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9.6.2010

Delitto Toscana, 25enne confessa

Vittima una 44enne, fermato un collega

Un 25enne, collega della vittima già in stato di fermo, avrebbe confessato di essere l'autore del delitto di Raffaella Ingrassia, la 44enne uccisa a coltellate nella sua casa a Sesto Fiorentino. Il cadavere è stato scoperto dopo l'allarme di alcuni colleghi che la donna aveva invitato a cena. La donna viveva con il marito e la figlia 22enne, entrambi in questi giorni a Taranto. A scatenare il raptus omicida, quasi sicuramente motivi passionali.
Il pm Giuseppina Mione, sopraggiunta sul luogo del delitto, ha sottoposto a fermo di pg come indiziato di delitto Mauro Iorio, 25 anni, di Firenze, collega della vittima. I due lavoravano infatti nello stesso supermercato di Sesto Fiorentino. Secondo quanto riferito dai carabinieri, il fermato provava dell'affetto nei confronti della Ingrassia, sposata e con una figlia di 22 anni. Sarebbe proprio il 25enne l'ultima persona ad aver visto la vittima.

"Ma lei voleva smettere di frequentare quell'uomo"
I carabinieri hanno già formulato un'ipotesi sul motivo dell'omicidio. "Lei voleva interrompere la frequentazione con quell'uomo, che durava da tempo, e sui cui connotati sono in corso accertamenti". La Ingrassia e Iorio lavoravano nello stesso centro commerciale a Sesto Fiorentino. L'uomo, riferiscono i carabinieri, avrebbe agito in preda a un raptus: sul corpo della donna sono state trovate otto coltellate, inferte con "violenza e accanimento". Il delitto sarebbe avvenuto intorno alle 15,30 di mercoledì, ma l'omicidio è stato scoperto solo verso le 22,30.

Sul pavimento ricoperto di sangue, i carabinieri hanno trovato i segni di una "H", tipica delle suole delle scarpe "Hogan", rinvenute nell'appartamento del fermato e su cu cui c'erano anche segni di gocciolamento di sangue. Tracce ematiche anche sui suoi abiti.

Il fermato avrebbe dapprima negato il suo coinvolgimento, poi avrebbe ammesso di essere arrivato nell'appartamento, di essere entrato e di aver visto il cadavere della donna. Infine, riferiscono i carabinieri, avrebbe fatto "alcune ammissioni verbalizzate dalla polizia giudiziaria": tra queste, quella di aver gettato il coltello lungo il tragitto tra la casa della donna e la fermata del bus. L'uomo era arrivato all'abitazione della Ingrassia con l'autobus. Sarebbe un coltello a serramanico l'arma con cui è stata uccisa Raffaella, ha spiegato ai giornalisti il colonnello Emanuele Saltalamacchia, comandante provinciale dei carabinieri di Firenze, ma non è stato ancora trovato. Il 25enne fermato era un collezionista di coltelli.

La cena con i colleghi e il ritrovamento del corpo
I colleghi della vittima, che avevano appuntamento con lei per cena, sapevano che Raffaella era in casa ma non rispondeva né al campanello né al telefono. Hanno quindi avvertito i vigili del fuoco, i quali, quando sono entrati nell'appartamento, hanno ritrovato la vittima in un lago di sangue. Subito dopo hanno chiamato i carabinieri. Mentre la sezione della scientifica ha dato il via ai rilievi nell'appartamento, sono stati ascoltati subito il marito della vittima, e i colleghi, a partire da coloro che hanno dato l'allarme, nel tentativo di ricostruire le ultime ore di vita della donna.

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