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Come gestire i conflitti tra fratelli

Litigare in famiglia non è sempre negativo, lʼimportante è sapere condurre questi scontri nel modo più corretto

Come gestire i conflitti tra fratelli

Urla che assordano, porte che sbattono e, spesso, mani che si alzano. Le liti tra fratelli possono raggiungere apici di tensione e frequenza davvero difficili da sopportare. E la prima domanda che si pongono i genitori è se sia giusto o meno intervenire. In effetti, gli esperti consigliano di lasciare che siano i figli a gestire il conflitto in modo il più possibile autonomo. Sempre facendo attenzione ai mezzi del discutere: quando interviene la violenza fisica e volano parole grosse, è il caso di stabilire alcune regole base per litigare.

Non intervenire sempre - Si tratta del comportamento più naturale che esista: quando i fratelli litigano, mamma e papà tendono a intervenire subito per sedare la discussione. Ma, in questo modo, i genitori spesso rischiano di fare più danni che altro. Prima di tutto, perché non si riesce mai a essere davvero super partes con i figli e poi perché, così facendo, i bambini e i ragazzi non apprendono a gestire le divergenze di opinione autonomamente.

Non prendere posizioni - Un altro atteggiamento molto frequente riscontrato nei genitori davanti a una lite, è quello di prendere inevitabilmente posizione a favore di un figlio. Ciò accade perché magari il più piccolo tra i litiganti ispira maggiore tenerezza o rischia di farsi male durante la discussione. Parteggiare, però, non è mai la soluzione ideale e rischia di incrinare non poco i rapporti e gli equilibri familiari.

Evitare i confronti tra fratelli - Spesso, sono gli stessi genitori a creare i presupposti ideali per un conflitto cronico e continuo tra fratelli, per esempio attraverso un costante confronto. Anche se a fin di bene, paragonare i figli tra loro non è la scelta educativa migliore. Infatti, qualsiasi sia il criterio di paragone (carattere, autonomia, profitto scolastico, successi sportivi) il fatto di giudicare un figlio in rapporto all'altro mina autostima e senso di identità. Molto meglio tenersi gli inevitabili confronti tra i figli tutti per sé.

Vademecum per litigare -
Non intervenire eccessivamente nel litigio tra fratelli è la via giusta da seguire, ma con i dovuti limiti. Se a irrompere nella lite è la violenza, verbale o addirittura fisica, è il caso che i genitori stabiliscano paletti oltre i quali sia vietato spingersi. E, qualora si verificasse quest'evenienza, a essere punti sarebbero entrambi i litiganti. I paletti sono gli insulti, le umiliazioni psicologiche e, ovviamente, le violenze di tipo fisico.

Dare il buon esempio - Non si può, però, pretendere che i figli non si azzuffino incivilmente se gli stessi genitori tendono a litigare sopra le righe. Quindi, i primi a dover dare il buon esempio sono proprio mamma e papà. Capita a tutte le coppie di litigare ma è fondamentale imparare a farlo con i limiti imposti dal buonsenso e dal ruolo genitoriale.

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