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Bollette, politica e guerra: questi i temi che non fanno dormire gli italiani, mentre clima ed energia...

Un italiano su tre pensa al carovita quando apre il giornale. L'intelligenza artificiale come fonte d'informazione sorpassa la transizione energetica e la sicurezza stradale. La fotografia dell'Osservatorio Opinion Leader 4 Future

19 Mar 2026 - 15:37
 © Istockphoto

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Cosa ci tiene incollati allo schermo e cosa ci spinge ad aprire un articolo o a fare ricerche online? La risposta, almeno per il 2026, arriva da una ricerca condotta su 5mila italiani dall'Osservatorio Opinion Leader 4 Future, un progetto congiunto del Gruppo Credem e dell'Università Cattolica del Sacro Cuore: gli italiani pensano in prima battuta a portafogliopolitica e guerra.

© Ufficio stampa

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In cima alla classifica dei temi che hanno catturato l'attenzione nei primi mesi del 2026 ci sono stati l'inflazione, il carovita e il caro bollette (33%), seguiti dal dibattito politico interno (30%). Lontani ma presenti i conflitti internazionali: la guerra in Ucraina raccoglie il 19%, il Medio Oriente il 17%, e il nuovo ruolo degli Stati Uniti nell'era Trump si attesta anch'esso al 17%. Fin qui, niente di sorprendente. A stupire è il fondo della classifica: il cambiamento climatico e gli eventi estremi si fermano al 6%, la transizione energetica all'1%, la sicurezza stradale all'1%.

Il grande assente: il clima

 Mentre alluvioni, siccità e ondate di calore segnano sempre più profondamente la cronaca, il cambiamento climatico ottiene solo il 6% di interesse dichiarato. La transizione energetica, con le sue implicazioni economiche e geopolitiche, addirittura l'1%. Anche temi come il disagio giovanile (2%), la sicurezza sul lavoro (2%) e la salute mentale (3%) rimangono ai margini, nonostante occupino spazio crescente nel dibattito sociale. L'impressione è quella di un'informazione parametrata sempre all'emergenza quotidiana e personale: prezzi, sicurezza, conflitti e poco orientata verso il futuro.

Giovani e anziani: due Italie che non si parlano

  La ricerca svela anche una frattura generazionale significativa. Gli under 45 mostrano un interesse molto più marcato verso la politica internazionale: i conflitti in Medio Oriente e le mosse di Trump sono citati dal 23% dei giovani, contro percentuali inferiori al 15% nelle fasce più anziane. Gli over 65, al contrario, guardano soprattutto dentro i confini: il dibattito politico interno li appassiona al 34%, la percentuale più alta in assoluto tra tutte le fasce d'età.  

Uomini e donne: sensibilità diverse

 Sul carovita uomini e donne sono perfettamente allineati (33%). Le divergenze emergono altrove: le donne mostrano maggiore attenzione alla sicurezza e alla criminalità (16% contro il 12% degli uomini) e ai conflitti in Medio Oriente (20% contro 15%). Gli uomini, invece, si distinguono per un interesse più marcato verso il ruolo della Cina e dei paesi emergenti (8% contro 4%).

L'intelligenza artificiale

   Un capitolo a parte merita l'intelligenza artificiale. Secondo i dati dell'Osservatorio, l'83% degli italiani usa almeno una piattaforma AI. Tra questi, il 31,5% la utilizza per aggiornarsi sull'attualità, affiancandola, non sostituendola, a giornali e social media. Il 43% la impiega per approfondire interessi personali. È un segnale importante: l'AI non è più solo un tema di moda di cui parlare (curiosamente, solo il 3% del campione la cita tra gli argomenti informativi più seguiti), ma uno strumento con cui gli italiani si informano già.

Il senso del report

 La fotografia che emerge dall'indagine è quella di un Paese concentrato sul presente immediato, che si sente pressato da problemi quali il costo della vita, la stabilità politica, la sicurezza, e relativamente poco attratto dai grandi temi strutturali che disegneranno il futuro: clima, energia, lavoro, giovani. Esiste insomma, uno spazio enorme tra ciò che viene considerato urgente dalle istituzioni e ciò che viene percepito come urgente dai cittadini. 

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