Vacanze, gli italiani risparmiano di meno ma la valigia resta pronta: il viaggio è l'ultima spesa a cadere
Tra inflazione, caro energia e tensioni internazionali cresce la prudenza delle famiglie, ma la voglia di partire resiste alla crisi
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Le tensioni internazionali, in particolare in Medio Oriente, continuano a riflettersi sulle scelte quotidiane. Le famiglie italiane stringono la cinghia, ma non rinunciano a organizzare vacanze. L'Italia è preoccupata per il caro energia e per il ritorno dell’inflazione, ma è ancora determinata a mantenere vivi i propri progetti, soprattutto quelli legati ai viaggi. Il contesto economico resta complicato. Secondo l'ultimo Osservatorio mensile Findomestic, solo un italiano su cinque ritiene questo un buon momento per fare acquisti, mentre il 44% descrive la propria situazione finanziaria come problematica. A pesare è anche la difficoltà a risparmiare: quattro persone su dieci dichiarano di non esserci riuscite negli ultimi mesi.
L'effetto della crisi e il ritorno delle paure
Il timore di nuovi aumenti dei prezzi, soprattutto sul fronte energetico, è tornato al centro delle preoccupazioni, raggiungendo i livelli più alti dall'inverno 2023. Non a caso, circa il 64% degli italiani sta valutando con maggiore attenzione i contratti energetici, cercando soluzioni più sicure per il futuro. La prudenza domina, ma non si traduce in un blocco totale dei consumi.
Viaggiare resta una priorità
In questo scenario incerto, c'è però una voce che resiste: quella dei viaggi. Nonostante tutto, la voglia di partire continua a trainare le intenzioni di spesa. Nei prossimi tre mesi, il 61% degli italiani prevede di investire proprio in vacanze, un dato in crescita rispetto al mese precedente. È il segnale più evidente di una progettualità che, pur ridimensionata, non scompare. Le famiglie tagliano altrove, ma cercano di preservare esperienze considerate essenziali per il benessere personale.
Abitudini più attente, ma senza rinunce
Quasi la metà della popolazione ha modificato il proprio stile di vita: si risparmia su carburante, spesa alimentare e consumi non indispensabili. Eppure, quando si parla di vacanze, il quadro cambia. Solo il 14% degli italiani ha deciso di rinunciare del tutto alle ferie estive. La maggioranza mantiene i propri piani o li adatta: c'è chi preferisce restare in Italia e chi guarda al Nord e Centro Europa o al Mediterraneo occidentale, percepiti come mete più sicure e accessibili.
Consumi in calo, ma non ovunque
Le intenzioni d'aquisto complessive restano deboli, con una leggera flessione su base mensile. Alcuni comparti però tengono: tecnologia, piccoli elettrodomestici e arredamento mostrano segnali di resistenza, mentre arretrano i settori legati all'efficienza energetica e alla mobilità alternativa. Anche il mercato dell'auto resta frenato, sia per il nuovo che per l'usato, segno di una cautela diffusa sugli investimenti più impegnativi. Il quadro che emerge è quello di un Paese sospeso tra timori e desideri con le famiglie più attente e selettive, magari costrette a rinunce, ma che non sembrano intenzionate a fare a meno dell'evasione che un viaggio può regalare.
