Una settimana dopo l'uccisione di Renee good

Minneapolis, l'Ice apre di nuovo il fuoco e ferisce un uomo

Stando alle prime ricostruzioni, l'agente dell'agenzia americana avrebbe sparato dopo essere stato aggredito. La vittima non è in pericolo di vita

15 Gen 2026 - 08:01
 © Afp

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Un agente dell'Ice, l'agenzia anti-immigrazione americana, ha aperto il fuoco contro una persona ferendola alla gamba a Minneapolis, dove il 7 gennaio la 37enne Renee Good è stata uccisa proprio da un membro dell'Immigration and customs enforcement. L'uomo ferito, un immigrato venezuelano senza permesso di soggiorno, è stato portato in ospedale e non sarebbe in pericolo di vita. Stando alle prime ricostruzioni, l'agente avrebbe aperto il fuoco dopo essere stato aggredito "con un manico di scopa e una pala" per aver chiesto all'uomo di fermarsi a un posto di blocco.

La presunta aggressione e lo sparo

 Il Dipartimento di sicurezza nazionale ha ricostruito i fatti fornendo la sua versione. Secondo l'agente dell'Ice coinvolto e alcuni suoi colleghi, un cittadino venezuelano illegalmente residente negli Stati Uniti si era rifiutato di fermarsi a un posto di blocco. Prima aveva tentato di fuggire in auto, schiantandosi contro un veicolo parcheggiato, poi ha tentato di allontanarsi a piedi. Una volta raggiunto, l'uomo ha aggredito l'agente aiutato anche da due persone provenienti da un appartamento vicino, che sarebbero scesi in strada armati di pala e manico di scopa. "Temendo per la propria vita, mentre subiva un'imboscata da parte di tre persone, l'agente ha esploso un colpo". 

Le tensioni subito dopo la sparatoria

 In una città che da giorni è in subbuglio e in cui le proteste incendiano le strade senza soluzione di continuità, la nuova sparatoria rischia di far precipitare la situazione. Stando a quanto riporta la Associated Press, subito dopo la sparatoria un piccolo manipolo di manifestanti avrebbe tentato di avvicinarsi al luogo dei fatti. Immediatamente respinto con un fitto lancio di fumogeni e lacrimogeni, il gruppetto ha risposto facendo esplodere fuochi d'artificio e scagliando pietre. Una situazione ormai comune a Minneapolis, dove da inizio gennaio sono arrivati oltre duemila agenti nell'ambito di una maxi operazione contro l'immigrazione illegale. 

La richiesta dell'amministrazione: "L'Ice lasci Minneapolis"

 La città di Minneapolis è intervenuta subito dopo la sparatoria sui suoi canali social, fornendo le prime informazioni e chiedendo alla popolazione di rimanere calma: "Sappiamo che c'è molta rabbia, ma vi chiediamo di restare pacati". Poi, in un secondo messaggio, l'amministrazione locale ha chiesto "nuovamente all'Ice di lasciare la città e lo Stato. Noi stiamo con le nostre comunità di immigrati e rifugiati, sappiate che avete il nostro supporto". O'Hara ha confermato che l'uomo ferito è in ospedale e non è in pericolo di vita. La sparatoria è avvenuta a circa 7,2 chilometri a nord del luogo in cui è stata uccisa Good. La versione di O'Hara coincide in gran parte con quella del Dipartimento di Sicurezza Nazionale.

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