Maldive, dove sono morti i cinque italiani
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Media: "Trovato il corpo di Benedetti". La Maldives National Defense Force: "Recupero ad alto rischio, sono nella parte più profonda di una grotta"
Riprenderanno sabato mattina le ricerche e le operazioni di recupero dei quattro italiani deceduti, e ancora dispersi, durante un'immersione a oltre 50 metri di profondità nelle Maldive. "È una grotta che arriva a oltre 60 metri di profondità in un atollo a sud di Malè. La grotta consiste in tre ambiente successivi", ha spiegato a Diario del giorno su Rete4 Damiano Francovigh, ambasciatore d'Italia nello Sri Lanka e competente per le Maldive. "I sommozzatori sono riusciti a raggiungere i primi due, ma non il terzo. Domani cercheranno di immergersi di nuovo, oggi le condizioni atmosferiche erano pessime". Arrivando fino al terzo ambiente della grotta, ha spiegato l'ambasciatore, "dovrebbero verosimilmente vedere i corpi dei nostri connazionali".
"Se la barca era abilitata per quel tipo di immersioni? Era una immersione per subacquei esperti, ma al momento non possiamo approfondire questi dettagli", ha continuato l'ambasciatore a Diario del giorno, rispondendo alla domanda se la spedizione subacquea fosse a scopo scientifico. "Lo sta facendo la polizia maldiviana, interrogando tutte le persone a bordo dell'imbarcazione e raccogliendo i dati dell'attrezzatura subacquea". In quel luogo, infatti, le spedizioni al di sotto dei 30 metri sono severamente vietate eccetto nei casi in cui si tratti di tuffi "scientifici". "Non siamo in grado di dare dettagli con esattezza. La polizia sta effettuando una indagine e, sulla base di quella, tutti i vari aspetti che hanno portato all'incidente saranno chiariti. Per ora noi abbiamo massima attenzione nel coadiuvare le autorità maldiviane".
Le ricerche sono iniziate ufficialmente venerdì, il giorno dopo il tragico incidente: le squadre della Guardia costiera maldiviana hanno raggiunto l'area con imbarcazioni di soccorso e personale specializzato. A bordo, presenti sommozzatori della Guardia costiera e della polizia locale, insieme a un esperto subacqueo italiano che collabora con le autorità nelle fasi più delicate dell'intervento. Intanto, la procura di Roma ha avviato un'indagine. Un testimone, a bordo della Duke of York da cui è partita la spedizione fatale, ha raccontato che l'immersione sarebbe dovuta durare un'ora e che, appena i presenti si sono resi conto che i sommozzatori erano in ritardo nel riemergere, i soccorsi sono stati allertati immediatamente e sono arrivati in maniera tempestiva.
Le condizioni del mare e del tempo restano difficili e potrebbero complicare le operazioni di recupero. Nonostante questo, è prevista una prima immersione esplorativa per individuare i punti di accesso della grotta dove sono morti i cinque cittadini italiani. "Si ritiene che gli altri quattro subacquei si trovino nella stessa grotta in cui è stato recuperato il primo corpo, che si estende fino a una profondità di circa 60 metri". Lo conferma, in un comunicato, la Maldives National Defense Force (Mndf), spiegando che l'operazione in corso per la ricerca e il recupero dei sub italiani è "ad alto rischio" e vede impegnati sommozzatori specializzati, imbarcazioni e supporto aereo. A complicare il quadro, conferma l'autorità maldiviana, proprio le avverse condizioni meteorologiche nella zona, tra cui forti venti e un'allerta gialla.
"Il tempo al momento dell'immersione era bello, il mare non era perturbato e la visibilità ottima", racconta all'Ansa una delle persone a bordo della Safari boat Duke of York da cui si sono tuffati i cinque italiani. "Non abbiamo idea di cosa possa essere successo in quegli antri - aggiunge - è presto per fare ipotesi. Bisogna ancora recuperare quattro corpi. Stiamo bene ma sotto shock".
"L'immersione doveva durare meno di un'ora. Si sono tuffati alle 11 e quando intorno alle 12 non li abbiamo visti riemergere abbiamo iniziato a cercarli con la barca", ha detto all'Ansa una delle persone a bordo dell'imbarcazione. "Eravamo a poche centinaia di metri da loro - aggiunge -, la visibilità era ottima. Noi pensavamo stessero compensando. Dopo una rapida perlustrazione senza risultati abbiamo immediatamente dato l'allarme all'Unità di crisi della Farnesina. I soccorsi sono stati tempestivi".
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I pm di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, sono in attesa della comunicazione da parte del consolato sull'episodio costato la vita a Monica Montefalcone, alla figlia Giorgia Sommacal e a Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. I cinque sono deceduti nel corso di un'immersione a circa 60 metri di profondità. I magistrati, alla luce dell'incartamento che arriverà dalla sede diplomatica, valuteranno la fattispecie per cui procedere ed eventualmente affidare deleghe alle forze dell'ordine.
Il primo corpo recuperato sarebbe quello del padovano Gianluca Benedetti. Lo riferisce una fonte locale a Malè al telefono con l'Ansa, correggendo le prime notizie che avevano indicato l'identificazione della biologa genovese Monica Montefalcone.
Molto scossi gli altri che si trovavano sulla stessa nave da cui è partita la spedizione dei sommozzatori che hanno perso la vita: "Sta bene", dice Stefano Vanin, padovano, professore associato di Zoologia presso l'Università di Genova, ma è psicologicamente provato, fa sapere l'ateneo genovese che è in continuo contatto col professore.
"L’Ambasciata d'Italia a Colombo sta offrendo assistenza agli altri 20 italiani a bordo del Duke of York che hanno partecipato alla spedizione insieme ai cinque connazionali deceduti. L’Ambasciata ha preso contatto con la Mezzaluna Rossa, che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire Primo Soccorso Psicologico per gli italiani ancora a bordo del Duke of York, tra cui non si registrano feriti", si legge in una nota della Farnesina.
"Tuttavia, a causa del maltempo, non è chiaro se potranno raggiungere la barca delle persone in bisogno, che intanto si é spostata in cerca di un approdo sicuro. La barca attende il miglioramento delle condizioni meteo per poter fare rientro a Malé. La sede è anche in contatto con il gruppo Dan, compagnia assicurativa specializzata in copertura dei subacquei. Dan ha in programma di coordinarsi con le autorità locali per dare supporto sia alle operazioni di recupero delle salme, offendo le sue competenze tecniche, sia per il rimpatrio delle stesse", continua la nota. "L’assicurazione si è anche offerta di fornire assistenza nella competenza tecnica specialistica, per una maggiore comprensione della dinamica dell’incidente. L’Ambasciata e la Console Onoraria restano intanto in contatto con i familiari per fornire supporto con le incombenze burocratiche del caso.