Antonio Marras, i best look della collezione primavera estate 2027
© Catwalk Pictures | Antonio Marras collezione primavera estate 2027
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Milano Fashion Week, Antonio Marras primavera estate 2027: l'arrivo di Adrien Brody e un momento della sfilata show © Ufficio stampa/Afp
Ogni sfilata di Antonio Marras svela un racconto, è un viaggio nel tempo, una partitura teatrale, un atto d'amore per le proprie radici. Lo stilista di Alghero ha scelto questa volta una campetto da basket in un piccolo parco cittadino per presentare durante la Milano Fashion Week la sua collezione primavera estate 2027. Uno show concepito come una festa aperta a tutti, un momento di condivisione con l'intero quartiere dove ha sede il suo atelier, NonostanteMarras in via Cola Di Rienzo. In prima fila anche un ospite d'eccezionea: l'attore premio Oscar Adrien Brody. >> VIDEO - Qui il suo arrivo a sorpresa
La passerella è stata allestita nei giardini Vincenzo Muccioli, dove sul playground del campetto da basket ricoperto di tappeti persiani è stata allestita una grande tavola - tra decine di tovaglie da corredo "cucite insieme una all'altra perché nessuna, da sola, sarebbe bastata" e grandi composizioni di fiori e frutta -, a cui a fine sfilata modelle e modelli si sono accomodati, ciascuno portando con sé la propria sedia, come invitati a un pranzo nuziale. La nota della maison racconta infatti di un matrimonio sardo che ha i tratti del mito: quello tra Antiogu e Ippolita, protagonisti di una storia d'amore e della festa per il loro "sì" che ha accolto tutto il paese, celebrata a mezzogiorno, ad Alghero.
© Catwalk Pictures | Antonio Marras collezione primavera estate 2027
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Una bellezza che non cerca la perfezione. È una collezione che racconta il giorno dopo la notte, quando gli abiti della festa sono ancora addosso. È fatta di memoria e materia, di stratificazioni, incontri e contrasti. Di pizzi e tessuti preziosi, di ricordi cuciti a mano e superfici scultoree. Di qualcosa che appartiene al quotidiano e che, attraversando il mondo di Marras, si trasforma in couture. La luce del mezzogiorno si traduce in una palette che parte da miele, crema, sabbia e nude, accesi da bagliori dorati e toni pietra. Il rosa cipria e il celeste polvere sfumano nell’écru, nel verde militare e nel fango, fino al nero assoluto. Sono i colori della terra, della luce, della notte che lentamente lascia spazio al giorno. Sulle superfici compaiono righe, quadri e un camouflage rivisitato, accanto a fiori pittorici che sembrano essere stati lasciati sugli abiti dal passaggio di una mano, come una traccia, una memoria, una macchia di colore. Intarsi, ricami, plissé aerodinamici, incrostazioni di cristalli e patch tattili attraversano abiti, borse e calzature, creando una continuità tra il corpo e ciò che lo circonda. La leggerezza della seta, dello chiffon, dell’organza, del tulle, dei pizzi macramè e chantilly e del raso incontra la struttura del fresco lana, del popeline, della pelle, dei broccati, dei jacquard e delle paillettes. Trasparenze e fluidità convivono con costruzioni più rigorose. La maglieria avvolge il corpo, il denim conserva una dimensione quotidiana e terrena, mentre il parka destrutturato si trasforma in un capo couture, perdendo la propria origine funzionale senza perderne la memoria.
© Afp
Antonio Marras collezione primavera estate 2027: uno dei look con i gioielli realizzati da Giovanni Raspini, pezzi unici creati dal designer per la sfilata
Ornamenti, talismani, frammenti di memoria. A disegnare e realizzare i gioielli per la sfilata di Antonio Marras - tutti pezzi unici - è Giovanni Raspini. Un dialogo tra due realtà creative accomunate dal rapporto con la tradizione artigianale, il territorio, la natura, la memoria e la materia. Per questa collezione, il designer toscano ha interpretato il mondo dello stilista attraverso preziosi pensati per accompagnare i look della nuova collezione e diventare parte integrante del racconto. Il bronzo brunito, lavorato attraverso la micro-fusione a cera persa, incontra pietre dure, minerali, piume, scaglie di madreperla, cartapesta, resine, tessuti e pizzi. Maschere della tradizione sarda, fiori, gechi, bucrani, alghe e altre figure della natura e del patrimonio mitologico dell’isola vengono trasformati in forme scultoree e indossabili.