Fa bene, fa male

Sette abitudini trendy considerate “sane” e che in realtà non lo sono

Dal Fibermaxxing ai detox, nel 2025 sono state proposte con insistenza sui social, ma sono bufale e persino dannose per la salute

15 Gen 2026 - 06:00
 © Istockphoto

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Non tutte le “sane abitudini” proposte sulle piattaforme social sono utili per la salute: anzi, alcune sono delle vere e proprie bufale che rischiano di arrecare danno al benessere delle persone. Del resto, tra medici (più o meno competenti), persone comuni che condividono la loro esperienza e annunci di marketing è davvero difficile orientarsi e individuare quali sono le abitudini davvero sane su cui concentrare l’attenzione e a cui dedicare qualche sforzo. Ad esempio, ricordando alcune pratiche, indicate come benefiche e addirittura proposte tra i buoni propositi per l’anno nuovo all’inizio del 2025, eccone alcuni che dovremmo proprio dimenticare.

MANGIARE SOLO QUANDO SI HA FAME – I dietologi e i nutrizionisti ci ammoniscono: lo stimolo della fame è legato a molti fattori, tra cui l’umore, l’ansia, e anche certi farmaci. È vero che fame e sazietà sono il modo in cui l’organismo si autoregola e ci segnala i suoi bisogni: tuttavia, se questi sono il solo criterio in base al quale ci accostiamo al cibo, potemmo trovarci a mangiare troppo o, al contrario, a non alimentarci a sufficienza. Ad esempio, la consuetudine sbagliata di saltare la colazione del mattino o addirittura il pranzo di mezzogiorno può portare a pasti serali troppa abbondanti o addirittura causare squilibri in cui le necessità nutrizionali non vengono soddisfatte. Il consiglio è, anche se ci pare di non aver fame, di attenersi allo schema di tre pasti al giorno più due piccoli spuntini, consumando quantità moderate di tutti gli alimenti e privilegiando frutta e verdura, regolando, naturalmente, le quantità per non mangiare troppo.

CONVINCERSI CHE IL “GIORNO LIBERO” NON DEVE ESISTERE – Il cosiddetto “giorno libero” nella dieta è quello in cui si ha facoltà di scegliere i cibi preferiti e la sua importanza è stata riconosciuta da dietologi e nutrizionisti. Il concetto di “giorno libero” però è più ampio e comprende ad esempio l’allenamento: anche chi fa sport per professione deve concedersi una pausa in cui la muscolatura ha il tempo di rigenerarsi. Spingersi oltre i propri limiti può anche portare a infortuni che richiederanno un intervallo di riposo forzato molto più lungo.

FARE IL PIENO DI PROTEINE A OGNI COSTO - Le proteine sono un macronutriente di estrema importanza, indispensabile per sostenere e creare massa muscolare, riparare i tessuti, stimolare il sistema immunitario, trasformare il cibo in energia e molto altro. Ma ancora una volta, il troppo stroppia e l'ossessione non crea salute. Una nutrizione sana richiede un equilibrio tra proteine e altri nutrienti come carboidrati, grassi e fibre: assumerne troppe può creare danni anche gravi alla salute, tra cui problemi digestivi, sovraccarico renale ed epatico, disidratazione. Per questo le diete iperproteiche sono da evitare, così come occorre valutare attentamente, sotto la supervisione di uno specialista, i casi in cui occorre effettivamente l'assunzione di integratori per un surplus proteico.

ELIMINARE LE TOSSINE E RESETTARE IL METABOLISMO - Quando sentiamo parlare di "eliminare le tossine" o "resettare il metabolismo" occorre tener presente che l'organismo ha tutti gli strumenti necessari per eliminare le scorie e per riequilibrarsi senza la necessità di fare nulla se non seguire abitudini sane. Per ottenere questi risultati, magari nei periodi che seguono maratone alimentari come quelle delle feste di fine anno, è sufficiente rimanere ben idratati, riprende a fare attività fisica, dormire un numero adeguato di ore e mangiare con moderazione, assumendo tutti i nutrienti necessari.

FIBERMAXXING - Questa tendenza, arrivata dagli Stati Uniti, prescrive l’assunzione di grandi quantità di fibre a ogni pasto. Lo scopo è aumentare il senso di sazietà e migliorare la regolarità intestinale, ma l'esagerazione anche in questo caso può portare a conseguenze negative. Innanzi tutto, il fibermaxxing si è trasformato in una regola rigida e in alcuni casi persino in una competizione: il risultato è stato in molti casi il presentarsi di una serie di sgradevoli disturbi, tra cui gonfiore addominale, disturbi intestinali, perfino un acuirsi della stitichezza. Non a caso la tendenza arrivai dagli Stati Uniti, Paese in cui non si consumano frutta e verdura fresche: se seguiamo la sana alimentazione mediterranea, che privilegia il consumo di vegetali, avremo tutte le fibre di cui l'organismo ha bisogno.

MONITORARE CONTINUAMENTE LA FORMA FISICA - I dispositivi indossabili, come braccialetti e smart-watch, ci tengono costantemente informati sulla nostra attività fisica e su alcuni parametri di salute come battito cardiaco, frequenza respiratoria, calorie bruciate, passi percorsi e molto altro. Finché tutto questo resta un gioco o, al più, una spinta motivazionale a mantenersi in esercizio, non c'è nessun problema, anzi può rivelarsi un utile strumento per vincere la pigrizia. Se però si trasforma in un'ossessione e in un monitoraggio maniacale dello stato della salute e della forma fisica, può diventare un ennesimo fattore di stress, del quale non abbiamo davvero bisogno. In più, può distogliere l'attenzione dai segnali che il corpo invia e ai quali dovremmo invece dare ascolto.

RIVOLGERSI ALL' AI INVECE CHE AL MEDICO O ALLO PSICOLOGO - Anche se le piattaforme di AI, davanti a certe richieste di consigli, ricordano che è opportuno rivolgersi a un medico in carne ed ossa, non si può ignorare il fatto che strumenti di questo genere vengano spesso utilizzati per ricevere indicazioni e persino un supporto che sarebbe di competenza di un terapeuta vero e proprio. Sebbene l'IA possa effettivamente aiutare a semplificare il percorso di cura e migliorare alcuni aspetti dell'esperienza assistenziale, non è comunque un sostituto del medico o dello specialista. Ci sono casi in cui le chatbot hanno avuto un ruolo di disinformazione e si teme che abbiano avuto un ruolo anche in alcuni casi di suicidio: in casi di questo genere i soggetti si sono accontentati delle indicazioni virtuali invece di chiedere e ottenere un aiuto reale. Anche se, in effetti, l'AI può essere uno strumento capace di integrare la terapia di un professionista, è assolutamente sbagliato sostituirla completamente  al medico specialista.