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10.3.2011

Mercati e dollari, due gli scenari possibili

Sul futuro pesa l'incognita inflazione

foto Dal Web
11:04 - A cura del blog "Mercati e Futuro"

I mercati delle materie prime hanno ricominciato a muoversi a senso unico, come se la sola direzione possibile per i prezzi fosse il rialzo e la stessa cosa sembra stia di nuovo avvenendo, sul mercato valutario, alle monete diverse dal dollaro americano. Il petrolio fa da catalizzatore, spingendosi verso valori che non si vedevano dai tempi precedenti la crisi finanziaria, con l’unica differenza che, questa volta, sono paura ed incertezza a guidare gli operatori e non l’euforia, come avveniva nella prima parte del 2008.
 Due ipotesi, a questo punto, possono essere formulate, con riferimento al futuro andamento del mercato, in senso positivo e negativo. La prima segue l’opinione comune e largamente condivisa che vede, di nuovo, nello sviluppo dei paesi emergenti (in particolare cinese) e nella svalutazione del dollaro rispettivamente il presupposto ed il principale catalizzatore dei movimenti futuri del mercato; la seconda, al contrario, predilige la cautela, invitando a non perdere i contatti con la realtà dei fatti e con i rischi del corrente scenario economico e finanziario internazionale, cui da poco si è aggiunto anche il fattore politico, con le tensioni in Medio Oriente ed Africa settentrionale. 

Due tra questi rischi, da tempo evidenti, ma regolarmente sottovalutati, negli ultimi due trimestri, sono le prospettive della congiuntura cinese e dei paesi emergenti, alla luce di una pericolosa tendenza dell’inflazione, ormai a due cifre e le possibili evoluzioni della crisi del debito in zona euro. A ciò si aggiunga che il diffondersi dell’inflazione in Cina e in altri paesi emergenti, potrebbe presto tradursi in altrettanti rischi inflazionistici per Europa e Stati Uniti, che importano ormai tutto dall’estero.
Si può aggiungere che il recente andamento di un mercato leader, nell’ambito del comparto delle materie prime, come quello petrolifero, sembra guidato dalla percezione della possibilità di facili guadagni, ma trascurare completamente il fatto che le scorte petrolifere, le riserve strategiche, sono ai massimi livelli e le prospettive dei consumi appaiono poco rosee, viste le quotazioni estreme.

La variabile dollaro, dal canto suo, appare un’altra volta, come è regolarmente avvenuto nell’ultimo decennio, una scommessa a senso unico, in direzione del ribasso della moneta statunitense. Anche in questo caso i mercati sembrano essere diventati troppo sicuri che questa sia l’unica prospettiva possibile. 

Un invito alla cautela è d’obbligo, a mantenere aperte le porte a tutte possibilità, soprattutto se appaiono poco verosimili. Ad esempio quella di un euro che si ferma in zona 1,4060 ed il petrolio che, raggiunta l’area dei 107,00-108,00 dollari (WTI) comincia una significativa correzione.

"Mercati e Futuro" è il nuovo blog destinato principalmente ai responsabili dell'approvvigionamento di materie prime.
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