La paghetta resiste al tempo: la ricevono 6 giovani su 10 e vale mediamente 54 euro al mese
Nel 28,7% dei casi una paghetta supplementare arriva anche dai nonni, percentuale che sale al 34,7% al Sud e nelle Isole
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La paghetta, di solito con cadenza settimanale o mensile, viene data dai genitori ai propri figli affinché possano far fronte alle loro spese personali. Questa "piccola paga", usanza diffusasi soprattutto nel 1800 e 1900, può avere anche scopi educativi: insegnare ai ragazzi il valore del denaro, del risparmio e della gestione delle spese. Tutti concetti concreti con cui si ha a che fare quando si entra nel "mondo degli adulti". Una realtà lontana, ma non poi così troppo distante dalle famiglie odierne, quindi.
Ma, a oggi, a quanto ammonta la paghetta e ogni quanto viene ricevuta? Sono solo i genitori a contribuire? Queste e altre domande trovano risposta nei dati emersi dall'indagine commissionata da Facile.it all'istituto di ricerca mUp Researc. Svoltasi tra il 28 settembre 2026 e il 5 ottobre 2026, la ricerca è stata fatta su 1.012 interviste Cawi a un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione italiana con figli in età compresa fra 10 e 18 anni.
Quanto vale oggi la paghetta
L'indagine ha rilevato che la paghetta è ancora una pratica molto diffusa: il 59,9% dei ragazzi tra i 10 e i 18 anni la riceve regolarmente. Nella maggior parte dei casi l'erogazione avviene con cadenza settimanale (56,1%), mentre il 27,2% dei giovani la riceve una volta al mese. Il restante 16,8%, invece, ottiene una somma di denaro soltanto quando ne fa richiesta. Guardando agli importi, la paghetta media si attesta oggi a quasi 54 euro al mese, ma la cifra varia in base all'età dei ragazzi: gli under 12 ricevono in media 35 euro mensili, valore che sale a 49 euro nella fascia tra i 13 e i 15 anni e raggiunge i 72 euro tra i 16 e i 18 anni.
Contanti, app e carte: come viene consegnata
Anche se il contante resta ancora lo strumento più utilizzato dalle famiglie italiane, stanno prendendo sempre più piede le modalità digitali. Secondo lo studio, quasi 500mila giovani ricevono la paghetta tramite applicazioni dedicate o attraverso la ricarica di una carta prepagata digitale. Una quota pari all'11,7% dei genitori sceglie invece una carta prepagata fisica. Il denaro, però, non arriva sempre e soltanto da mamma e papà. Nel 28,7% dei casi una paghetta supplementare viene corrisposta con regolarità anche dai nonni, percentuale che cresce fino al 34,7% nel Sud e nelle Isole. Più contenuto, ma comunque presente, è il contributo degli zii, che interessa il 6,9% dei ragazzi e raggiunge l'8,3% tra le famiglie del Nord Ovest.
Dalle lire agli euro: come è cambiata nel tempo
L'indagine ha analizzato anche l'evoluzione della paghetta attraverso le generazioni. I genitori che da giovani ricevevano una somma espressa ancora in lire ricordano di aver ottenuto mediamente poco più di 28mila lire al mese. Chi invece è cresciuto già nell'era dell'euro riceveva in media 43 euro. Oggi la cifra media riconosciuta ai figli ha raggiunto quasi 54 euro mensili, segno di un aumento progressivo dell'importo destinato alle spese personali dei più giovani.
