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3/3/2006

Bimbo rapito, sequestro anomalo

Parma, genitori sentiti in Questura

E' un sequestro anomalo per gli investigatori quello del piccolo Tommaso di 17 mesi, sottratto ai genitori in un'abitazione nel Parmense. Padre e madre del bimbo sono stati a lungo interrogati in Questura a Parma subito dopo il sequestro, avvenuto durante la rapina in casa. La coppia appare distrutta dal dolore e chiede pubblicamente ai rapitori di prendersi cura del bimbo, malato di epilessia e bisognoso di farmaci.

Pubblichiamo la foto diffusa dalla famiglia nella speranza che serva per ritrovare Tommaso

Il sequestro è anomalo soprattutto considerate le condizioni economiche degli Onofri. La coppia non è ricca e difficilmente riuscirebbe a procurarsi il denaro necessario per pagare un eventuale riscatto. Restano da chiarire i momenti dell'assalto alla loro casa, i movimenti dei malviventi, le parole dette, gli attimi terribili in cui Tommaso è stato sottratto dalel braccia dei genitori.

LE INDAGINI
"Per il momento li sentirà la Procura, noi li abbiamo sentiti, continuiamo il nostro lavoro, al momento non c'è nessuna novita"'. Queste le parole del capo della squadra mobile di Parma Nicola Vitale che ha commentato coi giornalisti la fine dei colloqui con i genitori del piccolo Tommaso Onofri. I due genitori sono saliti su un' auto della polizia, non con colori d' istituto, che li ha evidentemente accompagnati in Procura. Vitale era uscito dalla sede della Questura per pochi istanti per distribuire la foto del piccolo Tommaso.

Le indagini spaziano in diverse direzioni e non si trascurano le informazioni che provengono dallo stesso ambiente famigliare. In Questura a Parma è stato sentito il figlio quindicenne che Paolo Onofri aveva adottato insieme alla prima moglie. Anche la donna è stata ascoltata dagli investigatori. I due si erano sposati e avevano adottato un bimbo italiano. Poi, dopo circa due anni di matrimonio, si erano separati. Il figlio era rimasto a vivere con il padre. In seguito, Paolo Onofri aveva conosciuto Paola Pellinghelli e con lei aveva avuto un primo figlio, Sebastiano, otto anni fa. Tre anni fa i due si erano sposati. Diciassette mesi fa, infine, la nascita di Tommaso, che dopo alcuni mesi aveva manifestato i sintomi della malattia.

L'APPELLO DEI GENITORI
Intanto i genitori di Tommaso hanno lanciato un appello drammatico 'tra le lacrime. A parlare, leggendo un testo preparato, è stato il padre Paolo Onofri: "In questo momento di grande angoscia e disperazione, mia moglie Paola ed io chiediamo la liberazione del nostro piccolo Tommaso e facciamo un appello a chiunque sappia qualsiasi cosa di aiutare gli inquirenti. Chiedo pietà per mio figlio. Di somministrare subito il farmaco Tegretol, così come già richiesto in precedenza negli appelli del medico e dell'avvocato. Questo è l' unico modo per salvare la vita al nostro bambino".

I GENITORI NON SONO INDAGATI
Per fugare ogni sospetto, il capo della Squadra Mobile di Parma ha dichiarato che i genitori del bimbo rapito sono stati "sentiti separatamente, non sono indagati, né la casa o la macchina sono mai state sotto sequestro, abbiamo preso la macchina per normali accertamenti e la stiamo restituendo". "Possono tornare a casa tranquillamente - ha aggiunto il capo della Mobile - avrebbero potuto farlo anche ieri ma noi volevamo capire meglio". Le versioni dei fatti fornite da marito e moglie, inoltre, concordano e non mostrano quindi discrepanze. La Polizia ha voluto palare anche con il 16enne figlio adottivo dell'uomo e della precedente moglie. "E' stato sentito, non interrogato - ha sottolineato Vitale - non avevamo motivo di interrogarlo".

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