sotto sorveglianza

Iran, Khamenei individuato e ucciso grazie a hackeraggio e telecamere della rete urbana

Un'inchiesta del Financial Times ricostruisce il presunto piano di Usa e Israele: la guida suprema iraniana colpita tramite IA, algoritmi avanzati e una fonte della Cia

04 Mar 2026 - 09:59
 © Afp

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Sarebbe stato l'hackeraggio della vasta rete di telecamere del traffico di Teheran, combinato con l'uso dell’intelligenza artificiale e con informazioni provenienti da fonti, a permettere a Stati Uniti e Israele di rintracciare e uccidere l'ayatollah Ali Khamenei. È quanto emerge da una lunga inchiesta pubblicata dal Financial Times, intitolata "Dentro il piano per uccidere Ali Khamenei". Il quotidiano descrive un'operazione di intelligence durata anni, culminata nell'attacco che ha colpito la guida suprema iraniana.

Il ruolo del Mossad e la rete di telecamere

 Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, il Mossad sarebbe riuscito a infiltrarsi nella rete di telecamere utilizzata dalle autorità iraniane per monitorare il traffico cittadino ma anche per sorvegliare i cittadini, identificando manifestanti e oppositori. Paradossalmente, quello stesso sistema di controllo sarebbe stato rivolto contro il regime. Israele avrebbe ottenuto l'accesso alle telecamere anni fa, scoprendo che una in particolare offriva una visuale strategica: mostrava il punto in cui i membri della scorta di Khamenei parcheggiavano le proprie auto. Dall'analisi delle immagini sarebbero stati costruiti dossier dettagliati: indirizzi delle guardie, turni di lavoro, incarichi e rotazioni del personale addetto alla protezione della guida suprema.

L'intelligenza artificiale e l'Unità 8200

 Un funzionario dell'intelligence israeliana ha dichiarato al quotidiano britannico: "Conoscevamo Teheran come conosciamo Gerusalemme, e quando conosci un luogo bene come la strada in cui sei cresciuto, noti anche la minima cosa fuori posto". Per elaborare l'enorme quantità di dati raccolti, Israele avrebbe impiegato strumenti di intelligenza artificiale e algoritmi sviluppati internamente. Gran parte del lavoro, secondo le fonti, sarebbe stata condotta dall'Unità 8200 dell'Idf, reparto d'élite specializzato in cyber-intelligence e intercettazioni. La massiccia operazione avrebbe consentito di tracciare con precisione gli spostamenti della leadership iraniana fino alla riunione di sabato in cui Khamenei è stato colpito.

Il blackout e la fonte americana

 Il giorno dell'attacco, Israele e Stati Uniti avrebbero inoltre interrotto il servizio di telefonia cellulare in Pasteur Street, a Teheran, dove si trovava Khamenei. Chi tentava di contattare le guardie del corpo avrebbe ricevuto un segnale di linea occupata, impedendo un allarme tempestivo. Secondo le stesse fonti, anche la Cia avrebbe avuto un ruolo chiave grazie a una fonte umana che avrebbe fornito informazioni decisive per confermare luogo e tempistica dell'operazione.

Un’operazione senza precedenti

 L'inchiesta del Financial Times delinea così un'operazione sofisticata e multilivello, in cui cyber-intelligence, sorveglianza urbana, intelligenza artificiale e fonti sul campo si sarebbero intrecciate in modo coordinato. Se confermata, si tratterebbe di una delle più complesse operazioni di intelligence degli ultimi anni, capace di trasformare gli strumenti di controllo interno di uno Stato in un'arma contro i suoi vertici.