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Yara, l'avvocato Salvagni: "Il dna mitocondriale non è di Bossetti"

"Siamo partiti con una relazione dei Ris che ci lasciava alquanto dubbiosi", dice il legale del muratore a Quarto Grado. "Abbiamo lavorato sempre cercando di trovare soluzioni a tutti i dubbi che avevamo"

- "La traccia che tiene in carcere Massimo Bossetti, il dna mitocondriale trovato su Yara, non è del muratore". Lo ha detto a Quarto Grado Claudio Salvagni, l'avvocato dell'uomo attualmente detenuto con l'accusa di aver ucciso la tredicenne Yara Gambirasio a Brembate di Sotto.

"Abbiamo lavorato sempre cercando di trovare soluzioni a tutti i dubbi che avevamo e siamo partiti con una relazione dei Ris che ci lasciava alquanto dubbiosi. Siamo arrivati all’ultima relazione depositata pochi giorni fa che, relativamente alla famosa traccia trovata sugli slip di Yara che tiene in carcere Massimo Giuseppe Bosseti, afferma che il Dna mitocondriale rinvenuto in questa traccia non è di Massimo Giuseppe Bossetti", ha precisato il legale.

Secondo quanto riferito dall'avvocato Salvagni, dalle ultime perizie depositate "emerge un elemento deflagrante che apre tutto un altro scenario, con risultanze che portano a un Dna completamento diverso, e non è un dna nascosto o incomprensibile".

L'avvocato ha inoltre annunciato che lunedì il pool difensivo deciderà se presentare una nuova istanza di scarcerazione. In base a queste nuove risultanze, ha detto Salvagni, "Bossetti dovrebbe essere subito scarcerato".

Testimone è di Trescore Balneario - È di Trescore Balneario (Bergamo) la donna che ha rivelato agli inquirenti di aver visto Massimo Bossetti e Yara Gambirasio, in auto, davanti alla palestra di Brembate qualche settimana prima della scomparsa della giovane, rivela in esclusiva “Quarto Grado” su Retequattro.

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