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Lʼimportanza di avere un hobby

Crea uno spazio tutto tuo da dedicare a ciò che ami. Sperimentare nel tempo libero seguendo una passione aiuta a mantenere giovane il cervello

L'importanza di avere un hobby

Che sia il giardinaggio, la fotografia o il cucito, dedicare tempo a ciò che amiamo non è un fatto per nulla scontato. Anzi, in una società come la nostra, che tiene saldamente in pugno il tempo, costantemente allacciato a un polso, riuscire a ritagliare uno spazio per se stessi diventa un atto di resistenza. Basti pensare che i benefici di un hobby come fare l'orto sono considerati alla stregua di una vera e propria terapia, del corpo e dello spirito. Sì, perché la psicologia conferma: investire sulle attività che solleticano la nostra curiosità migliora l'umore e combatte gli anni che passano grazie all'entusiasmo di vivere ogni giorno una nuova possibilità.

FERMATI – Fare pause permette alla mente di staccare, creando uno stop rispetto alle emozioni connesse a una situazione problematica. Ti è mai capitato di avere una buona idea subito dopo esserti fermato per un attimo? Prendere una boccata d'aria, stiracchiarsi o fare una passeggiata possono essere la soluzione giusta in certi casi, senza contare l'effetto terapeutico di trovarsi a contatto con la natura. Secondo gli studi effettuati da un team di ricerca giapponese, camminare nelle foreste aiuta a migliorare i problemi di stress: la traduzione del termine Shinrin-yoku suona all'incirca "bagno nella foresta", una vera e propria immersione nel verde.

CONDIVIDI – Sono ormai numerose le iniziative legate al territorio e alla gestione degli orti, da condividere insieme a un gruppetto di amici. Spesso possono passare intere settimane prima di riuscire a organizzare un incontro o una cena: gli impegni, i figli, il lavoro, la sostanziale e cronica mancanza di tempo che affligge tutti. Ecco perché progetti come gli orti, che hanno bisogno di cure costanti, attivano l'impegno e migliorano le relazioni sociali.

SORRIDI – L'entusiasmo costituisce una componente fondamentale in un hobby perché è il fuocherello che mantiene viva la passione, senza il quale tutto diventa grigio e apatico senso del dovere. Chiediti che cosa ti rende felice e, per quanto possibile, fallo. Scoprirai che nella maggior parte dei casi non si tratta di desideri impossibili, ma di allegre banalità, piccole cose che fanno sorridere di cuore anche grazie alla loro leggerezza.

COME UNA PIUMA – Un attività piacevole innesca una reazione nel cervello: questo corrisponde a livello biochimico a un calo di cortisolo, direttamente implicato nei problemi di stress, e parallelamente a un picco di endorfine. Dedicarsi a qualcosa che piace solo per il gusto di farlo interrompe la catena della routine, incentiva la creatività, aumenta la capacità di godere della vita attraverso il suo lato ludico.

SENZA OBIETTIVI – Negli ultimi mesi si è imposta all'attenzione l'offerta, sempre più grande, di album da colorare dedicati al mondo adulto. Un vero e proprio trend. Focalizzarsi su una singola azione, a livello neuronale, comporta una sorta di stato d'assenza in cui ci si svuota lasciando andare ogni pensiero. Per una volta non serve essere bravi: non c'è un obiettivo, né un risultato da raggiungere. Ottenere questa condizione, qualsiasi sia l'attività scelta, è incredibilmente liberante.

ALL'ARIA APERTA – Quand'è l'ultima volta che ti sei sentito libero? Costretto a una vita sedentaria che non gli sarebbe propria, il corpo nella nostra società si muove poco, pochissimo, e in moltissimi casi, forse la maggior parte, non può godere dei benefici degli spazi vasti. A causa di un corpo limitato nella sua libertà d'azione, costretto a percorsi sempre più piccoli e movimenti ripetitivi, aumentano le malattie croniche, oggi prima causa di morte nel mondo. Ritroviamo il piacere di fare sport, non per senso del dovere, ma per sentire un corpo allenato e forte, pieno di energia.

LA CURIOSITÀ DEL VIAGGIATORE – Wanderlust, il gene legato al recettore della dopamina D4, è stato oggetto di una ricerca scientifica apparsa sulla rivista Evolution and Human Behaviour, condotta in anni diversi. La presenza del gene appare con più frequenza in soggetti appartenenti a popoli nomadi che secoli fa si sono mossi per grandi distanze ed è presente solo nel 20% della popolazione mondiale, soprattutto fra chi mostra una propensione più elevata ad assumersi i rischi, esplorare situazioni e luoghi nuovi, affrontare l'ignoto come una sfida. L'allenamento all'entusiasmo e alla curiosità è un training quotidiano, ricordiamocelo: il campanello che suona ogni volta che non ci accontentiamo e sveglia la mente, stimolando la ricerca della prossima avventura.

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