Maldive, dove sono morti i cinque italiani
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Da mezzogiorno del 14 maggio tutto è cambiato a bordo della safari boat "Duke of York", la barca da cui si sono tuffati Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri, scomparendo nelle acque cristalline dell'atollo di Vaavu alle Maldive. Gli altri venti italiani a bordo, per lo più studenti e ricercatori, sono ancora sotto shock e non riescono a darsi una spiegazione per quello che è accaduto. Affermano comunque che non ci fosse allerta meteo, che la visibilità era buona e che i soccorsi sono stati tempestivi.
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I testimoni dell'escursione scientifica assicurano che a largo delle grotte di Alimathà non c'era alcuna allerta meteo. "Il tempo al momento dell'immersione era bello, il mare non era perturbato e la visibilità ottima", spiega un componente della comitiva.
"L'immersione doveva durare meno di un'ora. Si sono tuffati alle 11 e quando intorno alle 12 non li abbiamo visti riemergere abbiamo iniziato a cercarli con la barca", è il racconto. "Eravamo a poche centinaia di metri da loro - aggiunge uno dei compagni di missione. - Noi pensavamo stessero compensando. Dopo una rapida perlustrazione senza risultati abbiamo immediatamente dato l'allarme all'Unità di crisi della Farnesina per una perlustrazione dall'alto. I soccorsi sono stati tempestivi".
"Non abbiamo idea di cosa possa essere successo in quegli antri - aggiunge - è presto per fare ipotesi". Chi conosceva la professoressa Montefalcone e il capobarca Gianluca Benedetti assicura che erano "molto esperti". "Avevamo già fatto altre spedizioni con lui - racconta un passeggero - lo conoscevamo da tempo".
E gli occhi restano puntati su quello specchio di mare sopra le grotte di Alimathà in cui i cinque italiani si sono immersi senza ritornare a galla: degli anfratti corallini con tunnel e passaggi naturali. "Speriamo che presto vengano individuati anche gli altri quattro corpi - dice chi conosceva personalmente le vittime - Stiamo bene, ma sotto shock".
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Nel gruppo di italiani ci sono ricercatori e studenti partiti per una missione scientifica organizzata, a latere dell'università, dalla professoressa Montefalcone. "Non siamo solo colleghi, ci consideriamo amici", sottolinea uno di loro. "La professoressa era amatissima dai suoi studenti e molto esperta". Nella comitiva, ha reso noto l'università di Genova, c'è anche Stefano Vanin, padovano, professore associato di Zoologia, che si è occupato tra l'altro dei casi Elisa Claps e Giulia Cecchettin. La sua missione alle Maldive era iniziata il 2 maggio e avrebbe dovuto terminare il 17 maggio. Consiste, in particolare, in un campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario.
E tra gli esperti di immersione c'è chi quella grotta la conosce bene. "Scende fino a 65 metri - racconta Roberto Fragasso, sub esperto che da oltre 30 anni vive alle Maldive dove gestisce il 'Sinai Dive Club' - E' un'immersione complessa e in questi giorni il passaggio del monsone con correnti forti, complice anche l'onda lunga, può aver inciso ulteriormente". Per Fragasso, "a quella profondità ogni problema diventa difficilmente gestibile. Basta che uno dei partecipanti abbia avuto un attimo di panico, per trascinare gli altri" dice, spiegando che "imposto il limite categorico dei 30 metri di discesa".
Per rafforzare il team della Farnesina a Malè, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, come si legge in una nota, ha disposto di inviare altro personale nell'isola, pronto ad affiancare i colleghi impegnati nella fase di ricerca dei corpi e per i contatti con le famiglie. L'ambasciatore d'Italia nello Sri Lanka Damiano Francovigh e la Console onoraria a Malè Giorgia Marazzi stanno seguendo con le autorità delle Maldive le operazioni per la ricerca dei corpi dei quattro subacquei rimasti vittime dell'incidente durante una immersione nell'atollo di Vaavu. Uno dei corpi è stato ritrovato dalla guardia costiera.
L'Ambasciatore d'Italia, in raccordo con la Farnesina, è in contatto con le autorità locali per ogni possibile assistenza e con i familiari dei connazionali.
Le autorità delle Maldive hanno confermato che giovedì non appena ricevuta la notizia della scomparsa dei cinque connazionali, hanno immediatamente attivato il protocollo di ricerca, sorvolando la superficie e inviando mezzi della guardia costiera. Un'altra immersione dei sommozzatori della guardia costiera, volta a esplorare i punti di accesso della grotta in cui sarebbero entrati i 5 subacquei, che si divide in tre grandi ambienti collegati da strettoie. L'immersione è arrivata a esplorare due dei tre ambienti.
L'attività, svolgendosi a grandi profondità, non ha permesso di protrarsi oltre ai limiti di permanenza a causa della mancanza di ossigeno sufficiente a effettuare il periodo di decompressione. Il 16 maggio verrà effettuata un'ulteriore immersione per arrivare a esplorare il terzo ambiente della grotta.