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Ossessione per la pulizia: che cosa nasconde una casa troppo in ordine

Può diventare una malattia chiamata rupofobia, ed è l’orrore per ciò che è sporco

Istockphoto

Un cuscino fuori posto, una tazzina abbandonata nel lavello di cucina dopo aver preso un caffè, un paio di scarpe lasciate in bagno fuori dalla scarpiera: un conto è amare l’ordine e la pulizia, ma ben diverso è esserne ossessionati al punto da non tollerare qualunque piccola mancanza. L’ansia di avere una casa sempre perfetta e scintillante di pulito può trasformarsi in una vera e propria mania che impone alla padrona di casa un lavoro continuo da “casalinga disperata”, ma che può anche minare la serenità del resto della famiglia, costretto a collaborare a questo perfetto standard.

Vivere così non rende felici ed è causa di tensioni e di baruffe frequenti. Ma c’è un perché.

RUPOFOBIA: CHE COS’È –

In termini scientifici, la paura e l’orrore per tutto ciò che è sporco si chiama

rupofobia

(dal greco rùpos, sporcizia, e phóbos, cioè paura). Chi ne è affetto, è spinto a lavarsi continuamente le mani e a cercare intorno a sé l’igiene e la pulizia in modo ossessivo, o comunque più intensamente del consueto. Sono colpiti da questo problema in particolare i

soggetti ansiosi

e chi si sforza di

mantenere tutto sotto il proprio controllo

. Anche senza arrivare ai limiti del disturbo ossessivo-compulsivo, è legittimo porsi qualche domanda se, ad esempio, la nostra smania di ordine ci porta a rilavare un pavimento già pulito solo perché qualcuno è entrato in casa senza togliersi le scarpe nell’ingresso, o se ci troviamo a piegare di nuovo i vestiti che il marito ha riposto nell’armadio, o se ci precipitiamo a riordinare dieci volte al giorno  i giochi dei bambini non appena questi lasciano la loro cameretta. Avere una casa pulita e in ordine è un conto: altra faccenda e non riuscire a prendere sonno e sentirsi in ansia se non abbiamo rigovernato tutto alla perfezione, e rinunciare a qualcosa di piacevole per fare altre pulizie. 


 


IL BISOGNI DI CONTROLLO

– Vivere in un ambiente ben organizzato e garantire l’igiene della casa è importante: esistono molti studi che sottolineano quanto il declattering sia fondamentale per la chiarezza interiore e per l’equilibrio mentale. Quando però il bisogno di avere una casa scintillante e quando un po’ di disordine arriva a causare malumore e agitazione per molte ore della giornata e, magari, è causa di

litigi domestici

a non finire, occorre fare qualcosa. Il bisogno di un ordine perfetto in casa spesso è un modo per conservare il controllo sulle nostre emozioni interiori e per impedire loro di emergere e manifestarsi:

pulire e rassettare

si trasforma in una sorta di

rituale

che ci aiuta a tenere a bada le

ansie profonde

che non vogliamo neppure ammettere con noi stessi. Per questo, quando qualcosa è fuori posto o non perfettamente pulito, ci sentiamo in ansia finché non abbiamo ripristinato l’equilibrio. Tutto questo, naturalmente, ha un suo prezzo: siamo schiavi della casa, buona parte del nostro tempo è assorbito dalle faccende domestiche e, se non otteniamo collaborazione dalla famiglia, i litigi non si contano.


 


LE CONTROMISURE

– Naturalmente, ogni situazione è un caso a sé: non si deve transigere se viviamo con un compagno che soffre di disordine genetico e dobbiamo educare (o almeno provarci) due adolescenti portati a trasformare la loro stanza in una tana da accumulatori seriali. In questi casi occorre

imporsi con determinazione:

almeno la sera, tutti gli ambienti devono essere riordinati e lo stesso vale per le parti comuni della casa, dalle quali ciascuno è tenuto a rimuovere i propri oggetti personali (come le scarpe sul tappeto davanti al divano del salotto). Se non abbiamo avuto molto successo e il disordine ci fa soffrire, occupiamoci personalmente della pulizia delle parti più “sensibili”: come bagno, cucina e la nostra camera da letto, in modo da avere una parte della casa sotto il nostro diretto controllo e uno spazio “a misura nostra” nel quale rifugiarci. Allentiamo invece un po’ la presa sul resto: eviteremo a noi stessi e al resto della famiglia tensioni eccessive e un clima familiare troppo stressante. 


 


CONTROLLARE L’ANSIA

- Gli stati ansiosi che sono a causa di questa smania di ordine e pulizia devono e possono essere controllati con rimedi diversi rispetto a scope e strofinacci. Cercare di individuare le

cause profonde

del nostro malessere è un cammino che può essere lungo e difficile, tanto da richiedere l’intervento di uno specialista, e da riservare ai casi più gravi. Quello che possiamo fare da noi è fermarci a riflettere sul perché siamo assaliti da questa

ansia di perfezione domestica

. Dichiarare di essere persone precise e ordinate, desiderose di ambienti domestici ben organizzati e igienizzati non ci porta a nulla: chiediamoci piuttosto se tutto questo

vale tanta fatica da parte nostra

e, magari, scontri continui e logoranti con i nostri familiari. Per arrivare a una mediazione con loro, proviamo ad

allentare un po’ la morsa:

ad esempio, accettiamo l’idea di lasciare la cucina in disordine finché gli amici venuti a cena non se ne sono andati, invece di privarci della loro compagnia per rassettare tutto subito dopo aver servito il caffè. E permettiamo ai figli di giocare in libertà per tutta la giornata prima di esigere un aiuto per rimettere tutto a posto prima di cena. Dato che viviamo una volta sola, non è il caso di passare tutto il tempo libero a fare le pulizie. 
 


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