Bollette, disoccupazione, cibo e tensioni geopolitiche: così il carovita sta cambiando il volto della povertà in Italia
Secondo i dati dell'Osservatorio Antoniano, aumentano le richieste di aiuto per le utenze domestiche e le spese legati ai figli
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La povertà in Italia cambia faccia. Se prima riguardava solamente chi non riusciva a pagarsi da mangiare, oggi coinvolge un bacino più ampio di popolazione fatto di famiglie schiacciate dal carovita. A raccontarlo sono i dati dell'Osservatorio sulla povertà di Antoniano, presentati durante l'evento "Ponti di fraternità: storie di accoglienza sulle orme di Francesco", promosso a Roma insieme alla Comunità di Sant'Egidio nell'anno dell'ottavo centenario dalla morte di San Francesco.
Il peso delle bollette
L'aiuto alimentare resta la prima emergenza. Il 28% delle famiglie e il 22% delle persone sole si rivolge alla rete benefica soprattutto per avere un pasto caldo. Cresce, esponenzialmente nell'ultimo periodo, anche il bisogno di sostegno economico per le utenze domestiche. Oggi l'11% delle famiglie chiede aiuto per pagare luce e gas mentre tra le persone sole la percentuale sale al 12%.
Lavoro assente
Per molti nuclei familiari il problema principale resta l'occupazione. Tra i soggetti soli che si rivolgono alle mense francescane, il 15% cerca soprattutto un supporto per trovare lavoro. Secondo quanto emerge dal report dell'Osservatorio, va notato come la povertà non si debba più intendere come una condizione estrema. Sempre più spesso coinvolge persone che lavorano e famiglie monoreddito che non riescono più a sostenere le spese quotidiane. Nei nuclei fragili economicamente pesano soprattutto le spese legate ai figli. Secondo i dati raccolti da Operazione Pane, l'11% delle famiglie chiede aiuto per il vestiario e per le spese scolastiche, mentre il 9% fatica a permettersi attività ricreative per i bambini.
Le fragilità invisibili
Alla crisi economica si aggiunge quella sanitaria. Il 10% delle persone che si rivolge ai centri solidali chiede supporto per visite mediche o farmaci, mentre il 6% lamenta un disagio emotivo. "L'aumento delle difficoltà economiche che colpiscono le famiglie e i singoli è un segnale e un sintomo di un grande disagio che non possiamo ignorare. Costruire la propria casa, oggi, significa costruire la casa di tutti", spiega Fra Giampaolo Cavalli, direttore di Antoniano. "San Francesco ci insegna che l'accoglienza deve saper mutare forma per rispondere a nuove domande di dignità" ha aggiunto.
Tensioni geopolitiche
Dietro questa emergenza economica e sociale si celano gli effetti delle guerre e dell'instabilità geopolitica. Il 68% delle famiglie assistite dal centro francescano è straniero, per la maggior parte proveniente dall'Africa e dall'Europa orientale. Crescono infatti gli arrivi dall'Ucraina mentre Operazione Pane continua a distribuire 26mila pasti al mese nei Paesi in conflitto come la Siria. Ad Aleppo vengono offerti circa 1000 pasti al giorno mentre in Ucraina sono stati allestiti, tra le navate delle chiese, spazi "sicuri" dove ricevere assistenza e pasti caldi.
