. Gli hanno sparato così tante volte... non so perché gli abbiano sparato. Stava solo aiutando. Ero a un metro e mezzo da lui e gli hanno sparato..." La donna ha aggiunto: "Ho letto la dichiarazione del DHS su quanto accaduto ed è errata. L'uomo non si è avvicinato agli agenti con una pistola. Si è avvicinato con una macchina fotografica. Stava solo cercando di aiutare una donna ad alzarsi e loro lo hanno buttato a terra. Ho paura. Sono passate solo poche ore da quando hanno sparato a un uomo proprio davanti a me, e non me la sento di tornare a casa perché ho sentito che gli agenti mi stavano cercando. Non so cosa faranno gli agenti quando mi troveranno. So solo che non stanno dicendo la verità su quello che è successo."

Il secondo testimone: "Non gli hanno prestato soccorso"  Il secondo testimone, un medico di 29 anni che osservava la scena dalla finestra del suo appartamento vicino al luogo della sparatoria, ha confermato che Pretti urlava contro gli agenti ma non lo hanno visto aggredire gli ufficiali né brandire alcuna arma. Il medico ha aggiunto che, quando ha tentato di prestare soccorso, inizialmente gli è stato impedito di intervenire: "All'inizio gli agenti dell'ICE non mi hanno lasciato passare. Ma nessuno degli agenti vicino alla vittima stava praticando la rianimazione cardiopolmonare, e ho capito che la vittima era in condizioni critiche. Ho insistito perché gli agenti mi lasciassero visitarlo. Quando alla fine mi hanno lasciato passare, sembravano contare le ferite da arma da fuoco invece di prestare soccorso."