Bollette luce e gas, nel 2025 quasi tre milioni di italiani hanno subìto una truffa | Ma uno su due non denuncia
Secondo lo studio commissionato da Facile.it a mUp Research, finti call center e siti fasulli sono i canali più utilizzati dai criminali. I numeri sono comunque in calo (-27%) grazie alle campagne di informazione
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Da call center truffaldini a social ed email fraudolente, fino al classico porta a porta. Sono 2,9 milioni gli italiani che nell'ultimo anno sono caduti vittime di una truffa o di un tentativo di truffa nell'ambito delle bollette luce e gas, con un danno di quasi 650 milioni di euro. Le stime arrivano da un'indagine commissionata da Facile.it a mUp Research. I numeri sono in calo del 27% rispetto agli anni scorsi.
Truffe sulle bollette di luce e gas: i canali più usati
Secondo lo studio, al primo posto tra gli strumenti più usati sono i finti call center: quasi 7 truffe su 10 infatti (68,2%) sono state portate a termine attraverso questo canale. In 1 caso su 4 (24,9%) è stata invece utilizzata una finta email, mentre nel 12,9% il classico porta a porta. Non mancano però i metodi di comunicazione più moderni: si va dalle app di messaggistica istantanea (9,5%) ai social network (6%).
Identikit dei truffati
Chi sono le vittime predilette? Guardando ai risultati dell’indagine emerge come, contrariamente a quanto si possa pensare, a subire più frequentemente una truffa o un tentativo di frode nell’ambito delle bollette energetiche, siano gli under 44 e non gli anziani; a fronte di una media nazionale del 7%, la percentuale raggiunge il 9,2% nella fascia 25-34 anni e arriva addirittura al 10,1% tra i 35-44enni.
Altro dato interessante emerge analizzando il grado di istruzione delle vittime di truffa o tentativo di frode. A sorpresa i più colpiti sono risultate essere le persone con un titolo di studio universitario: l'incidenza tra i laureati infatti è più del doppio rispetto alla media.
Più di 1 su 2 non denuncia
Nonostante numeri così elevati, stupisce vedere come più di 1 su 2 (59,2%) scelga di non denunciare l’accaduto. Le ragioni dietro questo comportamento sono in alcuni casi economiche, in altri psicologiche. Il 36,1% di chi è caduto in trappola ha dichiarato di aver scelto di non sporgere denuncia poiché il danno economico era basso, mentre il 22,7% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso. Il 16,8%, invece, ha ammesso di non aver denunciato perché si sentiva ingenuo a essere caduto nella trappola, il 4,2% perché non voleva che i familiari venissero a conoscenza dell’accaduto.
Tre anni fa i truffati erano quattro milioni
"È da molti anni che siamo impegnati fattivamente nel contrasto alle truffe e tre anni fa fummo i primi, assieme a Consumerismo No Profit, a dare una dimensione al fenomeno e a lanciare il progetto Stop alle Truffe", spiega Maurizio Pescarini, Ceo di Facile.it. "Allora i truffati erano 4 milioni, oggi il numero si è ridotto del 27%. Questo risultato è stato reso possibile prima di tutto grazie alla massiccia campagna di informazione, che è la prima arma per aiutare i consumatori a destreggiarsi in un mercato sempre più variegato. In periodi complicati come quello attuale, in cui la voglia di risparmiare potrebbe spingere gli italiani a inseguire a tutti i costi il prezzo più vantaggioso con il rischio di cadere in trappola, bisogna continuare a informare e a mantenere alta anche l'attenzione delle istituzioni".
Il vademecum
In questa direzione va anche il vademecum messo a punto da Facile.it per ridurre la possibilità di frodi. Semplici consigli che possono però essere decisivi nello scovare un possibile tentativo di truffa.
1) Verificare l’identità dell’interlocutore
I tentativi di frode e le vere e proprie truffe possono passare tramite canali molto diversi tra loro. In ogni caso bisogna ricordare che chi si interfaccia con il cittadino deve qualificarsi in modo tale che sia possibile verificarne l'identità e l'effettiva appartenenza allo staff dell'azienda per la quale dice di contattarvi. Ad esempio, se qualcuno vi dovesse suonare il campanello senza un appuntamento e vi chiedesse di entrare, rifiutate. Non è questo il modo in cui operano le aziende del settore e, in nessun caso, i fornitori di luce o gas permettono che loro incaricati riscuotano denaro contante dai clienti.
2) Non farsi mai prendere dalla fretta
Spesso i truffatori, per attirare l'attenzione dei consumatori, cercano di convincerli che l'azienda con cui hanno in essere il contratto sia ormai prossima al fallimento o, anche, che stiano per aumentare le tariffe applicate. In questo caso, il consiglio più importante è quello di non farsi prendere dalla fretta. Qualunque proposta vi venga fatta, pretendete abbia forma scritta e un contratto che vi deve essere sottoposto in modo che possiate analizzarlo con calma e, magari, anche verificare attraverso il sito dell'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) sia la correttezza delle informazioni offerte sia che la società proponente sia effettivamente autorizzata a operare e regolarmente riconosciuta dall'autorità.
3) Occhio ai codici POD e PDR
In cima a ogni bolletta si trova sempre un codice alfanumerico che, anche se nel corso del tempo si è cambiato fornitore, resta identico. Si chiama POD per l'energia elettrica e PDR per il gas, e identifica in modo univoco la fornitura. Senza di esso nessuno può procedere a un cambio di operatore e, quindi, è proprio la prima informazione che i malintenzionati cercano di carpire alle potenziali vittime.Quando si è alla ricerca di un nuovo fornitore è normale che in fase di preventivazione vengano richiesti dati quali il comune di fornitura e i consumi effettuati; tuttavia, non è assolutamente consigliato divulgare il proprio codice, se non per siglare un nuovo contratto.
4) Attenzione a quello che dite al telefono
Il contratto di utenza è valido solo e soltanto se esiste una doppia conferma da parte vostra; conferma che l’azienda è obbligata a chiedervi e che voi potrete rilasciare sia in forma scritta sia tramite registrazione audio. Fate particolare attenzione, quindi, se vi chiamano da un call center che vi insospettisce, a non rispondere mai con monosillabi o frasi troppo semplici (Sì, No, Confermo); queste parole potrebbero essere registrate e “rimontate” ad hoc per simulare una vostra approvazione al cambio di fornitore.
5) Se ci siete cascati… si può sempre rimediare
Se, per ingenuità o distrazione, siete già caduti in trappola, non preoccupatevi, ci sono diversi modi per risolvere. Come prima cosa, potete contattare chi vi ha fatto sottoscrivere il contratto; se si tratta di una semplice incomprensione e non di un atto in malafede, vedrete che risolverà la situazione. Se, invece, avete modo di dimostrare che la firma sul contratto vi è stata estorta con l’inganno o non è la vostra, potete disconoscere il contratto inviando formale reclamo. In questo caso non solo avete tutto il diritto di non pagare la bolletta, ma potete anche sporgere denuncia all’Autorità Garante pretendendo che il fornitore presso cui siete stati registrati vi riporti immediatamente nelle fila del precedente. Nel caso in cui abbiate anche, semplicemente, cambiato idea, potete avvalervi del cosiddetto "diritto di ripensamento", recedendo dal contratto senza alcuna penale od obbligo di dare motivazione della vostra scelta. Attenti, però, che in questi casi avete tempi ben definiti: massimo 14 giorni.
