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ok solo a due procedimenti

Gaza, rapporto dell'Idf su cinque "incidenti operativi": in tre casi su cinque "si assolve" | Indagine sull'uccisione della piccola Hind Rijab

Secondo l'ultimo rapporto dell'esercito, l'uccisione di quattro membri di Medici senza frontiere sarebbe avvenuta "per scopo militare"

19 Ago 2026 - 14:00
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Hanno sparato contro un edificio di Medici senza frontiere a Gaza per "scopo militare", hanno ucciso due membri di un convoglio dell'organizzazione umanitaria "a causa del rimbalzo di proiettili di avvertimento". L'ultimo rapporto dell'Idf su presunti "crimini di guerra" dell'esercito israeliano nella Striscia è una sfilza di auto-assoluzioni che lascia spazio solo a due procedimenti criminali. Uno di questi è quello sul caso, ormai ben noto in tutto il mondo, della piccola Hind Rijab, uccisa insieme ad altri sei membri della sua famiglia e a due medici che stavano accorrendo in loro soccorso. Ma sui casi in cui le truppe israeliane avrebbero commesso un crimine, non è dato ottenere ulteriori dettagli. 

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Il raid sul convoglio della Wck: "Gravi carenze, ma non è condotta criminale"

 Sono incidenti di difficile lettura perché avvenuti in un "contesto operativo eccezionalmente complesso", così l'Idf introduce la dettagliata analisi di cinque "incidenti operativi". Il primo è riferito alla morte di sette dipendenti della World Central Kitchen, uccisi in un raid l'1 aprile 2024. Secondo quanto sarebbe emerso dall'indagine interna dell'esercito, i soldati israeliani avrebbero scambiato "la forza di sicurezza armata" ingaggiata dall'organizzazione per miliziani di Hamas, aprendo il fuoco dopo aver notato che il convoglio di camioncini aveva "deviato dal percorso concordato".

Solo in un secondo momento, si legge nei risultati dell'inchiesta, sarebbero venuti a conoscenza del fatto che la Wck avesse ingaggiato una scorta armata. Per di più, i soldati che avevano aperto il fuoco avrebbero tentato - solo dopo aver sparato - di "contattare i rappresentanti di Wck" per verificare se si trattasse effettivamente di un convoglio dell'organizzazione. Una serie di fatti, interpretati come attenuanti decisive, che cancellerebbero ogni "ragionevole sospetto di condotta criminale, nonostante gravi carenze". 

L'uccisione della famiglia Hamada e dei paramedici: "Aperta indagine penale"

 Il secondo caso analizzato è quello della famiglia Hamada e dei medici che li stavano soccorrendo, uccisi il 29 gennaio a Gaza City mentre stavano tentando di evacuare la zona. La piccola Hind Rajab, che ha ispirato il docu-film The Voice of Hind Rajab presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, era riuscita a sopravvivere insieme alla cugina alla prima sparatoria, chiamando i soccorsi poco prima di perdere la vita. Ma proprio le ambulanze allertate erano successivamente state prese di mira dalle truppe, che avevano ucciso due paramedici con un colpo di artiglieria. In questo caso, l'esercito ha ritenuto opportuno "avviare un'indagine penale" nonostante la famiglia stesse evacuando in direzione opposta a quella indicata. Motivo per cui "non è possibile fornire ulteriori dettagli", nemmeno su cosa distinguerebbe questo "incidente" con gli altri presi in esame.

Spari contro cinque veicoli: "Sospetto di atti criminali"

 Il terzo incidente analizzato era avvenuto il 23 marzo 2025 a Tel al-Sultan, dove nello spazio di un'ora truppe israeliane - appostate per un'imboscata - avevano sparato decine di colpi contro un'autopompa, diverse ambulanze e un veicolo dell'Onu uccidendo quindici persone. Secondo la ricostruzione dell'Idf, per tre volte i soldati avevano "identificato i cinque veicoli come appartenenti ad Hamas", scoprendo solo in un secondo momento di essersi ingannati. Sei delle vittime erano state poi definite membri di Hamas, mentre le truppe avevano dato fuoco ai veicoli. Anche in questo caso, come quello precedente, per l'eserciti ci sarebbe un "ragionevole sospetto di condotta criminale".

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I due attacchi a Medici senza frontiere: "Tragiche fatalità, spari per scopo militare"

 Gli ultimi due episodi si riferiscono alla morte di quattro collaboratori di Medici senza frontiere. Nel primo, avvenuto il 20 febbraio 2024 a Khan Yunis, le truppe israeliane avevano sparato "un singolo colpo di artiglieria" contro un edificio durante un'operazione serale nella città della Striscia, uccidendo due persone. Un colpo esploso perché, stando alla ricostruzione ufficiale, l'edificio "era in una posizione che rappresentava una minaccia" in quanto dalle finestre era possibile osservare il movimento delle truppe. Siccome i soldati erano sul retro del caseggiato, dunque impossibilitati a leggere l'insegna che attribuiva chiaramente l'edificio all'organizzazione, "non sussistono motivi per avviare un'indagine". Anzi il proiettile è stato sparato "per uno scopo militare".

Il secondo, avvenuto quattro mesi prima, concerne l'attacco a un convoglio di Medici senza frontiere avvenuto a Gaza City il 18 novembre 2023, che ha lasciati morti altri due collaboratori. Nonostante il convoglio si fosse mosso "lungo la via di evacuazione concordata", secondo l'Idf sarebbe stato fermato a un posto di blocco che non era stato informato in tempo del loro arrivo. Per non rimanere bloccati lì, i collaboratori di Msf avrebbero ingranato la retromarcia per tornare in città. Lungo il tragitto, muovendosi in direzione contraria a quella prevista, sarebbero stati scambiati da alcuni soldati per una potenziale minaccia. Per due volte avrebbero sparato diversi colpi di avvertimento in aria ed "esiste la possibilità che le tragiche morti dei due passeggeri del convoglio siano state causate dal rimbalzo o dalla scheggiatura di proiettili provenienti dai colpi di avvertimento", si legge nel documento. Al contempo, però, "non è stato accertato che in nessuna fase siano stati sparati colpi diretti contro il convoglio". In ogni caso, non sarebbero emersi elementi che sollevino un "ragionevole sospetto di condotta".

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