Crescere i figli in Italia è sempre più caro: 212mila euro fino ai 18 anni, +4% rispetto al 2025
Secondo la ricerca di Moneyfarm, il conto più salato arriva tra i 15 e i 18 anni: quasi 50mila euro a ragazzo, spinti da scuola, tecnologia, sport e nuove esigenze personali
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Mettere al mondo un figlio non è più soltanto una scelta di cuore, ma è anche una decisione influenzata dalla sua situazione economica della famiglia. Fattore, quest'ultimo, che contribuisce a pesare sul progressivo calo delle nascite in Italia. Secondo un'indagine di Moneyfarm, crescere un figlio dalla nascita fino al compimento della maggiore età comporta oggi una spesa tra i 112 mila e i 212 mila euro, con una media di circa 152 mila euro (oltre 9 mila euro l'anno). Rispetto al 2025, il costo medio è cresciuto del 4%, mentre l'aumento sale al 16% se il confronto viene effettuato con il 2022. A pesare e a sommarsi sul bilancio familiare ci sono anche le spese che precedono la nascita: tra visite, corso preparto e corredino, occorrono in media altri 4.100 euro.
I costi crescono in base alla fascia d'età
Crescere un figlio comporta spese che aumentano con l'età e raggiungono il picco durante l'adolescenza. Nei primi tre anni di vita il costo medio è di circa 19.500 euro, principalmente per prodotti per la prima infanzia, nido, babysitter e acquisti essenziali. Con l'ingresso nella scuola dell'infanzia la spesa sale a 20.800 euro, per poi arrivare a 24.900 euro tra i 6 e gli 8 anni, quando incidono maggiormente mensa, trasporti e attività extrascolastiche. Dopo una lieve flessione, i costi tornano a crescere nella fascia 12-14 anni, fino a raggiungere il massimo tra i 15 e i 18 anni: 49.700 euro totali (+5,0%), pari a oltre 12.400 euro all'anno, per effetto soprattutto di alimentazione, istruzione, tecnologia, sport, corsi di lingua, paghetta e delle nuove esigenze legate alla maggiore autonomia.
Le variazioni più marcate riguardano servizi in abbonamento, istruzione e tecnologia, con incrementi nettamente superiori alla media. In testa alla classifica dei rincari si trovano i servizi in abbonamento, con una spesa totale di 5.814 euro e una variazione del +32,3%. Al secondo posto la tecnologia (tablet, smartphone, computer/laptop e console), con 3.095 euro di spesa totale e un incremento del +25,5%.
L'impatto sui redditi delle famiglie
Il peso di un figlio sul bilancio familiare è tutt'altro che trascurabile. Secondo i dati considerati nello studio, il costo medio annuo di mantenimento, pari a circa 9.000 euro, assorbe il 18% del reddito netto di una coppia con figli e sale al 27% per una famiglia monogenitoriale. In una famiglia con due genitori che contribuiscono in misura equivalente al reddito domestico, ciò significa che quasi un quinto dello stipendio di ciascuno viene destinato al mantenimento del primo figlio. Una pressione ancora più marcata per chi cresce un bambino da solo, dove oltre un quarto del reddito è assorbito da questa voce di spesa. Va però ricordato che questi dati si riferiscono a famiglie che hanno già figli e non tengono conto di chi rinuncia o rimanda la genitorialità per ragioni economiche.
Il secondo figlio non costa quanto il primo, ma quasi
Le famiglie con più figli possono risparmiare riutilizzando alcuni beni, come passeggini, lettini e vestiti. Tuttavia, molte spese, tra cui alimentazione, scuola e sanità, restano da sostenere per ciascun figlio. Per questo il secondogenito comporta un costo aggiuntivo pari al 70-80% di quello del primo, incidendo in modo significativo sul bilancio familiare.
