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Iran: "È il momento migliore per raggiungere un accordo con gli Usa". Pezeshkian esorta a superare la fase di "né guerra né pace"
"Nel Paese c'è coesione, forza e unità e, per quanto ne so, l'Iran è considerato vittorioso e potente in questa guerra", ha dichiarato il presidente Pezeshkian ai media iraniani, aggiungendo di ritenere che ora sia il momento migliore per un accordo per porre fine al conflitto che va avanti dal 28 febbraio. Gli Houthi intanto hanno dichiarato di aver "attaccato forze saudite nel porto yemenita di al-Makha" mentre i media libanesi segnalano nuovi bombardamenti israeliani nel sud del Paese. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha rifiutato il piano americano su Gaza: "No a ritiro truppe Idf, non ci sarà uno Stato palestinese finché sarò premier".
"I colloqui con l'Oman sono incentrati sulla gestione di Hormuz, sull'introduzione di nuove rotte e siamo alla fase finale, potremmo raggiungere un accordo ma ciò non significa che il traffico nello Stretto sarà aperto, perché prima gli Usa devono accettare le nostre condizioni": lo ha ribadito il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, confermando che allo stato attuale non c'è un dialogo diretto con Washington.
Teheran non è attualmente impegnata in negoziati con Washington, ma le due parti continuano a scambiarsi messaggi attraverso intermediari. Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, precisando lo stato dei contatti tra Iran e Stati uniti. "Al momento non siamo impegnati in negoziati con gli Stati uniti, ma vengono scambiati messaggi attraverso intermediari", ha dichiarato Araghchi, citato dall'emittente iraniana Press TV. Le dichiarazioni del ministro arrivano dopo che ieri il vicepresidente statunitense JD Vance aveva affermato che negli ultimi giorni gli Stati uniti hanno compiuto "alcuni" progressi nei negoziati con l'Iran.
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L'agenzia di stampa iraniana Mehr ha diffuso un video inedito che mostra la Guida Suprema della Repubblica islamica, Mojtaba Khamenei, durante quella che sembra essere una lezione di studi religiosi. Il filmato - pubblicato dopo che nei giorni scorsi i media di opposizione avevano riferito che Khamenei verserebbe in condizioni estremamente critiche - non riporta tuttavia né il luogo né alcuna data. Pertanto, non è possibile accertare quando è stato effettivamente registrato.
Le autorità irachene hanno arrestato nella provincia di Babil una cellula legata a figure iraniane, che si stava preparando a compiere attacchi al di fuori del Paese. Lo ha riferito l'emittente panaraba Al Arabiya citando fonti irachene, secondo cui la cellula comprendeva tre persone appartenenti a milizie di Babil. Il portavoce del governo iracheno, Haider al Aboudi, ha dichiarato che le forze antiterrorismo e l'intelligence irachena hanno smantellato con successo una rete armata che stava pianificando attacchi con droni contro obiettivi designati.
Il gruppo ribelle Houthi, ha rivendicato un attacco con drone che ha colpito nelle scorse ore una raffineria a Jizan, in Arabia Saudita, di proprietà della Saudi Aramco, compagnia petrolifera del Regno. In un comunicato citato dall'emittente Al Masirah, hanno riferito che il "preciso" attacco è stato lanciato "in risposta alla violazione dello spazio aereo dei governatorati di Saada e Hajjah da parte di droni sauditi nemici". Il ministero dell'Energia saudita aveva precedentemente riferito che un incendio scoppiato nella raffineria di Jizan era stato domato. Non sono stati registrati feriti. La raffineria colpita si trova sul Mar Rosso, nell'Arabia Saudita meridionale, vicino al confine con lo Yemen, e lavora 400.000 barili di petrolio greggio al giorno.
"È certo e inevitabile che l'Arabia Saudita sarà costretta a lasciare lo Yemen e a pagare un risarcimento per ogni pietra che ha distrutto nello Yemen, a revocare il suo blocco, a ritirare le sue forze dai porti e dagli aeroporti, a trarre una lezione e a riconoscere i propri limiti". È quanto afferma Mohammed Al-Farh, membro dell'ufficio politico degli Houthi, riportato dall'agenzia iraniana Mehr. "L'Arabia Saudita spreca tempo e fa sfuggire le opportunità, ed è immersa nell'illusione che il mondo interverrà per difendere le sue politiche insensate e le sue illusioni fallite. Alcuni paesi potrebbero accontentarvi con dichiarazioni e condanne, o dichiarare un'alleanza formale con voi".
Il ministero dell'Energia dell'Arabia Saudita, citato dall'agenzia iraniana Mehr, ha confermato che un incendio si è verificato in una delle strutture appartenenti alla raffineria di Aramco a Jizan. Il ministero non ha fornito ulteriori dettagli sull'incendio, ma ha sottolineato che l'incidente non ha causato vittime.
"Nel Paese c'è coesione, forza e unità e, per quanto ne so, l'Iran è considerato vittorioso e potente in questa guerra", ha dichiarato il presidente ai media iraniani, aggiungendo di ritenere che ora sia il momento migliore per un accordo per porre fine al conflitto che va avanti dal 28 febbraio. Pezeshkian ha anche affermato che l'Iran e Washington avrebbero dovuto istituire un canale per affrontare le violazioni del cessate il fuoco. "In ogni caso, le violazioni si verificano in ogni memorandum d'intesa. In linea di principio, si sarebbe dovuto formare un gruppo di lavoro per affrontare le violazioni già allora, piuttosto che per combattere", ha affermato. "Dobbiamo valutare ora come risolverle, se una soluzione è possibile, e su questo si sta lavorando nei negoziati con l'Oman. Con l'aiuto di Dio, raggiungeremo un punto in cui potremo uscire da questa fase di 'né guerra né pace'", ha aggiunto.
Un drone israeliano che sorvolava lo spazio aereo delle alture di Ali Taher, ad Al-Dabsha, diretto verso Doha Kfar Remman, un centro abitato del Libano meridionale vicino a Nabatieh, ha subito un guasto tecnico ed è precipitato vicino all'abitazione di una famiglia. Due persone, una donna e suo figlio, sono rimaste leggermente ferite. Lo riferisce il corrispondente dell'agenzia di stampa libanese Nna.
"Finché l'America non correggerà il suo comportamento, lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto. Il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale non si tirerà mai indietro; né in guerra né nei negoziati". Lo ha detto il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran Mohammad Baqer Zolqadr, in una dichiarazione diffusa dai media nazionali e sui social. "Correzione del comportamento - spiega l'alto funzionario di Teheran - significa: L'Iran non deve mai essere minacciato con alcun linguaggio e non si deve insultare ciò che è sacro per questa nazione. Porre fine per sempre alla guerra e all'aggressione contro l'Iran e i suoi alleati in Libano, Palestina, Yemen e Iraq. Rimuovere il blocco navale strategico e ritirare le proprie forze militari (marittime e aeree) dai dintorni dell'Iran. Risarcire e ridurre i danni delle due guerre di aggressione e imposte contro l'Iran.