Amore d’estate

Coppia, meno performance, più amore: è il momento del “romanticismo sussurrato”

La riscoperta della pura normalità è l'unica mossa per proteggere l'amore dallo stress delle vacanze perfette a tutti i costi

17 Lug 2026 - 07:00
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L’estate e le vacanze sono la stagione in cui ogni coppia vorrebbe vivere la stagione più bella della vita. Oggi, invece, tutto tende a caricarsi di un’ansia da prestazione sentimentale ed estetica che impone tramonti perfetti a Santorini, cene a lume di candela in riva al mare, località super trendy e una relazione di coppia da copertina. Il risultato? Un’agenda vacanziera satura come quella delle giornate di lavoro, il livello di stress che non si allenta e spesso una crisi di coppia che esplode non appena si ritorna a casa. In risposta a tutto questo, però, comincia a farsi strada una controtendenza degna di nota: le coppie cercano modi diversi di condividere l’estate in una forma diversa di romanticismo: il fenomeno oltreoceano è chiamato soft romanticism, espressione che in italiano potremmo chiamare romanticismo sussurrato, una filosofia che propone il ritorno al minimalismo relazionale. È il rifiuto dell’obbligo alla straordinarietà a tutti i costi per riscoprire, finalmente, il lusso della normalità e i ritmi lenti dell'amore estivo.

LA TRAPPOLA DELLA VACANZA DA CATALOGO - Per anni abbiamo confuso la qualità di una relazione con l'esclusività delle esperienze vissute insieme, a cominciare dalle vacanze. L’estate è stata per molto tempo il palcoscenico di questa ricerca dell’ideale a tutti i costi. Quando però ogni momento deve essere memorabile, la vicinanza emotiva viene sostituita dalla performance: alla lunga, la fretta di accumulare ricordi fotografici da esibire sui social ci ha privati del tempo necessario per vivere la relazione in modo autentico. Il romanticismo sussurrato nasce proprio da questa saturazione: è la risposta consapevole alla stanchezza che deriva dall’iperattivismo, immediata conseguenza dell’ iper-connessione e dal bisogno di mostrarsi sempre al top.

IL POTERE TERAPEUTICO DELLA "NOIA CONDIVISA" – Da tempo si parla del valore terapeutico della noia. Il vero cuore del romanticismo sussurrato è proprio la riscoperta del “dolce far niente”, da intendere non come apatia o disinteresse, ma come spazio lasciato volontariamente libero, anzi vuoto, per consentire al corpo di riposare e alla mente di vagare libera. In questo spazio la coppia smette di inseguire e produrre performance e ricomincia a respirare insieme. La vera intimità estiva non si costruisce durante esclusive escursioni in barca, o in un trekking estremo o nella ricerca del miglior panorama, ma nei tempi morti della giornata in cui ci si cerca e ci si riposa insieme. Il romanticismo sussurrato si manifesta in gesti minuscoli e apparentemente ordinari come leggere insieme un libro all'ombra, con il rumore delle cicale come sottofondo, oppure facendo la spesa al mercato del paese in cui si soggiorna, scegliendo senza fretta gli ortaggi migliori, o anche condividendo un pisolino pomeridiano all’ombra della pineta, mentre la spiaggia scotta sotto il sole, o anche passeggiando senza meta sul bagnasciuga, aspettando il tramonto. In questi momenti non c’è nulla da dimostrare, nessun contenuto da pubblicare, nessuna aspettativa da soddisfare: è così che si impara di nuovo a stare insieme e a gioire della presenza dell’altro.

LA MAPPA DEI RITUALI - Il romanticismo sussurrato non è un’astrazione filosofica, ma una pratica quotidiana che si nutre di piccoli rituali. Abbandonata l'agenda dei doveri turistici, possiamo ridefinire il concetto di tempo di qualità attraverso gesti che celebrano la lentezza. Il primo di questi codici è il digital detox del mattino: dopo il risveglio i telefoni restano spenti per mezz’ora o confinati in un’altra stanza, lasciando spazio solo al rumore del caffè che gorgoglia nella caffettiera e alla prima conversazione della giornata, al riparo dal mondo esterno e dal bip delle notifiche.  Un analogo momento di silenzio, in cui fermarsi e dedicarsi al riposo e all’ozio, è il primo pomeriggio, tra le due e le quattro, in cui tutto sembra fermarsi. È il momento del dolce-far-niente, della siesta all’ombra e al fresco, in cui dormire, oppure sfogliare una rivista, dedicarsi a un gioco da tavolo d'altri tempi o ascoltare un album in vinile, lasciando che la musica riempia lo spazio senza l'obbligo di dover conversare a tutti i costi. Un altro rito da riscoprire è quello della passeggiata al calar della sera, anche senza una meta precisa, che inizia quando la spiaggia si svuota e la luce si fa morbida. Non serve per raggiungere un ristorante o un locale per dare sollievo alla FOMO, il timore di perdere un’occasione di divertimento, ma per il puro piacere del movimento sincrono. Nei piccoli rituali come questi, l'ordinario perde la sua banalità e diventa il palcoscenico di un’intimità e di una condivisione che altrimenti non si potrebbe ottenere.   

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PERCHÉ IL MINIMALISMO RELAZIONALE SALVA LA COPPIA - I dati sulle rotture sentimentali post-vacanze parlano chiaro: l'eccesso di pianificazione e la convivenza forzata sotto stress sono acceleratori di crisi. Il romanticismo sussurrato agisce, invece, come un disintossicante naturale: abbassando l'asticella delle aspettative, si azzera la frustrazione e si riscopre la gioia delle piccole cose. Se smettiamo di vedere il partner come il compagno del viaggio perfetto, si torma a vederlo per quello che è: un complice con cui condividere la bellezza del riposo