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A "Jazz Meeting" il trombonista Filippo Vignato

Tgcom24 incontra il musicista protagonista di un acclamato concerto a Parmafrontiere

A "Jazz Meeting" il trombonista Filippo Vignato

Fine settimana all'insegna della grande musica al festival "Parmafrontiere", che giunto alla 21esima edizione, continua nel solco delle scelte di qualità, con un grande equilibrio tra big del panorama europeo e mondiale e giovani talenti. Ne è esempio l'attesissimo concerto di sabato 18 novembre, alle 20,30 alla Casa Della Musica, del trombonista Filippo Vignato tra i giovani più interessanti ed originali degli ultimi anni accompagnato dal suo quartetto con Giovanni Guidi al piano, Mattia Magatelli al basso e Attila Gyarfas alla batteria.

Quattro musicisti con storie totalmente differenti tra loro, che hanno trovato il loro punto d'incontro nel nuovo lavoro di Vignato "Harvesting Minds", pubblicato da Cam Jazz. Filippo Vignato ospite a "Jazz Meeting" parla così della nascita e dello sviluppo del progetto: "La musica prende sempre spunto dal contesto dove si sviluppa - dice Vignato -, ogni epoca ha la sue diverse letture, siamo in un'era dove mi sento eccessivamente colpito da immagini suoni e rumori; CIò mi ha portato a voler fare in questo mio nuovo disco una sorta di pausa di riflessione, per cercare uno spazio che secondo me era necessario trovare".

Era importante trovare i musicisti "giusti", per questo progetto...
Si direi che ho scelto i musicisti proprio pensando al progetto; dalla sessione in studio è emerso un grande equilibrio, abbiamo personalità diverse, ma tutti e quattro vogliamo riempire il silenzio con la musica. Sono tutte mie composizioni tranne una che è di Giovanni, poi ci sono brani estemporanei in trio o anche in duo, ho voluto lasciare il più possibile spazio all'interpretazione di ognuno, "Harvesting Minds" è stato realizzato con melodie semplici, scritte pensando a chi le avrebbe suonate.

"Parmafrontiere" è un momento importante, soprattutto per i giovani musicisti...
Per me è molto importante fare parte del cartellone di questo festival, dal momento che le musiche proposte ogni anno da Bonati e dal suo staff sono trasversali; non esiste un genere definito ma un qualcosa che attraversa i generi ed i confini: jazz e musica contemporanea hanno spesso dialogato.

Cosa accadrà dopo Parma?
Dopo Parma faremo un tour con il quartetto in varie città, poi a gennaio ci sarà un mio piccolo concerto in solo, in due vesti diverse: una acustica in sale o chiese dove poter sfruttare la dinamica del trombone, facendo leva sull'acustica dei luoghi, l'altra veste con l'ausilio dell'elettronica. Quando ricevetti il premio Gaslini feci un concerto in un luogo piccolo ma con un'acustica interessante, con un ottimo riscontro da parte del pubblico. Il trombone è uno strumento che risente molto dell'ambiente circostante, quando suono anche la stanza deve "suonare" in maniera particolare.

Prodotto da Ermanno Basso "Harvesting Minds" è stato realizzato nei prestigiosi studi Artesuono di Cavalicco e mixato da Stefano Amerio.

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