Il rapporto Oxfam a davos

Ricchezza record nelle tasche di soli 3mila paperoni: possiedono 18.300 miliardi di dollari | Ma la metà del mondo resta in povertà

Il monito del report: "Il rischio di arretramento democratico è sette volte più probabile nei Paesi dove i livelli di disuguaglianza sono maggiori"

19 Gen 2026 - 00:10
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È concentrata nelle tasche di poco più di 3mila paperoni nel mondo la ricchezza record di 18.300 miliardi di dollari, mai raggiunta prima. Ma sul rovescio della medaglia, ci sono miliardi di persone che devono fare i conti con la povertà, la fame e il rischio di morire per malattie del tutto prevenibili. Se da un lato le fortune dei miliardari globali sono cresciute nel 2025 di 2.500 miliardi di dollari, una cifra quasi equivalente alla ricchezza totale detenuta dalla metà più povera dell'umanità, ossia 4,1 miliardi di persone, dall'altro lato il tasso di riduzione della povertà globale è rimasto invariato negli ultimi sei anni e la povertà estrema è di nuovo in aumento in Africa. E dire che la ricchezza aggregata sarebbe sufficiente a sradicare la povertà estrema 26 volte. Sono le divergenze economiche e sociali del mondo contenute nell'analisi internazionale di Oxfam, pubblicata dal Forum economico di Davos, in Svizzera.

Una concentrazione di ricchezza senza precedenti

 Il patrimonio dei super ricchi è cresciuto del 16% in termini reali nel 2025, a un ritmo tre volte superiore alla media degli ultimi cinque anni, e il livello record di 18.300 miliardi di dollari ha segnato un aumento dell'81% rispetto al 2020. Da soli i 12 miliardari più ricchi del mondo possiedono una ricchezza (2.635 miliardi di dollari) superiore a quella detenuta dalla metà più povera dell'umanità, ovvero da oltre 4,1 miliardi di persone, dice l'associazione che si occupa della lotta alle disuguaglianze. Una concentrazione di ricchezza, mai registrata nella storia, raggiunta mentre 1 persona su 4 nel mondo soffre di insicurezza alimentare e quasi la metà della popolazione mondiale vive in povertà.

Ricchezza significa potere

 Il dossier illustra come "i super ricchi, non solo abbiano accumulato più fortune di quante potrebbero mai spendere, ma che abbiano anche trasformato questa ricchezza in potere politico, esercitato per plasmare le nostre società e condizionare le regole economiche globali, a scapito dei diritti e delle libertà individuali e collettive in tutto il mondo". Oxfam stima che oggi un miliardario abbia 4.000 volte più probabilità di ricoprire cariche politiche rispetto a un cittadino comune. La disuguaglianza economica gioca un ruolo chiave nell'erosione dei diritti, della libertà politica e di espressione, creando un terreno fertile per l'autoritarismo, rileva il rapporto. "Il rischio di arretramento democratico è sette volte più probabile nei Paesi dove i livelli di disuguaglianza sono maggiori. La percentuale della popolazione mondiale che vive in autocrazie è aumentata di quasi il 50%. Tra il 2004 e il 2024, solo 3 persone su 10 vivono oggi in democrazie, mentre nel 2004 erano 1 su 2" spiega Oxfam. I tagli degli aiuti internazionali operati l'anno scorso dai governi di tutto il mondo potrebbero causare, nei Paesi più poveri, oltre 14 milioni di morti in più entro il 2030, afferma l'analisi.

"La legge del più ricco"

 "Siamo di fronte alla legge del più ricco che sta portando al fallimento della democrazia: l'estremizzazione delle disuguaglianze corrode il patto di cittadinanza, disintegrando legami sociali, corresponsabilità e fiducia reciproca - afferma Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia - Molti governi, invece di contrastare le disuguaglianze, agiscono in difesa di una élite oligarchica, comprimendo i diritti e silenziando il dissenso della maggioranza della popolazione, che si trova ad affrontare condizioni di vita sempre più insostenibili". E Oxfam osserva che "l'aumento della ricchezza dei miliardari coincide con l'attuazione del programma dell'amministrazione Trump a favore di un'élite oligarchica, sia negli Stati Uniti che a livello globale. Il Governo Usa non solo ha ridotto le imposte per gli ultra-ricchi, ma ha minato gli sforzi a livello internazionale per tassare le grandi multinazionali e contrastato ogni tentativo di limitarne il potere monopolistico". 

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