le anomalie

Fisco, le dichiarazioni che sorprendono: i gioiellieri sotto i prof, ristoratori meno degli impiegati delle Poste

Chi gestisce alberghi dichiara in media 34mila euro, mentre i titolari delle discoteche superano di poco gli 11mila

25 Set 2026 - 08:46
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 © Istockphoto

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Quanto dichiarano davvero al Fisco le diverse professioni? Mettendo a confronto i redditi delle varie categorie emergono risultati sorprendenti. Come evidenzia La Repubblica analizzando i dati di Itinerari Previdenziali, in diversi casi chi possiede o gestisce un'attività dichiara meno di alcune categorie di lavoratori dipendenti. Succede, per esempio, con i gioiellieri, il cui reddito dichiarato risulta inferiore a quello degli insegnanti. Lo stesso vale per il settore dei ristoratori rispetto agli sportellisti delle Poste e per i gestori dei bar contro gli autisti del trasporto pubblico. 

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Dagli hotel alle discoteche

 Alcuni divari sono particolarmente stupefacenti. Chi gestisce un albergo dichiara mediamente 34mila euro l'anno, una cifra che lo posiziona sotto un dipendente comunale della prima fascia. Dai dati analizzati emerge anche che il reddito dichiarato da un commerciante è inferiore a quello di un insegnante. Differenze significative si trovano persino tra le libere professioni. I dentisti si piazzano sotto i commercialisti: a separare i due mestieri ci sono quasi 20mila euro. La forbice però è decisamente più marcata. In cima alla piramide si trovano i calciatori con un reddito dichiarato medio di circa 250mila euro annui. Alla base invece ci sono sorprendentemente i gestori delle discoteche con una cifra che si colloca poco sopra gli 11mila euro: meno di quanto viene dichiarato dai lavoratori del settore agricolo. 

© Sito ufficiale

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Il test degli Isa

 Un secondo livello di analisi riguarda gli indici sintetici di affidabilità fiscale (Isa). Il sistema assegna un valore compreso tra 1 e 10 (da 1 a 5 ci sono anomali, sopra l'8 c'è coerenza e trasparenza gestionale) e il raggiungimento di quota 8 permette di accedere a specifici vantaggi. Più della metà dei contribuenti interessati dagli Isa non raggiunge quella soglia. Questo non significa che tutti abbiano evaso o omesso di dichiarare ricavi. Analizzando le attività con ricavi entro i 30mila euro, gli psicologi presentano una delle maggiori incidenze di contribuenti sotto quota 8. Sopra i 30mila euro invece compaiono ristoranti, lavanderie e negozi che vendono giochi e abbigliamento sportivo. Gli stabilimenti balneari sono presenti in entrambe le fasce: il problema dell'affidabilità emerge tanto sotto quanto sopra la soglia dei 30mila euro. 

Il peso dell'Irpef

 Secondo l'analisi di Itinerari Previdenziali, nel 2024 sono stati prodotti 1.076 miliardi di euro di redditi, rispetto ai 1,028 miliardi del 2023. Le dichiarazioni presentate sono state quasi 42,84 milioni ma i contribuenti che hanno versato almeno un euro di Irpef sono stati circa 34,1 milioni. Il divario tra le fasce di reddito è notevole. Poco meno di 8 milioni di contribuenti, pari al 18,78% del totale, dichiarano almeno 35mila euro lordi annui. Da questo gruppo arriva da solo circa il 65% dell'Irpef complessivamente versata. Circa il 70% dei dichiaranti, al contrario, resta entro i 29mila euro lordi annui e contribuisce per il 21,33% al gettito Irpef. Ancora più ristretto è il gruppo al vertice: 58.700 persone dichiarano almeno 300mila euro lordi l'anno, appena lo 0,1% della popolazione, e sostengono il 6,49% dell'intera Irpef. 

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